(ANSA/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI/FILIPPO ATTILI)

Il primo decreto del governo sull’economia

Prevede 3 miliardi di euro per il sistema sanitario e la Protezione Civile, e più di 20 per aiutare lavoratori, famiglie e imprese colpite dalla crisi

(ANSA/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI/FILIPPO ATTILI)

Il governo ha approvato un decreto legge – chiamato dal presidente Conte “cura-Italia” e “decreto marzo” dal ministro Gualtieri – che contiene le prime misure per affrontare la crisi economica causata dalla pandemia da coronavirus. È un intervento del valore complessivo di 25 miliardi di euro che il governo intende utilizzare per rafforzare il sistema sanitario nazionale e la Protezione Civile, oltre che per fornire un primo aiuto a famiglie e imprese, ai lavoratori dipendenti e agli autonomi. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha definito il decreto una «manovra poderosa», mentre il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha detto che a questo decreto ne seguirà un successivo ad aprile con una serie di nuovi interventi.

Il decreto interverrà in cinque ambiti distinti.

Il primo è il finanziamento straordinario del sistema sanitario e della Protezione Civile, che riceveranno complessivamente più di 3 miliardi di euro. Con questi fondi il sistema sanitario nazionale potrà procedere all’assunzione straordinaria di 20 mila nuovi medici e operatori sanitari, saranno acquistati nuovi dispositivi e ne sarà rafforzata la produzione: compresa quella dei ventilatori, gli strumenti necessari per le unità di terapia intensiva che permettono la sopravvivenza ai malati più gravi di COVID-19.

Un comunicato stampa del Governo spiega inoltre che «il Fondo emergenze nazionali viene incrementato complessivamente di 1,65 miliardi» e precisa che è prevista «una deroga alle norme di riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie, per consentire l’esercizio temporaneo sul territorio nazionale a chi ha conseguito una professione sanitaria all’estero, regolata da specifiche direttive dell’Unione Europea».

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Il secondo intervento è destinato ai lavoratori. Circa 10 miliardi di euro saranno spesi per finanziare gli ammortizzatori sociali dei lavoratori dipendenti, come la cassa integrazione, che sarà estesa a tutte le imprese, anche quelle con meno di cinque dipendenti. Il sostegno sarà erogato anche ai lavoratori stagionali e ai lavoratori autonomi di ogni categoria, che a marzo riceveranno un contributo straordinario da 600 euro. Ulteriori strumenti di sostegno per il mese successivo saranno eventualmente decisi con un nuovo decreto.

I lavoratori con figli, inoltre, riceveranno l’estensione del congedo parentale e un voucher con cui pagare baby sitter. Saranno inoltre previsti congedi speciali per coloro che si trovano in quarantena, che sarà considerata un periodo di malattia. Infine, i lavoratori che comunque andranno a lavorare riceveranno un aumento di stipendio tramite una riduzione del cuneo fiscale, cioè delle tasse e dei contributi che devono pagare.

Il terzo intervento riguarda la fornitura di liquidità alle imprese. Per evitare che le imprese siano costrette al fallimento dalla mancanza di credito bancario, il governo ha stanziato 5 miliardi di euro di garanzie pubbliche, che consentiranno di fornire al sistema circa 350 miliardi di euro sotto forma di liquidità. Il risultato di questa operazione sarà la sospensione delle rate dei mutui e dei prestiti, e maggiori possibilità per le imprese di avere accesso ai fondi di garanzia (il sistema bancario sarà inoltre aiutato dagli importanti interventi annunciati dalla BCE).

Il quarto intervento prevede il rinvio di tutte le scadenze fiscali per le imprese. Quelle che avrebbero dovuto essere soddisfatte oggi sono state rimandate al 20 marzo, ma le imprese che hanno fatturato meno di 2 milioni di euro nel precedente periodo di imposta la scadenza è rinviata al 31 maggio. In ogni caso, tutti i versamenti previsti per marzo potranno essere divisi in cinque rate e pagati nei mesi successivi. Nella conferenza stampa Gualtieri ha detto che ulteriori misure su questo fronte saranno decise nei prossimi giorni.

Il quinto intervento prevede l’interruzione di tutte le attività di riscossione coatta di imposte e contributi non pagati per le imprese con meno di 2 milioni di euro di fatturato, e per tutte le imprese che appartengono ai settori più colpiti dalla crisi (tra cui il ministero indica turismo, trasporti, ristorazione, cinema e teatri, sport, istruzione, fiere ed eventi).

Il comunicato del governo, una sorta di sintesi ufficiale di quello che sarà il decreto vero e proprio, specifica anche che è prevista «la proroga di sei mesi del termine per l’indizione del referendum confermativo della legge costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari».

Il decreto è ancora in fase di ultimazione, quindi di diversi interventi non si conoscono i dettagli. Il testo definitivo del decreto, con tutte le indicazioni necessarie affinché i cittadini possano richiedere le forme di aiuto che spettano loro, sarà pubblicato nei prossimi giorni.