Una parte del cimitero di Vila Formosa, a San Paolo, in Brasile, il 1 aprile 2020 (Miguel Schincariol/Getty Images)
  • Mondo
  • sabato 4 Aprile 2020

In Brasile ci sono molti più morti di quanto dicano i numeri ufficiali

Lo pensano in molti e sta iniziando ad ammetterlo anche il governo, mentre sembrano confermarlo le foto scattate nel più grande cimitero di San Paolo

Una parte del cimitero di Vila Formosa, a San Paolo, in Brasile, il 1 aprile 2020 (Miguel Schincariol/Getty Images)

Secondo i dati del governo, in Brasile sono un po’ meno di 300 le persone morte fin qui dopo essere state contagiate dal coronavirus (SARS-CoV-2). Le fotografie dall’alto scattate in questi giorni al cimitero di Vila Formosa, il più grande di San Paolo, suggeriscono però che stiano morendo molte più persone in questo periodo. Lo stesso ministro della Salute ha ammesso che probabilmente i casi reali di contagio sono più di quelli confermati.

Nelle fotografie si vedono file e file di fosse scavate, in attesa di essere riempite. Cinque addetti alla sepoltura dei morti hanno confermato all’agenzia di stampa Reuters che ultimamente si seppelliscono più persone del solito: indicando una fila di fosse, uno di loro ha detto che «avrebbe dovuto bastare per tre mesi, ma si è riempita in uno». Un altro ha detto che secondo lui il numero di persone morte a causa del SARS-CoV-2 è almeno il doppio, «o forse il triplo», rispetto ai dati ufficiali.

Le fosse scavate nel cimitero di Vila Formosa, a San Paolo, e un funerale, il 1 aprile 2020 (La Presse/AP Photo/Andre Penner)

Il Brasile è il paese dell’America Latina con il maggior numero di casi confermati di infezione da coronavirus, ma finora il presidente del paese Jair Bolsonaro si è opposto a introdurre rigide misure di contenimento del contagio: lunedì ha detto in televisione di non voler introdurre provvedimenti ulteriori rispetto a quelli già in vigore, perché il loro effetto sull’economia farebbe più danni del virus. Nello stesso discorso Bolsonaro – che ha definito la COVID-19 «un piccolo raffreddore», e ha detto che i brasiliani «non prendono niente» – ha criticato l’isolamento e la chiusura delle scuole imposti da alcuni governatori, definendoli “ammazza-lavoro”.

Gli addetti alla sepoltura di Vila Formosa, che in questi giorni stanno seppellendo 60 persone al giorno, così come altri dipendenti del cimitero che hanno chiesto di restare anonimi, hanno spiegato a Reuters che parte dei certificati di morte emessi in questi giorni identificano i morti come possibili contagiati da coronavirus, anche se non erano stati testati per il virus quando erano ancora vivi. Sia per i morti per cui il contagio è stato confermato che per questa seconda categoria, gli addetti alla sepoltura seguono le stesse precauzioni: i corpi sono avvolti in teli di plastica e sia per maneggiarli che per seppellirli vengono usate tute protettive. In Brasile la cremazione è poco diffusa e la maggior parte dei morti viene sepolta.

Gli addetti alla sepoltura del cimitero di Vila Formosa indossano delle tute protettive come precauzione per evitare il contagio da coronavirus (La Presse/AP Photo/Andre Penner)

Con la diffusione delle fotografie del cimitero di Vila Formosa, che ieri erano anche sulla prima pagina del Washington Post, si è cominciato a parlare della possibilità che le persone morte a causa del coronavirus siano molte più di quelle che dicono i dati ufficiali. Mercoledì il ministro della Salute Luiz Henrique Mendetta, che da tempo viene criticato da Bolsonaro per aver invitato i brasiliani a mantenere la distanza minima di sicurezza per contenere il contagio, ha ammesso che probabilmente i casi reali di contagio sono più di quelli confermati a causa dei ritardi nel fare i test.