(Harold Cunningham/Getty Images for Kaspersky)

Una canzone di Peter Gabriel

Nel 1977 la fece così, nel 1990 cosà, e prima e dopo non smise mai di farla, con adorazione di tutti

(Harold Cunningham/Getty Images for Kaspersky)

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Per celebrare l’arrivo alla centesima canzone, e per mettere della bellezza nelle serate domestiche e difficili di tutti in questo periodo, questa e altre 19 canzoni sono accessibili a tutti (12 marzo 2020).

Here comes the flood 1990
Here comes the flood è una delle canzoni più amate di Peter Gabriel, pur non essendo una delle più famose presso il “grande pubblico”. Bellezza della canzone a parte, il suo tratto più originale è l’esplodere fragoroso del refrain dopo la strofa molto sommessa. In realtà lui all’inizio – era l’ultimo pezzo del suo primo disco da solo, nel 1977 – l’aveva pensata senza quel cambio di passo, e la restituì a quell’idea 13 anni dopo, in una diversa versione per una raccolta. Voce e pianoforte soltanto.
When the night shows
The signals grow on radios
All the strange things
They come and go, as early warnings

Non ce n’è una versione più bella dell’altra, e sono entrambe stupende, ciascuna proprio per avere o non avere quello scarto di arrangiamento. Ma qui ci occupiamo di canzoni quiete e notturne e quindi privilegiamo questa. Non ho molto altro da scriverne, salvo che sarebbe bello che anche uno o una tra voi non conoscesse le canzoni di Peter Gabriel, beato lui o lei.
Lord, here comes the flood
We’ll say goodbye to flesh and blood
If again the seas are silent
In any still alive
It’ll be those who gave their island to survive
Drink up, dreamers, you’re running dry.

(qui c’è come la fece nel 1979, una via di mezzo; qui invece nel 2010)

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