È tornata “Westworld”

Ma visto tutto il tempo che è passato, prima di ributtarsi nella terza stagione, è il caso di rinfrescarsi la memoria sul complicatissimo casino delle prime due

La terza stagione di Westworld è ricominciata ieri, a più di tre anni dall’inizio della prima e a quasi due anni dalla fine della seconda. Il molto tempo trascorso di certo non gioca a favore di chi ha visto o vedrà in questi giorni i nuovi episodi, su Sky o su NOW TV. Nelle prime due stagioni, infatti, Westworld si era fatta una certa fama per essere particolarmente cervellotica e complessa, piena di linee temporali e di cose che non erano quello che sembravano. Per chi ricorda di aver seguito con piacere tutte le contorsioni delle prime due stagioni ma ha qualche problema a ricordarsele per bene adesso, qui c’è una sintesi delle cose più importanti, con una particolare attenzione a quelle che è necessario sapere in vista della terza stagione, che tra l’altro sembra voler prendere almeno in parte le distanze – per temi, trama e ambientazione – dalle due che l’hanno preceduta. Insomma: per fortuna non servirà ricordare tutto-tutto; ma alcune cose importanti, sì.

Westworld
La serie si chiama così perché racconta un futuro – che a seconda dei momenti sta tra il 2021 e il 2058 – in cui il progresso ha permesso, tra le altre cose, di creare androidi molto simili agli umani, sia nell’aspetto che nel modo di parlare e interagire (tra loro e con gli umani). La serie racconta quindi di come alcuni di questi androidi vengono progettati, programmati e creati per vivere a Westworld, un immenso parco a tema, in cui il tema è il “vecchio West” e in cui gli umani possono fare agli androidi quello che vogliono. La storia, a volerla dire davvero in poche parole, gira attorno al fatto che questi androidi, o perlomeno alcuni di loro, provano a ribellarsi a quegli umani.

Westworld, la serie, è stata ideata e sviluppata da Jonathan Nolan e sua moglie Lisa Joy, ma è tratta da una storia scritta da Michael Crichton, autore anche del libro Jurassic Park. Che si tratti di dinosauri o robot umanoidi, l’essenza delle due storie è simile: gli uomini esagerano con le loro creazioni; le creature si ribellano agli uomini. Cambia, nel caso di Westworld, la complessità dei motivi che portano alla ribellione e il fatto che i rivoltosi siano molto molto simili agli umani, anche nel loro avere una qualche forma di coscienza.

I visitatori di questo immenso parco tematico che ricrea alla perfezione il West sono umani, in genere molto ricchi, che cercano uno sfogo dalle loro vite. Qualcuno va nel parco per divertirsi e giocare al cowboy, qualcuno per fare sesso, qualcun altro per potersi permettere ogni tipo di violenza sapendo che resterà impunita: nel parco gli umani possono uccidere gli androidi, ma gli androidi non possono uccidere gli umani.

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Una cosa fondamentale per far sì che Westworld possa funzionare è che gli androidi non sanno di essere androidi. Ogni mattina iniziano la loro giornata pensando che sia la normale giornata della loro vita nel West e ogni sera – magari dopo essere stati seviziati, stuprati o uccisi – vengono “resettati”, così che il giorno dopo non ricordino più nulla.

La prima stagione
Tutta la prima stagione di Westworld racconta la storia di come alcuni androidi iniziano a ricordare quel che accade loro e a sviluppare una certa coscienza della loro per nulla invidiabile condizione. Si capiva bene solo alla fine, ma la prima stagione di Westworld raccontava gli eventi di tre momenti distinti. Gli eventi precedenti all’apertura del parco nel 2024, gli eventi di poco successivi alla sua apertura e gli eventi ambientati nel 2058, quando infine alcuni androidi si ribellano.

Il parco fu aperto da Arnold Weber e Robert Ford: Weber voleva dare agli androidi una vera coscienza, perlomeno gli strumenti per svilupparne una; Ford si opponeva. Prevalse Ford e e gli androidi furono progettati per funzionare, non per vivere: sembravano umani, ma erano macchine. Weber, comunque, provò a fare a modo suo con una androide di nome Dolores, provando a darle gli strumenti per avere una coscienza. Ma poi tutto si fece incredibilmente complicato, lui capì che rischiava di perdere il controllo e si fece uccidere da Dolores (che quindi fece quello che lui aveva deciso lei dovesse fare, non quello che lei voleva fare). Weber sperava che questo avrebbe impedito l’apertura del parco, invece il parco aprì lo stesso e la Dolores programmata da Weber fu riprogrammata e messa nel parco. La prima stagione di Westworld racconta come alcuni di questi androidi riescono a ottenere una sorta di coscienza.

Una è Dolores, che evidentemente nonostante la riprogrammazione ricorda qualcosa.

Un’altra è Maeve, una androide programmata per fare la prostituta.

Un altro ancora è Bernard Lowe, un androide creato da Ford e che ha molto in comune con Arnold Weber (i due nomi sono uno l’anagramma dell’altro). Piccolo particolare, il lavoro di Bernard è programmare gli androidi del parco e nessuno, tranne Ford, sa che non è umano. Nemmeno lui.

A guidare, almeno in parte, l’azione di ognuno di questo androidi è Ford, il creatore del parco (interpretato da Anthony Hopkins). Visto che è ai ferri corti con la Delos – la potente società che controlla il parco (e altri parchi simili, con altre ambientazioni) – Ford decide, molto in breve, di dare ad alcuni androidi gli stimoli necessari per ribellarsi. Insomma, fa quello che anni prima aveva fatto, più in piccolo, Weber. La prima stagione finisce con una ribellione degli androidi e con l’uccisione di Ford da parte di Dolores. Maeve, invece, sta per abbandonare Westworld e andare nel mondo reale, ma poi cambia idea perché decide di andare ad aiutare un’altra androide che ritiene essere sua figlia.

