(Ezra Acayan/Getty Images)
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  • domenica 19 gennaio 2020

Le foto dei posti coperti dalla cenere eruttata dal vulcano Taal

Erutta dalla scorsa settimana nelle Filippine e ha costretto a fuggire più di 50mila persone

(Ezra Acayan/Getty Images)

Domenica scorsa il vulcano Taal, che si trova sull’isola di Luzon ed è il secondo più attivo delle Filippine, ha iniziato a eruttare dopo mesi di inattività sismica: prima aveva emesso una grande colonna di fumo e ceneri alta circa 800 metri e poi, da lunedì, anche flussi di lava. Da allora l’attività è continuata, le autorità hanno allontanato 50mila persone che abitavano in zone pericolose nelle province di Batangas e Cavite e ha allestito 200 campi per accoglierle. Intanto le città, i campi e le foreste attorno sono state completamente ricoperte di cenere.

Il governo ha avvisato di non avvicinarsi e mantenersi ad almeno 14 chilometri di distanza, perché il vulcano potrebbe eruttare in modo esplosivo da un momento all’altro; nonostante questo molte persone sono ritornate a prendere cose a casa o a dar da mangiare ai loro animali. Secondo il governo filippino, l’eruzione avrebbe già provocato danni all’agricoltura, all’allevamento e alla pesca per oltre 53 milioni di euro.

Il Taal è uno dei vulcani più pericolosi delle Filippine: nel 1991 una sua eruzione esplosiva uccise 1.334 persone e la cenere arrivò fino a Manila, che si trova a circa 100 chilometri a nord.