(Maddie Meyer/Getty Images)

C’è una prima piccola buona notizia su un vaccino contro il coronavirus

L'azienda farmaceutica Moderna ha annunciato di aver rilevato una risposta immunitaria in alcuni volontari che hanno ricevuto le prime dosi

(Maddie Meyer/Getty Images)

L’azienda farmaceutica statunitense Moderna ha annunciato di avere ottenuto un primo importante risultato con il suo vaccino sperimentale contro il coronavirus. Nella Fase 1 di test su esseri umani, sembra che il vaccino sia riuscito a produrre una risposta immunitaria simile a quella che viene causata dal virus vero e proprio, ma naturalmente senza i rischi annessi di ammalarsi di COVID-19. Il risultato è importante, ma saranno necessarie ancora diverse fasi di test per definire efficace e sicuro il vaccino.

Moderna esiste da poco meno di dieci anni, ha la sua sede principale a Cambridge (Massachusetts, Stati Uniti) ed è specializzata nella ricerca e nello sviluppo di farmaci basati sull’RNA messaggero (mRNA), la molecola che si occupa di codificare e portare le istruzioni contenute nel DNA per produrre le proteine. Semplificando molto, Moderna ha l’obiettivo di realizzare forme sintetiche di mRNA, quindi create in laboratorio, che contengano istruzioni per produrre proteine che aiutino l’organismo a guarire.

I ricercatori di Moderna hanno identificato una sezione della sequenza genetica del coronavirus promettente per indurre una reazione immunitaria nell’organismo che la riceve, senza che però si sviluppino i sintomi della malattia (che in alcuni casi possono essere gravi e letali). Il lavoro è stato il frutto di una collaborazione avviata con il National Institute of Allergy and Infectious Disease (NIAID) di Bethesda (Maryland), centro di ricerca pubblico statunitense che si occupa dello studio delle malattie infettive.

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Nella Fase 1, il vaccino è stato somministrato con due dosi a 45 persone suddivise in tre gruppi, e Moderna ha fornito indicazioni su otto di loro. Sia nel caso della somministrazione di una quantità pari a 25 microgrammi sia in quella pari a 100 microgrammi, si è assistito alla produzione degli anticorpi che in condizioni normali il nostro sistema immunitario produce contro il coronavirus. Per ora i dati disponibili sono limitati e riguardano un gruppo di persone estremamente ridotto, ma il fatto che si siano prodotti anticorpi neutralizzanti specifici per l’attuale coronavirus è ritenuto un passo avanti importante.

La Food and Drug Administration (FDA), l’agenzia federale statunitense che si occupa dei farmaci e della loro autorizzazione, ha già approvato una Fase 2 per il vaccino e Moderna ha già fatto domanda per la serie di test successivi, la Fase 3. In linea di massima, nello sviluppo di un nuovo farmaco, la Fase 1 corrisponde allo stadio in cui si verifica la sicurezza del principio attivo per escludere che possa causare effetti avversi gravi. La Fase 2 serve invece a verificare il funzionamento del farmaco e le quantità necessarie perché sia efficace. La Fase 3 prevede poi la somministrazione del farmaco a un campione più grande di pazienti, per verificare la sua efficacia complessiva.

Stando alle dichiarazioni di Moderna, la Fase 1 ha evidenziato una buona tollerabilità al vaccino da parte di chi l’ha ricevuto. Un paziente con dose da 100 microgrammi ha sviluppato una lieve irritazione cutanea nel punto dell’iniezione, mentre tre volontari che hanno ricevuto una dose più alta da 250 microgrammi hanno sviluppato reazioni più significative e diffuse, ma comunque temporanee.

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Sulla base dei dati riscontrati, Moderna ha deciso di aggiungere un ulteriore gruppo nella Fase 2 per sperimentare la somministrazione di 50 microgrammi di vaccino, in modo da valutare gli effetti con il doppio della dose che ha dato comunque risultati promettenti.

La rapidità con cui Moderna ha realizzato un primo vaccino sperimentale dimostra come le innovazioni nel settore abbiano permesso di accorciare i tempi per questo tipo di ricerche. Nel caso della SARS, per esempio, la ricerca di un vaccino richiese molto più tempo e fu poi sostanzialmente abbandonata, dopo che fu possibile contenere l’epidemia. Il successo del nuovo vaccino sperimentale non è per nulla scontato e ne sono consapevoli gli stessi ricercatori di Moderna, anche se la Fase 1 fa ben sperare. Moderna non è comunque l’unica azienda al lavoro per produrre un vaccino contro il coronavirus. Da qualche mese ci lavorano diverse altre società farmaceutiche, come Inovio Pharmaceuticals e Johnson & Johnson.