La seconda stagione
Ci vuole tutta la seconda stagione perché Bernard si chiarisca almeno un po’ le idee sul suo contorto passato, perché Maeve riesca a fare quel che deve e perché Dolores porti a termine la sua ribellione. Una stagione che, di nuovo, salta tra diverse linee temporali, rendendolo chiaro solo alla fine.

Oltre a portare avanti le vicende dei personaggi principali, la seconda stagione dà anche importanti informazioni su cosa vuole fare la Delos. In particolare, si scopre che esistono due luoghi, nel parco, che hanno il preciso scopo di mantenere una sorta di backup di chiunque sia o sia stato nel parco. Uno – la Culla – è una sorta di archivio degli androidi; un altro – la Forgia – è un archivio con tutti i segreti che la Delos ha ricavato spiando gli umani che visitano il parco, compiendo spesso terribili nefandezze. Dolores riesce a far distruggere la Culla, per evitare che gli umani possano replicare androidi a loro piacimento. La Forgia, invece, è probabilmente l’asset più importante della Delos, perché permette di sapere tantissimo sui suoi moltissimi e ricchissimi visitatori. La Forgia permette tra l’altro di accedere al Sublime, una sorta di Eden virtuale creato da Ford per permettere agli androidi di esistere liberi e felici, senza umani.

Senza dilungarci troppo sulle diverse sottotrame – come quella di Akecheta, il capo della Nazione Fantasma – nella seconda stagione si scopre anche che tutte le informazioni per ricreare ognuno degli androidi presenti nel parco sta in delle particolari “perle”: palline che si possono estrarre dal corpo di un androide per metterle in quello di un altro. È grazie a questa possibilità che a un certo punto Bernard uccide Dolores, per poi prendere la perla che sta nel suo corpo e metterla in quella di una replica formato androide di Charlotte Hale, un pezzo grosso della Delos. Quindi, ricapitolando: la vera e umana Charlotte viene uccisa e la coscienza di Dolores viene innestata in un corpo da androide in tutto e per tutto simile a quello della Charlotte uccisa. Da fuori sembra Charlotte, un pezzo grosso di Delos; ma in realtà è Dolores.

Alla fine della seconda stagione, qualche androide muore e qualcun altro sceglie di andare nel Sublime. Dolores, invece, facendo credere di essere Charlotte, riesce a evadere da Westworld per andare nel mondo reale. Bernard e Maeve, invece, muoiono. Ma non è detta l’ultima parola: perché in una delle ultime scene dell’ultimo episodio si vedeva che Dolores/Charlotte portava con sé cinque perle, cioè tutto il necessario per conservare e ricreare altrettanti androidi. Dolores/Charlotte riesce tra l’altro a lasciare Westworld grazie alla complicità di Ashley Stubbs, il capo della sicurezza di Westworld. Molto probabilmente è un androide anche lui.

Sempre alla fine della seconda stagione si vede Dolores che ricrea un nuovo Bernard (che continua a essere un po’ Bernard Lowe e un po’ Arnold Weber) e si intuisce che anche Maeve potrebbe trovare alleati umani in grado di, diciamo, farla tornare in vita.

In tutto questo, sebbene finora non ne abbiamo mai parlato, c’è anche la travagliatissima vicenda di William: il giovane amante di Dolores, poi diventato capo di Delos e crudele “Uomo in nero” all’interno del parco. William è convinto che Westworld nasconda molto più di quanto dia a vedere e dedica la sua vita a cercare di scoprirlo. Non è ben chiaro quanto ci riesca. Nel corso della stagione finisce, tra le altre cose, per uccidere sua figlia, illudendosi che sia un androide anche lei.

E alla fine-fine dell’ultimo episodio della seconda stagione, dopo i titoli di coda, c’era una scena molto ambigua che mette molti dubbi su chi sia William (umano o androide) e su quante eventuali copie di William esistano o siano esistite nel parco. È comunque una scena certamente criptica e ambientata in un futuro successivo a tutte le altre cose viste nelle due stagioni di Westworld e forse, almeno per ora, è meglio non pensarci troppo.

– Leggi anche: 11 cose sul finale della seconda stagione di Westworld

Per chi volesse approfondire ancora di più il ripasso, su Insider c’è un elenco, in ordine cronologico, di tutti i principali eventi delle prime due stagioni e su Vulture un articolo che ricorda chi, tra i tanti personaggi – anche quelli secondari – è vivo o morto, chi è morto-morto, chi è morto ma non si può mai dire, che è umano, chi è androide, chi non è chiaro cosa sia.

La terza stagione
Già dal trailer si capisce che la terza stagione avrà poco a che fare con il vecchio West e che, sebbene ci saranno di sicuro incursioni in altri parchi storico-tematici di Delos, gran parte della storia dovrebbe svolgersi nel mondo reale. Sempre dal trailer si capisce che Dolores, Bernard e Maeve continueranno ad avere un ruolo centrale, seppur non necessariamente con fini comuni.

Il primo episodio della terza stagione – “Parce Domine” – gira in gran parte intorno a Dolores, che sembra essere ben motivata e organizzata nella sua ricerca di vendetta, e a Bernard, che continua a gestire molto a fatica tutto quello che gli succede. Ma se Dolores è tornata nel suo corpo, bisogna capire chi c’è ora in quello di Charlotte. Il primo episodio introduce anche alcuni nuovi personaggi e presenta una serie di informazioni utili per farsi un’idea di com’era il mondo che c’era là fuori, mentre noi guardavamo quello che succedeva in Westworld.