Julie Christie a una conferenza stampa per Glorious 39 a Toronto, Canada, 16 settembre 2009 (Alberto E. Rodriguez/Getty Images)

Gli anni di Julie Christie

Quelli che ha, da oggi, sono ottanta, ma i suoi migliori furono i Sessanta

Julie Christie a una conferenza stampa per Glorious 39 a Toronto, Canada, 16 settembre 2009 (Alberto E. Rodriguez/Getty Images)

L’attrice Julie Christie, che oggi compie 80 anni, è legata soprattutto agli anni Sessanta: gli anni di Darling, con cui vinse l’Oscar come miglior attrice protagonista; gli anni del film che la fece diventare famosa, Billy il bugiardo; e gli anni del suo film più famoso, Il dottor Živago. Furono anche gli anni in cui si parlò di lei come di una delle donne più belle al mondo; gli anni in cui Time scrisse che «quel che indossa Julie Christie influenza il mondo della moda più di quanto lo facciano i vestiti delle dieci donne meglio vestite al mondo»; gli anni in cui fu una delle principali rappresentanti della cosiddetta swinging London.

Era difficile far meglio che in quegli anni, ma Julie Christie se l’è cavata comunque bene: ha continuato a recitare – venendo nominata agli Oscar nel 1972, nel 1998 e nel 2008 – e ha recitato in sei di quelli che il British Film Institute ritiene essere i 100 migliori film britannici del Novecento. Potreste averla vista in Troy e persino in un Harry Potter, magari senza nemmeno sapere che era lei.

Qualora non si fosse capito, Julie Frances Christie è britannica. È nata nel 1940 nel nord dell’India quando l’India era ancora parte dell’impero britannico – il padre controllava una piantagione di tè, la madre era una pittrice – ma ci rimase poco, perché già a sei anni seguì la madre nella campagna del Galles. Dopo un’infanzia e un’adolescenza delle quali non sono noti aneddoti particolari, a 21 anni debuttò in A for Andromeda, una serie tv di fantascienza i cui episodi sono quasi tutti andati perduti. Si dice che nel 1962 arrivò a un passo dall’essere la Bond girl di Agente 007 – Licenza di uccidere, il primo film della serie, ma che non fu scelta perché ritenuta non sufficientemente prosperosa.

Nel 1963 arrivò però il ruolo in Billy il bugiardo, uno dei film della British New Wave, che a voler essere molto sintetici si può definire la Nouvelle Vague britannica e che faceva parte anche del cosiddetto filone del kitchen sink realism, il “realismo del lavello da cucina”. Nel film Christie è Lizzie, la ragazza che irrompe nella vita del protagonista sognatore che rappresenta «il paradigma dello stile, della bellezza e dell’avventura». In Billy il bugiardo Lizzie si vede per poco più di dieci minuti, ma bastarono.

Nel 1965 – secondo Life, «l’anno di Julie Christie» – John Schlesinger, il regista di Billy il bugiardo, la volle anche in Darling, in cui Christie interpretò una modella arrampicatrice sociale, il suo ruolo da Oscar.

Sempre nel 1965 fu anche Lara Antipova nel Dottor Živago: un ruolo che avevano voluto tantissime attrici, in uno dei film con i più grandi incassi nella storia del cinema.

Gli anni Sessanta finirono con un duplice ruolo in Fahrenheit 451 di François Truffaut, con una parte in Via dalla pazza folla (altro film di Schlesinger) e con il ruolo dell’omonima protagonista del film Petulia. Furono anche gli anni in cui iniziò la sua relazione con Warren Beatty, poi finita a metà anni Settanta.

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I due recitarono insieme in diversi film: i più noti sono Shampoo, una satira sociale su un complicato poligono amoroso, e Il paradiso può attendere, commedia sentimentale di cui Beatty fu anche regista. Si racconta che la scena della fiesta di Shampoo fu totalmente improvvisata da Christie e Beatty.

Oltre che con Beatty, Christie collaborò più volte anche con altri registi: in genere un segno di bravura, oltre che di buon carattere. Robert Altman, per il quale recitò in Nashville e in I compari, ne disse: «È incandescente, malinconica e forte, ha un cuore d’oro e un volto da sfinge, è il mio piccolo soldato d’acciaio». Lei stessa, a chi le chiese se avesse ambizioni da regista, rispose che si sentiva un soldato e «non un generale».

Dagli anni Ottanta i ruoli di Christie, in particolare quelli di un certo livello, si sono fatti più rari, ma a riguardare la sua carriera negli ultimi quarant’anni si fanno notare Powers – Potere, Afterglow e Away from Her – Lontano da lei, film tratto da un racconto di Alice Munro in cui interpretò, con molti apprezzamenti, una donna con l’Alzheimer. L’ultima sua interpretazione è in La regola del silenzio, film del 2012 di e con Robert Redford. Da diversi anni Christie è ambasciatrice di Survival International, l’organizzazione che difende gli interessi dei popoli indigeni e delle tribù mai contattate.