(David Rogers/Allsport)
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  • giovedì 16 Aprile 2020

Chi è che fa il Post

Tantissime persone, ognuna per la sua parte, intorno a un gruppo che condivide molte cose

(David Rogers/Allsport)

La redazione del Post è oggi composta da circa venti persone, coinvolte nel corso di dieci anni (le persone erano sette all’inizio) a partire soprattutto dalla loro sintonia con le impostazioni giornalistiche del sito e dalla loro duttilità rispetto alle opportunità e necessità di una redazione ridotta e online. Circa quindici di loro hanno contratti giornalistici, e quasi tutti sono arrivati al Post tra i venti e i ventisei anni, con limitate esperienze professionali precedenti. Col senno di poi, la scelta di sviluppare le proprie competenze e sensibilità dentro un progetto condiviso è stata uno dei fattori più efficaci nel dare al Post la coerenza complessiva di principi, linguaggi, priorità che si era dato come obiettivo.

Questa coerenza è una delle ragioni che spiegano come mai la quasi totalità degli articoli del Post non siano firmati, lasciando alla scelta degli autori di farlo ogni volta che lo preferiscano. Salvo maggiori specializzazioni e puntuali competenze di ciascuno, le persone che fanno il Post si occupano di praticamente tutto, dalla scrittura alla scelta delle immagini alla promozione SEO e sui social alla pubblicazione al coordinamento del lavoro della redazione, e soprattutto partecipano a un dibattito continuo sulle scelte editoriali, di priorità, di linguaggio in cui le singole esperienze e aggiornamenti sono molto condivisi.

Proprio perché il tentativo di coerenza interna e i rigori scelti sulla chiarezza e sull’accuratezza hanno bisogno di una condivisione quotidiana, il Post non usa quasi mai collaborazioni occasionali o esterne al lavoro della redazione, privandosi di un possibile arricchimento ma che avrebbe bisogno di un lavoro di verifica e di adattamento impegnativo. A letture, linguaggi e riflessioni più personali è dedicato lo spazio dei blog, offerti ad autori di cui il Post aveva in precedenza conosciuto e apprezzato il valore e l’affidabilità, oltre che la capacità di arricchire e variare l’offerta di contenuti dentro una sintonia col suo progetto di informare e far capire meglio il mondo.

Grazie al sostegno degli abbonati il Post ha iniziato a investire maggiormente sulla più onerosa parte di reporting originale delle notizie: quella che ha bisogno di costi e tempi maggiori nell’ideazione e individuazione di storie e raccolta e verifica di informazioni impossibili da svolgere solo attraverso i contenuti disponibili online. Sempre volendo aggiungere queste competenze alle altre attitudini duttili e complete delle persone che fanno il Post, in modo da mantenere la capacità di ognuno di conoscere e sfruttare al meglio tutti gli aspetti che portano ai contenuti finali.

Intorno alla redazione ci sono e ci sono state, in questi dieci anni, molte persone che hanno fatto cose preziose e persino indispensabili perché il Post esistesse: i blogger del Post, gli amici di Banzai e di Macchianera e gli altri che hanno tenuto e tengono in piedi la tecnologia del Post, quelli di System 24, Claudio Caprara e Irene Panfili, quelli che sono andati a fare altro ma hanno dato gran contributi, e tantissimi altri, in dieci anni, fino ad abbonati e lettori, come diciamo svenevolmente sempre. Grazie.

Questo articolo fa parte di una serie che vuole raccontare il Post nei giorni in cui compie dieci anni.