Il Post

Quattordici cose che abbiamo comprato ad aprile

Buone cuffie per le videochiamate, uno scolapiatti, un leggio, una sedia ergonomica, una pianta con un bel vaso e abbonamenti a due testate locali

Il Post

Wishlist è la rubrica mensile in cui parliamo degli acquisti personali fatti dai redattori, lo spazio in cui vi suggeriamo oggetti che abbiamo provato noi stessi e di cui siamo soddisfatti al punto di consigliarveli. Normalmente questi oggetti arrivano in redazione. In questi settimane in cui la normalità è sospesa, come immaginate non lavoriamo dalla redazione. Il mese scorso si discuteva dell’opportunità di fare acquisti non essenziali, quindi abbiamo scelto di trasformare questa rubrica in una cosa un po’ diversa. È passato un altro mese e alcuni di noi sono tornati a fare acquisti online, ma comprando per lo più oggetti utili per migliorare la qualità della vita durante le restrizioni. Li abbiamo raccolti in questa lista.

Un paio di cuffie con microfono
Esasperato dal io-ti-sento-tu-mi-senti-no-io-ti-sento-ovattato che apriva molte delle chiamate e videochiamate che ha fatto in questo periodo di distanziamento fisico, e volendo esser certo di non perdersi nulla quando le suddette erano conversazioni di lavoro, un redattore ha investito in un solido paio di cuffie con microfono incorporato, pensate proprio per le telefonate da computer. Hanno un prezzo modesto (36 euro, su Amazon) ma – dice il redattore – hanno risolto il suo problema egregiamente.

(Il Post)

Uno scolapiatti
In cerca di uno scolapiatti che fosse robusto ma non brutto, ma soprattutto di dimensioni adatte alla sua «cucina più che minuscola», un redattore ha scelto questo scolapiatti estensibile del marchio di oggetti per la casa Joseph Joseph. C’è in vari colori che hanno prezzi diversi: quello più economico costa circa 45 euro. Il redattore, però, dice che li vale tutti, ed è uno molto esigente riguardo ai suoi scolapiatti.

Ora Consumismi ha una sua newsletter, gratis

(Il Post)

Un abbonamento a due testate locali, diciamo
Nella stessa settimana, una redattrice si è abbonata a due testate giornalistiche molto diverse, sebbene entrambe “locali”, in un certo senso. Per rimanere aggiornata su quello che succede nella sua città d’origine – e farsi tirare su il morale da certe piccole notizie di rilevanza estremamente circoscritta, come ad esempio “Trova portafoglio pieno di soldi: lo dà ai carabinieri” o l’avvistamento di un lupo sull’Appennino – si è abbonata al sito della Gazzetta di Modena. Per leggere racconti, opinioni e reportage scritti molto bene, senza limiti da paywall, invece si è abbonata al sito del New Yorker. D’altra parte è importante avere una ricca varietà di fonti e riferimenti, quando si fa questo mestiere.

Un appendiabiti da parete e un leggio
Una redattrice che cercava un appendiabiti da parete che non desse troppo fastidio quando non è stagione di cappotti, ne ha trovato uno con sei ganci che si possono appiattire contro la parete quando non sono in uso. È di Foppapedretti, in legno, e costa 44 euro. C’è anche in un legno più scuro e virato sul rosso, costa una decina di euro in più.

(Il Post)

Dato che poi – come tutti noi – anche lei sta cercando di rendere le sue postazioni domestiche di lavoro e di svago un po’ più ergonomiche, e dato che ci sono libri che sono molto più belli aperti, ha comprato anche un leggio, sempre di legno, sempre di Foppapedretti. Costa 45 euro.

(Il Post)

Una pianta facile con un bel vaso e un piccolo annaffiatoio
Molti redattori del Post dicono che in questo periodo le loro piante d’appartamento sono state fonte di piccole (ma non trascurabili) soddisfazioni, con le loro nuove foglie e nuovi fiori. Convinto dai colleghi, chi non le aveva – e non si accontentava dei germogli – se le è procurate. Riponendo grande fiducia nei consigli del desk Consumismi sulle piante più facili da tenere in casa, un redattore ha comprato una sansevieria (soprannominata anche “pianta degli studenti”, per la sua capacità di sopravvivere anche nelle condizioni più avverse). Se l’è fatta consegnare già in un bel vaso, però, perché anche l’occhio vuole la sua parte. Sul sito del vivaio Bakker, la pianta e il vaso insieme costano 18 euro.

