(Gareth Fuller - WPA Pool/Getty Images)

Una canzone di Robbie Williams

Conoscete quest'uomo?

(Gareth Fuller - WPA Pool/Getty Images)

Le Canzoni è la newsletter quotidiana che ricevono gli abbonati del Post, scritta e confezionata da Luca Sofri (peraltro direttore del Post): e che parla, imprevedibilmente, di canzoni. Una per ogni sera.
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Per celebrare l’arrivo alla centesima canzone, e per mettere della bellezza nelle serate domestiche e difficili di tutti in questo periodo, questa e altre 19 canzoni sono accessibili a tutti (12 marzo 2020).

Mixed signals
Seratina molto pop, oggi. Robbie Williams lo sapete. È partito in salita, come membro nemmeno il più vistoso di una boy band: della boy band. Poi non è che sia diventato questo intellettuale, ma ha fatto notare che l’unico bravo là dentro era lui, infilando una serie di canzonette eccellenti e canticchiabili tutta la vita. Ha riempito stadi, adesso è anche passato il suo tempo da numero uno ma continua a vendere e a fare dischi con alcune cose ottime (a parte quando fa le cover o i dischi di Natale). E i suoi pezzi hanno spesso anche dei testi niente male, come quando fece quella canzone dolcissima nell’andamento ma che diceva che di lei non ne poteva più, e molliamoci.
E pure Mixed signals (l’hanno scritta i Killers, gente capace di stupende baracconate) “ha un tiro” entusiasta e strafottente, ma quello che lui racconta è che lei è in giro a tradirlo con qualcuno fino alle tre di notte.
I tried your number at nine but to no avail
Tried again at eleven, got sent straight to voicemail
You said you needed a calm, quiet night alone
But that don’t explain why you’re not picking up the phone

E così entra nel notevole repertorio di autoumiliazioni di maschi a cui lei ha preferito qualcun altro, repertorio che ospita quel capolavoro di Battisti, per non dire di Era già tutto previsto, altra meraviglia. Però Robbie Williams è proprio incazzato, invece: e canta da incazzato, perché lui a cantare è davvero bravo. E in una canzone che potrebbe essere strofa ritornello strofa ritornello – anzi lo è – lui non fa come molti che le cantano con disciplina, senza variazioni, e le canzoni restano belle anche così. Lui lavora su ogni verso, ogni inflessione, ogni interpretazione. E lo si nota ancora di più perché l’arrangiamento è invece una cosa volutamente pigra, di suoni presi tal quali dagli anni Ottanta (mentre il pezzo è di quattro anni fa, in un disco ancora pieno di cose buone).
E sono queste dannate tre di notte quando lei decide di rincasare. E lui vuole sapere, ‘sto sciagurato, persino chi è lui e come è fatto e probabilmente altro.
And it’s almost 3AM
When you decide to show
You’re gonna tell me where you’ve been
Don’t spare me the details, I wanna know
What does he look like?
What does he talk like?

Vi sembra ossessivo? Certo, e lo sembra anche a lei, ed è l’ulteriore svolta della canzone (ricordatevi che anche Every breath you take parla di uno stalker). E diventiamo comprensivi anche con lei, che probabilmente è uscita con delle amiche come aveva detto.
Accusations of obsessive misbehaviour like we ain’t been down
To hell and back

Ma torno a come lui la canta, senza disciplina, appunto, travolgente: quando dice “and made untrue” e “don’t spare me the details” e “I’m breaking down”, o come sposta il tono alla terza volta che ripete “and it’s almost 3AM”. Gran pezzo, da giovedì.

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