(Dimas Ardian/Getty Images)

Una pandemia che possiamo evitare

In Cina è sempre più diffuso un virus influenzale tra i maiali con il potenziale per causare una pandemia tra gli umani, ma c'è almeno un modo per fermarlo

(Dimas Ardian/Getty Images)

Un gruppo di ricercatori in Cina ha rilevato un incremento nella diffusione di un virus influenzale negli allevamenti di maiali, con il potenziale per causare una nuova pandemia tra gli esseri umani. L’eventualità al momento appare remota, ma gli esperti invitano a non sottovalutare i rischi posti dal virus, soprattutto in un momento in cui governi e organizzazioni sanitarie in tutto il mondo stanno affrontando l’emergenza causata dal coronavirus. Proprio la pandemia in corso potrebbe offrire importanti lezioni per evitare errori e sottovalutazioni, migliorando i sistemi di prevenzione contro le malattie infettive dalle quali non siamo immuni e di cui non possediamo ancora un vaccino.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica PNAS e descrive le caratteristiche di G4 EA H1N1, un virus che deriva dalla combinazione di tre varianti: una simile ai virus influenzali che si trovano in diverse specie di uccelli in Europa e in Asia, un’altra derivante dal virus H1N1 – che causò la pandemia di “febbre suina” nel 2009 – e un’ultima con caratteristiche della variante di H1N1 che interessò il Nordamerica.

I virologi considerano G4 di particolare interesse perché ha caratteristiche di base simili a quelle di un virus dell’influenza aviaria, ma con altri elementi nel suo materiale genetico da varianti che interessano invece i mammiferi. Queste caratteristiche rendono G4 in grado di saltare dagli animali agli esseri umani, e per questo gli esperti consigliano di tenere sotto controllo la sua diffusione per evitare rischi.

La ricerca pubblicata su PNAS è il frutto di un lungo lavoro di ricerca, svolto presso l’Università dell’agricoltura della Cina, per identificare virus influenzali con il potenziale per causare una pandemia. I ricercatori hanno effettuato circa 30mila tamponi nasali ad altrettanti maiali negli allevamenti di dieci regioni della Cina, uno dei più grandi produttori di carne suina al mondo.

L’attività di raccolta è durata dal 2011 al 2018 e ha permesso di identificare quasi 180 virus influenzali, la maggior parte dei quali erano G4 o varianti simili. Un’analisi statistica dei dati raccolti ha permesso di rilevare un aumento nella diffusione del G4 a partire dal 2016, in tutte e dieci le regioni oggetto dello studio.

Talvolta questi virus influenzali passano dai maiali agli esseri umani, ma nella maggior parte dei casi il contagio si ferma dopo il primo passaggio, senza che avvenga la trasmissione dall’individuo infetto a un’altra persona. Finora sono stati accertati solamente due casi di trasmissione di G4 da maiali a esseri umani, che non hanno poi infettato altre persone. Al momento il rischio che questo virus causi una pandemia è ritenuto piuttosto basso, ma il fatto che nel materiale genetico del G4 ci siano cose in comune con H1N1 non deve essere sottovalutato.

I ricercatori hanno anche studiato il modo in cui G4 si diffonde nelle cellule, processo che gli è necessario per replicarsi e proseguire l’infezione. Hanno notato che il virus riesce a produrre facilmente nuove copie di se stesso sfruttando le cellule delle vie respiratorie umane, come del resto fanno numerosi altri virus influenzali e l’attuale coronavirus (che non è invece un virus dell’influenza).

Diversi esperti consigliano di intensificare il lavoro di sorveglianza su G4, e potrebbe essere utile avviare lo sviluppo di un vaccino sia per i maiali sia per gli esseri umani. Il processo dovrebbe essere molto più semplice rispetto allo sviluppo del vaccino contro il coronavirus, perché negli anni siamo diventati piuttosto abili nello sviluppare vaccini antinfluenzali per particolari varianti degli influenzavirus.

Gli autori dello studio consigliano di farsi trovare preparati per ogni evenienza, con una versione del vaccino pronta per essere prodotta e utilizzata in tempi brevi se dovesse diventare necessario. Come abbiamo imparato con l’attuale pandemia, l’avvio di un contagio su larga scala può avvenire in tempi rapidi e con modalità imprevedibili, per questo dovrebbero essere adottate tutte le precauzioni per ridurre i rischi e non farsi cogliere impreparati.