In vaporetto. Venezia, 1960 © Gianni Berengo Gardin/Courtesy Fondazione Forma

Come in uno specchio

Foto di Gianni Berengo Gardin commentate da personaggi dell’arte e della cultura, in mostra a Milano

Milano, 1986
© Gianni Berengo Gardin/Courtesy Fondazione Forma

La mostra Come in uno specchio, dedicata al lavoro del fotografo Gianni Berengo Gardin, riapre il 4 marzo alla galleria Forma Meravigli di Milano, dopo la chiusura imposta nei giorni scorsi per limitare la diffusione del coronavirus (SARS-CoV-2). La mostra, un omaggio per il 90esimo anno della nascita di Berengo Gardin, uno dei più importanti fotografi italiani, si potrà visitare fino al 5 aprile.

La mostra si sviluppa intorno a 24 fotografie selezionate da altrettanti personaggi dell’arte e della cultura, che hanno scelto e commentato ciascuno un’immagine: tra gli altri, gli architetti Stefano Boeri e Renzo Piano, lo scrittore Goffredo Fofi, la photoeditor Giovanna Calvenzi, i giornalisti Mario Calabresi e Michele Smargiassi o i fotografi Ferdinando Scianna e Sebastião Salgado.

La mostra prende il titolo dall’osservazione dell’artista Mimmo Paladino riguardo a una delle foto più famose di Berengo Gardin, scattata su un vaporetto a Venezia nel 1960. Paladino paragona la foto al film Come in uno specchio di Ingmar Bergman:

In vaporetto. Venezia, 1960
© Gianni Berengo Gardin/Courtesy Fondazione Forma

Caro Gianni, Come in uno specchio… Quanto lontana sembra questa tua fotografia dall’enigma di Bergman. Questa è una foto “semplice”, sono i volti riflessi, umanamente densi di vissuto antico e faticoso. Li abbiamo incontrati nelle città del Nord Italia in anni lontani, ma ripetuti oggi in altri volti differenti ma identici nello spaesamento di terre lontane. L’uomo che ascolta, l’uomo di spalle magrittiano, l’uomo col bambino, l’uomo buono severo, l’uomo che ha imparato il vivere della città. È una fotografia che nella nebbia, con un sapiente gioco di specchi, cerca di catturare un raggio di sole.

Berengo Gardin è nato nel 1930 a Santa Margherita Ligure ed è conosciuto in Italia e all’estero per il suo grande lavoro di documentazione e racconto sull’Italia, con le immagini di Venezia, Milano, Liguria, Genova; attraverso l’esperienza nella fotografia d’architettura collaborando con Renzo Piano; con il grande reportage Dentro le case, la Biennale d’arte di Venezia e la collaborazione con il Touring Club Italiano. Il suo archivio è molto vasto e mostra lavori svolti con diversi approcci, dal reportage al documentario, ma tutti in bianco e nero e in pellicola, per quella che lui stesso ha sempre considerato l’unica “vera fotografia”, cioè senza manipolazioni digitali.

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