(Il Post)

Abbiamo provato tre distributori automatici di cibo per gatti

Per capire qual è il migliore; la risposta, come sempre, è: dipende

(Il Post)

L’annoso sdegno del Post nei confronti dei contenuti che riguardino felini (in virtù del loro sequestro di internet come lo conosciamo) prevede alcune eccezioni. Non pubblichiamo video-di-gattini – è vietatissimo – ma possiamo pubblicare articoli che spieghino – scientificamente!il loro comportamento. Ci è anche permesso, come deroga ulteriore, di consigliare alcuni prodotti che potrebbero migliorare la vita di chi possiede un gatto, perché (nel segreto delle loro case) sono almeno due i redattori del Post in questa condizione.

Come a molti padroni di gatti, anche a quelli del Post è capitato di doversi allontanare da casa per brevi periodi senza trovare nessuno che potesse occuparsi dei loro felini. Abbiamo quindi provato tre distributori automatici di cibo per gatti scegliendoli tra quelli molto acquistati e recensiti, per capire se fossero una soluzione valida a questo problema e per capire quale fosse il migliore. La risposta, come sempre, è: dipende.

Una premessa
I distributori automatici di cibo per gatti sono oggetti – di vari modelli e vari livelli di sofisticatezza – che erogano una quantità specifica di cibo a un orario definito, in modo che voi non dobbiate farlo.

Sono pensati per semplificare la vita dei padroni, ma non quella degli animali: non vanno considerati come una pratica alternativa al trovare una persona che si occupi del vostro gatto, se avete intenzione di lasciarlo a casa da solo per più di un paio di giorni. Prima di tutto perché è molto probabile che una vostra assenza prolungata sia ragione di stress e sofferenza per l’animale. Inoltre, contrariamente a un distributore di cibo automatico, un catsitter può cambiare l’acqua, pulire la lettiera, interagire con il gatto e verificare che il distributore funzioni a dovere. Se avete un distributore, il catsitter potrà passare dal vostro gatto meno spesso, questo sì: è un buono strumento complementare.

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I tre distributori che abbiamo provato si sono rivelati efficienti, ma nessuno va considerato affidabile al 100 per cento senza supervisione per giorni e giorni, perché sono apparecchi che possono bloccarsi o cominciare a funzionare scorrettamente se i gatti li rovesciano (sono costruiti perché non riescano ad aprirli, ma non tutti i modelli reagiscono bene agli scossoni).

A che cosa servono, allora?
I distributori automatici, come abbiamo visto, sono molto utili come strumento usato saltuariamente, per chi vuole andare via un weekend senza troppi sensi di colpa e senza chiamare un catsitter.

Si possono anche usare tutti i giorni, però: per esempio, sono utilissimi per chi non ha orari regolari e vuole che invece il proprio gatto mangi sempre alla stessa ora. Possono essere molto apprezzati anche da chi ha un gatto che alle 5.30 del mattino comincia a miagolare disperato finché non viene nutrito: in quel caso un distributore può migliorare moltissimo la qualità della vita di padrone e animale. Il modello da comprare, però, è diverso in base all’uso che volete farne e al carattere del vostro gatto, quindi vediamoli in dettaglio.

Le cose in comune
Tutti e tre i distributori che abbiamo provato funzionano con i croccantini e non con il cibo umido o semiumido, tutti e tre richiedono qualche minuto da dedicare alla loro programmazione. Nessuno eroga anche l’acqua, per cui quindi dovete trovare una soluzione a parte. Tutti e tre si sono rivelati affidabili sugli orari di erogazione, due su tre un po’ meno affidabili sulla precisione delle dosi.

Distributore a scomparti: PetSafe PFD11-13707
È la versione più elaborata delle ciotole con il timer: è un vassoio circolare a cinque scomparti, con un coperchio che ne copre quattro e ne lascia esposto soltanto uno. Per usarlo basta aprirlo, programmarlo con i tasti attorno al display e riempire con la dose giusta di croccantini i quattro scomparti sotto al coperchio, poi richiuderlo: il vassoio ruota negli orari definiti esponendo, uno per volta, gli scomparti prima nascosti. Si possono programmare in tutto quattro pasti (il quinto è quello già scoperto): dei tre distributori che abbiamo provato è quello più facile da impostare. Il vassoio si può staccare e lavare in lavastoviglie, ma quando lo rimontate verificate che sia incastrato correttamente.