(Il Post)

Le si è subito affezionato, e dopo un paio di settimane ha comprato anche un piccolo grazioso annaffiatoio (che viene chiamato bagnor in piemontese, abbiamo appreso) per innaffiarla più comodamente. Anche l’annaffiatoio costa 18 euro, su Amazon. La lavanda che si intravede nella foto, invece, si trova a 16 euro.

(Il Post)

Una spazzola 
Una redattrice si è trovata a passare questi giorni di restrizioni in una casa che non è la sua. Si è subito resa conto di aver dimenticato l’unica spazzola con cui si trova bene. Ha provato a fare senza per qualche settimana, poi si è arresa: ne ha comprata una nuova e se l’è fatta spedire al nuovo indirizzo. Somiglia un po’ alla famosa spazzola Tangle Teezer perché ha i denti molto flessibili e scioglie bene i nodi senza strappare i capelli. Ha però i denti un po’ più radi (un vantaggio per la redattrice, che ha i capelli molto fini e inclini al diventare “elettrici” quando vengono separati troppo), e ha il manico.
Anche la base a cui sono attaccati i denti è molto flessibile, ed è traforata: la redattrice per questo la usa volentieri sia sotto la doccia, perché la spazzola poi non resta bagnata, sia quando asciuga i capelli con il phon, perché l’aria passa facilmente attraverso i fori e i tempi di asciugatura si accorciano. È del marchio italiano Janëke, che fa anche spazzole più costose di materiali più pregiati. La sua, però, costa 9 euro.

(Il Post)

Una maschera e un sigillante per capelli colorati
Visto che facciamo davvero quello che vi consigliamo, tra noi c’è una redattrice che ha fatto l’esperimento di tagliarsi i capelli da sola, una redattrice a cui è stato impedito perché aveva già fatto abbastanza («Mi prudono le forbici», «Ricordati cos’è successo l’ultima volta che le hai usate» è una conversazione realmente avvenuta) e una collaboratrice che se li è tinti in casa. Per perfezionare l’effetto e proteggere il colore, ha comprato due prodotti professionali: un sigillante (si chiama così) e una buona maschera idratante. Il sigillante – spiega – dei due è il prodotto più utile: rinforza i capelli dall’interno, protegge il colore dallo sbiadimento ed è veloce da usare. Costa 14 euro. La maschera invece va tenuta in posa per tre minuti e rende i capelli più morbidi e lucidi, meno crespi. Costa 25 euro.

(Il Post)

Un abbonamento a Kindle Unlimited
Una redattrice voleva leggere Olive Kitteridge, poi ha visto che c’era una promozione sull’abbonamento a Kindle Unlimited e si è convinta a provarlo, dato che avrà più tempo del solito per leggere ancora per qualche settimana. Kindle Unlimited è un servizio di Amazon che funziona come una biblioteca e permette – pagando un costo fisso – di avere a disposizione al massimo 10 libri alla volta. I primi due mesi, appunto, sono gratuiti, poi costa 10 euro al mese (anzi: 9 euro e 99).

La sedia del vicedirettore
Quando ancora lavoravamo in redazione, la postazione del vicedirettore era facilissima da individuare per via della sua sedia Varier. Ora che, come si diceva, siamo tutti preoccupati per la salute dei nostri colli e schiene, i colleghi che hanno investito nella stessa – costosa – sedia cominciano a essere un certo numero. Un redattore ha comprato quella classica, tutta nera, a 276 euro. Una redattrice ha scelto lo stesso modello, ma di un altro colore. Una collaboratrice e il suo compagno hanno invece acquistato quella che ha anche un piccolo schienale. Quando torneremo in redazione il vicedirettore dovrà inventarsi qualcos’altro per rendere riconoscibile il suo posto, a quanto pare.

(Il Post)

Uno smartphone
C’è una redattrice che ha un rapporto un po’ conflittuale con i telefoni. Nel senso che le si rompono sempre i telefoni, o perde i telefoni, o le vengono rubati i telefoni, o vengono aggiustati male, e poi vanno aggiustati di nuovo. Ecco. Quella redattrice ha comprato un nuovo telefono. Da due settimane, circa. Fino a qui, tutto bene.

(Il Post)

***

Disclaimer: con alcuni dei siti linkati nella sezione Consumismi il Post ha un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi. Ma potete anche cercare le stesse cose su Google. Se invece volete saperne di più di questi link, qui c’è una spiegazione lunga.