Gabriel Matzneff (YouTube)
  • Cultura
  • mercoledì 8 gennaio 2020

Gabriel Matzneff, scrittore e pedofilo

Una donna ha raccontato la sua relazione con un grande scrittore francese quando lei aveva 14 anni e lui 50, provocando un'indagine e un complesso dibattito

Gabriel Matzneff (YouTube)

Da giorni in Francia si riparla di Gabriel Matzneff, un acclamato scrittore francese di origine russa di 83 anni, che nella sua vasta produzione letteraria aveva raccontato più volte i suoi rapporti sessuali e la sua inclinazione verso bambini e ragazzini di entrambi i sessi, senza incorrere finora in stigma sociali o conseguenze penali. Le cose sono cambiate dopo la pubblicazione di alcuni articoli che anticipavano il contenuto di Le Consentement (Il Consenso), un libro uscito giovedì 2 gennaio e scritto dalla 47enne Vanessa Springora, direttrice delle edizioni Julliard. Springora racconta la relazione che ebbe negli anni Ottanta con Matzneff – quando lei aveva 14 anni e lui 50 – e delle conseguenze psicologiche che ne seguirono. Il libro ha venduto 20mila copie in meno di una settimana, ha portato all’apertura di un’indagine contro Matzneff e alla nascita di un articolato dibattito in Francia sulla pedofilia, sulle colpe di alcuni stimati intellettuali del movimento del Sessantotto che la difesero, e sul cambiamento di valori di un’epoca.

Matzneff ha pubblicato una quarantina di libri tra saggi, opere in versi e romanzi con le illustri case editrici Gallimard e Table Ronde, ha collaborato con giornali e riviste tra cui Le Figaro e Le Monde e ha vinto importanti premi letterari (il premio Mottart nel 1987 e il premio Amic nel 2009, consegnati entrambi dall’Accademia francese, il prestigioso Premio Renaudot nel 2013 e il premio Cazes nel 2015). Nel 1995 venne decorato con l’Ordine delle arti e delle lettere (il più importante riconoscimento culturale del governo francese) e nel 1986 l’allora presidente François Mitterrand lo descrisse positivamente in un articolo come «un seduttore impenitente, che si autodefiniva un misto tra Dorian Gray e Dracula». Finora il mondo letterario e intellettuale francese lo aveva dipinto come un edonista eccentrico e libertario, nonostante avesse ripetutamente descritto la sua attrazione per le persone tra i 10 e i 16 anni, in particolare nel saggio Les Moins de seize ans pubblicato nel 1974 e ripubblicato nel 2015 (in Italia è uscito con la casa editrice ES con il titolo I minori di sedici anni). Nei suoi diari aveva raccontato anche rapporti sessuali avuti con bambini e adolescenti nei suoi viaggi nel Sudest asiatico.

Può stupire come Matzneff venisse accettato e ammirato, ma la sua figura va inserita nel contesto storico in cui emerse: quello del Sessantotto, appunto, quando gli intellettuali si ribellavano a qualsiasi regola o convenzione borghese, considerata a priori oppressiva, e celebravano un’assoluta libertà individuale. Alcuni pensatori del tempo difesero per esempio i rapporti sessuali con gli adolescenti, facendosi promotori della depenalizzazione dei rapporti sessuali con i minori di 15 anni, il limite fissato dalla legge francese. Nel 1977 Matzneff scrisse una lettera aperta per chiedere la liberazione di tre uomini arrestati per «attentato al pudore» per aver scambiato «baci e carezze» con due minori di 15 anni; la lettera venne firmata da 69 intellettuali e artisti, tra cui Roland Barthes, Simone de Beauvoir, Jean-Paul Sartre, Gilles Deleuze e André Glucksmann.

