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  • mercoledì 15 Gennaio 2020

La Corte d’Appello di Milano ha assolto tutti gli imputati nel processo per le presunte tangenti di Eni in Algeria

La Corte d’Appello di Milano ha assolto tutti gli imputati nel processo per le presunte tangenti che Eni avrebbe pagato al ministro dell’Energia algerino in cambio di concessioni per lo sfruttamento di giacimenti petroliferi nel paese. La Corte ha deciso di assolvere tutti gli imputati perché il fatto non sussiste.

È stata confermata l’assoluzione decisa in primo grado per l’ex amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni, per l’ex manager di Eni Antonio Vella e per Eni stessa, mentre è stata ribaltata la condanna nei confronti di Saipem, una società di cui Eni è la principale azionista, e per diversi suoi manager, tra cui l’ex presidente e amministratore delegato Pietro Tali, l’ex direttore operativo in Algeria Pietro Varone e l’ex direttore finanziario Alessandro Bernini. Sono stati assolti anche i tre imputati algerini, tra cui Farid Bedjaoui, considerato uno degli intermediari della presunta tangente. La Corte ha anche revocato la confisca di 197 milioni di dollari a carico di Saipem.

Paolo Scaroni, ex amministratore delegato di ENI (ANSA / MATTEO BAZZI)