L'eruzione del vulcano Taal vista da Talisay, nelle Filippine, il 12 gennaio 2020 (Ezra Acayan/Getty Images)
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  • lunedì 13 gennaio 2020

Le foto dell’eruzione del vulcano Taal, nelle Filippine

Una colonna di fumo e cenere alta 800 metri si è alzata sopra il cratere principale e circa 8mila persone hanno evacuato le zone circostanti

L'eruzione del vulcano Taal vista da Talisay, nelle Filippine, il 12 gennaio 2020 (Ezra Acayan/Getty Images)

Domenica nelle Filippine il vulcano Taal – il secondo vulcano più attivo del paese – ha cominciato a eruttare dopo mesi di attività sismica: prima ha emesso una grande colonna di fumo e ceneri, alta circa 800 metri, e poi, nelle prime ore di lunedì, anche flussi di lava. Ottomila persone hanno evacuato le zone circostanti, dove strade e case sono state coperte di cenere.

Il vulcano Taal ha una conformazione molto particolare: il cratere principale si trova all’interno di un piccolo lago in cima al vulcano, che a sua volta si trova in un lago più grande. Per questo il vulcano è una popolare meta turistica e per questo c’è il rischio che un’eruzione causi uno tsunami nel lago. Il Taal è uno dei vulcani attivi più piccoli del mondo e negli ultimi 450 anni ha eruttato almeno 34 volte. L’ultima eruzione risale al 1977; un’altra, nel 1974, durò mesi.

A causa delle ceneri del vulcano domenica l’aeroporto internazionale di Manila, che si trova 70 chilometri a nord del Taal, ha cancellato tutti i voli: sono ripresi, solo in parte, lunedì. Sempre a Manila tutte le scuole sono rimaste chiuse oggi e il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte ha ordinato la sospensione dei lavori del governo. Il Phivolcs, l’Istituto di Sismologia e Vulcanologia delle Filippine, ha alzato il livello di allerta da 3 a 4 – il massimo è 5 – temendo che possa avvenire un’eruzione rischiosa per la popolazione, anche se non è possibile prevedere come proseguirà l’attività vulcanica.

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