Anche giornali come Le Monde e soprattutto Libération, di sinistra e ispirato ai principi libertari del Sessantotto, sostennero queste posizioni, tanto che l’attuale direttore di Libération Laurent Joffrin ha definito “rivoltanti” alcuni articoli pubblicati in passato dal suo giornale, in un intervento sul “caso Matzneff”: «era stata proclamata la sessualità senza limiti dimenticando la sofferenza psicologica e i danni a lungo termine che questa “liberazione” poteva provocare, come mostra chiaramente la testimonianza di Vanessa Springora».

Springora ha deciso di scrivere Le Consentement dopo che Matzneff aveva ricevuto il prestigioso premio Renaudot nel 2013. Racconta che fu sua madre a presentarle lo scrittore quando aveva 13 anni, che si innamorò di lui e che a 14 anni ne divenne l’amante. Più tardi, quando lesse nei suoi libri delle relazioni con altri adolescenti, anche a pagamento, iniziò a vedere le cose in modo diverso e a patirne le conseguenze, tra cui depressione e altri problemi psicologici. «Non era un uomo buono, anzi in verità era quello che sin da piccoli ci insegnano a temere: un orco», ha scritto nel libro.

Sul giornale francese Le Parisien Matzneff ha definito Le Consentement «ingiusto ed eccessivo» e ha ribadito la «bellezza dell’amore che provammo insieme, io e Vanessa». In una lettera rivolta a Springora e pubblicata sul settimanale L’Express ha nuovamente respinto «l’orrendo ritratto» di «perverso, manipolatore e predatore» che lei ne ha fatto: «Questo non sono io, non è quello che vivemmo insieme e tu lo sai». Ha aggiunto che non leggerà il libro perché «lo ferirebbe troppo» e ha accusato Springora di volerlo «ferire» e «distruggere».

Nel frattempo la procura francese ha aperto un’inchiesta contro Matzneff, accusato di «stupro di minore» perché Springora all’epoca aveva meno di 15 anni e per «identificare tutte le altre eventuali vittime» in Francia o all’estero. La casa editrice Gallimard ha ritirato dal commercio l’ultimo libro dell’autore, L’Amante de l’Arsenal, che aveva pubblicato lo scorso novembre; anche La Table Ronde, che fa parte del gruppo Gallimard e che ha pubblicato i cinque volumi dei suoi diari dal 1979 al 1992, non venderà più i suoi libri. Il ministro della Cultura francese Franck Riester ha annunciato che il governo prenderà in considerazione le onorificenze consegnate a Matzneff e la pensione di indennità che gli garantisce da anni (lo stato francese la prevede per scrittori e artisti illustri per anzianità o malattia): «l’aura letteraria» non è «una garanzia di impunità», ha scritto Riester su Twitter.

Come ha scritto il New York Times, la vicenda ha «alimentato un intenso dibattito in Francia sulla sua attitudine storicamente lassista verso il sesso con i minori e ha gettato una luce particolarmente aspra su un periodo in cui alcuni dei più importanti intellettuali e giornali – come Foucault, Sartre, Libération e Le Monde — promossero aggressivamente la pratica come una forma di liberazione, o quantomeno la difesero». Soltanto a novembre in Francia si era parlato di altri due casi simili: l’attrice Adèle Haenel aveva accusato il produttore Christophe Ruggia di averla molestata quando lei aveva tra i 12 e i 15 anni (lui ne ha 24 in più) e l’attrice francese Valentine Monnier aveva raccontato di essere stata stuprata dal regista Roman Polanski nel 1975, quando aveva 19 anni.

Oltre a Matzneff, anche lo scrittore francese Tony Duvert (1945- 2008) divenne celebre negli anni Settanta per i libri in cui promuoveva la liberazione sessuale e la pedofilia tra l’ammirazione generale; la sua fama calò negli anni Ottanta, quando l’uscita di suoi libri sul sesso con i minori coincise con alcuni casi di pedofilia e con un nuovo atteggiamento da parte dell’opinione pubblica. Duvert smise di scrivere, si ritirò a vita privata e morì in solitudine.

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