(Kevin Winter/Getty Images for Coachella)

Una canzone degli Stars

Amore e guerra, e una band di cui l'autore confessa di essere piuttosto ignorante

(Kevin Winter/Getty Images for Coachella)

Le Canzoni è la newsletter quotidiana che ricevono gli abbonati del Post, scritta e confezionata da Luca Sofri (peraltro direttore del Post): e che parla, imprevedibilmente, di canzoni. Una per ogni sera.
La prima newsletter, inviata il 15 ottobre scorso, è online per tutti qui: e qui ce ne sono alcune altre accessibili a tutti. Per ricevere le successive gli abbonati devono indicarlo nella propria pagina accountQui c’è scritto cosa ne pensa chi la riceve: invece qui sotto, online sul Post per gli abbonati, c’è ogni giorno la parte centrale della newsletter, quella – dicevamo – sulla canzone.

In our bedroom after the war
Questo è un coming out. La canzone che ha più ascolti totali sul mio iTunes (coming out nel mio coming out: sì, ascolto tutto su iTunes, poco Spotify, sono all’antica), e ne ha 276, è di una band canadese di cui conosco a malapena un disco, e so pochissimo. Supera altri di cui sono assai più appassionato ed esperto, ed è lì dal 2011 quando superò infine Damien Rice e David Gray.
Ho pensato di renderle merito andando a leggere qualcosa di più sugli Stars, band canadese di Montreal in giro dal 2000. Alcuni di loro collaborano con un’altra composita band canadese, i Broken Social Scene. Sono una rock band con forti inclinazioni melodiche e un po’ enfatiche, ma senza essere i Queen o i Killers (“indie pop” o “dream pop”, scrivono le recensioni). Ho sempre percepito un loro devoto fandom nordamericano ma qui da noi non ne è mai attecchito quasi niente.
Nel 2007 fecero questo buon disco col bel titolo “In camera nostra a guerra finita”. La canzone omonima, In our bedroom after the war chiude il disco, ed è un pezzone enfatico e con un andamento marziale da parata ma anche di grande dolcezza se tollerate il resto e il pericoloso avvicinarsi alla baracconata. Io lo tollero assai: e già dall’inizio ha un modo perfetto di srotolare versi e sillabe.
Wake up, say good morning to
That sleepy person lying next to you
If there’s no one there then there’s no one there
But at least the war is over

La storia della guerra è una metafora di travagli sentimentali e relazionali, ma anche stavolta di questi tempi è difficile non prendere letteralmente un sacco di strofe.
Lift your head and look out the window
Stay that way for the rest of the day and watch the time go
Listen, the birds sing, listen, the bells ring
All the living are dead and the dead are all living
The war is over and we are beginning

Qualcosa è andato male, nella storia, e qualcosa è finito: ma un sacco di cose invece intorno vanno bene, o lo andranno. La guerra è finita.
Here it comes, here comes the first step
Here it comes, here comes the first step
It starts up in our bedroom after the war
It starts up in our bedroom after the war, after the war

(Cioè, ho passato 31 ore ascoltando questa canzone!)

In our bedroom after the war su Spotify
In our bedroom after the war su Apple Music
In our bedroom after the war su YouTube