Il PetSafe è il distributore da scegliere se prevedete di usarlo sporadicamente quando lasciate il gatto da solo per un paio di giorni: essendo largo e piatto è molto stabile ed è difficile che il gatto riesca a ribaltarlo. Rispetto agli altri distributori, inoltre, funziona con croccantini di tutte le misure, anche quelli più grossi. Volendo si può usare anche con il cibo umido o semiumido, ma è probabile che restando così tante ore in un contenitore non sigillato il cibo diventi secco prima che il gatto lo possa mangiare. Funziona a pile, in modo che il gatto mangi anche se salta la luce. Non c’è un interruttore “off”: per spegnerlo definitivamente dovete estrarre le batterie. Non è un bell’oggetto ed è ingombrante, ma è affidabile: anche il gatto più pauroso su cui l’abbiamo testato – che ha paura delle foglie, del sale grosso e delle sardine sott’olio, per esempio – è stato in grado di avvicinarcisi e imparare a usarlo velocemente. Su Amazon costa 45 euro.

Distributore a serbatoio: Amzdeal feeder
Se invece, per le ragioni che abbiamo detto, potrebbe farvi comodo un distributore anche per quando siete a casa, da usare sotto sorveglianza, il PetSafe non è molto comodo: meglio prenderne uno che abbia un serbatoio per i croccantini, e li eroghi a porzioni, negli orari che scegliete (5.30, per esempio, se siete quelli del gatto mattiniero).

Il distributore automatico di Amzdeal può essere una soluzione. Somiglia a un robottino, a Eve di Wall-E o anche a Emiglio, ha detto una redattrice che l’avrebbe sempre voluto: la testa è il serbatoio in cui si inseriscono i croccantini (ne contiene parecchi), dalla base sporge la ciotola in cui vengono erogati. Si possono programmare fino a 4 pasti al giorno, e per ogni pasto si può decidere la dose di croccantini che arrivano nella ciotola.

A ogni pasto si può associare un numero da 1 a 39 porzioni che determina la dimensione del pasto: ogni porzione corrisponde a circa 5 grammi di croccantini, quindi ogni pasto può essere tra i 5 e i 195 grammi, circa. “Circa” in questo caso è una parola chiave, perché l’erogazione non è precisissima: se avete gatti che devono seguire una dieta molto rigida non fidatevi della misurazione del distributore. I croccantini che inserite nel serbatoio, inoltre, non possono superare i due centimetri di diametro.

È alimentato a elettricità, ma ha anche uno scomparto per le pile. L’idea è sempre quella: le pile garantiscono che il distributore funzioni anche in caso di blackout, e permettono di salvare le impostazioni, che altrimenti si cancellerebbero staccando la spina. Le recensioni lamentano che la programmazione è un po’ complicata: la redattrice che l’ha provato però dice che ci ha messo un attimo, seguendo questo video. Si può anche registrare la propria voce per annunciare la cascata di croccantini: l’effetto è un po’ distopico, ma magari al vostro gatto piace (a quello pauroso del nostro test non particolarmente).

Gli svantaggi: la testa è opaca quindi per capire quanti croccantini sono rimasti nel serbatoio bisogna aprirla per forza; non è stabilissimo (uno dei gatti con cui l’abbiamo provato è riuscito ad abbatterlo, e quando il distributore era sdraiato non riusciva ad erogare correttamente tutti i croccantini della porzione); ha un design un po’ alla Guerre Stellari che non è adatto alle case e ai gusti di tutti-tutti. I vantaggi: permette di nutrire il gatto con regolarità senza pensarci troppo e senza preoccuparvi se una sera decidete di fare molto tardi, o di passare una notte fuori. Su Amazon costa 50 euro.

Distributore a serbatoio più stabile e grazioso: Puppy Kitty
Se il design dell’Amzdeal per voi è un grosso problema ma avete bisogno più o meno delle stesse funzioni, date un’occhiata al distributore di Puppy Kitty (i nomi sono quelli, non guardateci così).

Come l’Amzdeal ha un serbatoio (con il coperchio trasparente, in questo caso, quindi si può vedere anche quanti croccantini sono rimasti dentro), permette di programmare fino a quattro pasti al giorno variando tra 1 e 40 porzioni per pasto, e consente di registrare la propria voce, sempre con un effetto vagamente horror.

Al contrario dell’Amzdeal ha un aspetto che passa piuttosto inosservato: non è particolarmente ingombrante anche se è un po’ alto ed è esteticamente gradevole (sembra un piccolo elettrodomestico). Il gatto con cui l’abbiamo testato è intelligente e ha capito subito come funziona: ha tentato di aprire il coperchio ma non c’è riuscito perché è a prova di gatto. Non è riuscito nemmeno ad abbatterlo, perché è più largo e stabile di quello a forma di robottino. Funziona a elettricità E pile, per la stessa ragione degli altri e costa 63 euro, su Amazon.

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Disclaimer: con alcuni dei siti linkati nella sezione Consumismi il Post ha un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi. Ma potete anche cercare le stesse cose su Google. Se invece volete saperne di più di questi link, qui c’è una spiegazione lunga.