Panoramica dell'aula nel corso della discussione del ddl n. 1741 di conversione del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6 sulla gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 al Senato, 4 marzo 2020 (ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

In Senato è stato annullato un voto di fiducia

Non succedeva da parecchio: ieri era stata constatata l'assenza del numero legale soltanto dopo il voto

Panoramica dell'aula nel corso della discussione del ddl n. 1741 di conversione del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6 sulla gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 al Senato, 4 marzo 2020 (ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

Giovedì sera il voto di fiducia del Senato sul cosiddetto “decreto elezioni” è stato annullato per un errore tecnico e dovrà essere ripetuto oggi. Al momento del voto erano presenti in Senato 149 parlamentari, ma il numero legale necessario per ratificare il voto è stato ricalcolato, successivamente alla votazione, in 150 presenze. ANSA scrive che si tratta di un caso estremamente raro e che una situazione simile si sarebbe verificata l’ultima volta nel 1989, senza specificare però di quale seduta si trattasse e se fosse un voto di fiducia. AGI attribuisce la notizia di questo precedente a fonti del Senato.

Dei 149 presenti, 145 avevano votato a favore del decreto, mentre i contrari erano stati soltanto i senatori Emma Bonino e Matteo Richetti. Le opposizioni avevano deciso di non partecipare al voto, proprio con l’intenzione di far mancare il numero legale. Dopo un primo momento in cui sembrava che il voto fosse valido e il governo avesse quindi ottenuto la fiducia, ci sono state molte proteste delle opposizioni guidate dal senatore Roberto Calderoli, esperto di regolamenti e “tattiche” parlamentari. La presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha comunicato allora che a seguito del ricalcolo del numero legale il voto era da considerarsi nullo e andava ripetuto. Vista l’ora tarda la seduta è stata rinviata alle ore 9.30 di oggi, 19 giugno.

Il numero legale, che è indispensabile perché il risultato di una votazione sia valido, viene calcolato dagli uffici della presidenza in base al numero dei congedi. In sostanza dal totale dei senatori vengono sottratti quelli che sono giustificati all’assenza, che in base all’articolo 62 del regolamento del Senato deve essere comunicata per iscritto al presidente. Lo stesso articolo prevede che la presidenza comunichi a inizio seduta i nominativi dei senatori in congedo e che un elenco degli “assenti giustificati” venga affisso in Aula.

L’annullamento del voto di ieri sera potrebbe ora mettere in difficoltà il governo che ha posto la questione di fiducia sul “decreto elezioni” e ora non può rischiare quindi di finire in minoranza. Secondo quanto riferisce Repubblica molti senatori ieri sera, dopo che il decreto sembrava essere stato approvato, hanno lasciato Roma per tornare a casa nei propri territori di provenienza, come spesso accade il giovedì sera. I parlamentari che sono partiti, e in particolare quelli della maggioranza, nella notte, dopo la notizia dell’annullamento della votazione, sono dovuti ritornare per essere presenti questa mattina al nuovo voto di fiducia. Il decreto inoltre, già approvato alla Camera, deve essere ratificato entro oggi venerdì 19 giugno, pena il suo decadimento.

Il “decreto elezioni” prevede l’accorpamento a settembre in una sola giornata delle elezioni amministrative e regionali e del referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari. Il decreto è stato criticato non soltanto dalle opposizioni ma anche da esponenti vicini alla maggioranza come Emma Bonino, che tra le altre cose ha lamentato i tempi stretti per una campagna elettorale che si dovrà svolgere in sostanza durante il mese di agosto e nelle difficili condizioni del rispetto delle norme di distanziamento fisico dell’emergenza coronavirus. Inoltre per la senatrice i partiti più piccoli avranno soltanto poche settimane per raccogliere le firme necessarie alla partecipazione alle elezioni amministrative e regionali.