(Christopher Polk/Getty Images for Turner)

Una canzone di Chelsea Peretti

Una canzone che vuole fare la spiritosa, ma le escono anche dolcezza e caffè

(Christopher Polk/Getty Images for Turner)

Le Canzoni è la newsletter quotidiana che ricevono gli abbonati del Post, scritta e confezionata da Luca Sofri (peraltro direttore del Post): e che parla, imprevedibilmente, di canzoni. Una per ogni sera.
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Late
Non è una canzone notturna, come la maggior parte di quelle che passano di qui: anzi, parla di caffè, ma ha una piacevole e quieta dolcezza, che nasce con intenzioni ironiche ma alla fine arriva su entrambi i piani. Lei è Chelsea Peretti, più famosa come autrice e attrice comica (la sua cosa più nota è la parte nella serie Brooklyn Nine-Nine), che si è divertita a fare questo disco uscito un mese fa, insieme a qualche musicista e produttore vero: una specie di mini concept album dedicato al caffè (che ne dovrebbe anticipare uno più completo). In Late lei è indignata del ritardo di un quarto d’ora di lui, che si è presentato con un caffè in mano e quindi poteva di certo fare prima rinunciando al caffè.
How’re you gonna show up late
With a coffee in your hand?
How’re you gonna have me sit and wait
While you hit the coffee stand?
How’re you gonna waltz in here?
Iced coffee in hand
Big smile on your big dumb face
Zero mention that you’re fifteen late

Il video aggiunge spiritosaggini e parodie, ma come dicevo le è venuta pure una canzone delicata e dolce, se accantonate il testo e non vi fate scappare da ridere: oppure se vi fermate e pensate seriamente alla gravità quotidiana di piccole insensibilità sfinenti come questa. Perché diavolo ti sei fermato a prendere un caffè fregandotene di me che aspettavo? Oppure se fate un po’ di autocritica su quando lo fate voi (il primo verso è una citazione di You’re so vain).
I bet you think the song is about you
But it’s about me
I’m frequently late and walk in with coffee
I fucking hate myself for that
But it’s who I am

(Nel disco ce n’è un’altra buona, se vi interessa)

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