(ANSA/FABIO FRUSTACI)
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  • giovedì 2 gennaio 2020

A Roma si litiga per una nuova discarica

Il comune ha individuato a Monte Carnevale il luogo per costruire la discarica che dovrà prendere il posto di quella di Colleferro, ma quasi nessuno è contento

(ANSA/FABIO FRUSTACI)

Il 31 dicembre il comune di Roma e la regione Lazio hanno comunicato la decisione di indicare come nuovo sito di smaltimento di rifiuti urbani non pericolosi una cava che si trova nell’area di Monte Carnevale, nel Municipio XI, nella zona di Ponte Galeria. La decisione è arrivata dopo che nelle scorse settimane il comune di Roma si era impegnato a trovare un sito all’interno dell’area metropolitana della città per aprire una nuova discarica che dovrà prendere il posto di quella di Colleferro. Quest’ultima, di proprietà della società Lazio Ambiente Spa, a totale partecipazione regionale, dovrà chiudere il prossimo 15 gennaio, come deciso dal presidente del Lazio Nicola Zingaretti, che è anche segretario nazionale del PD.

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La chiusura di Colleferro era stata fortemente criticata dall’amministrazione comunale, nel timore che avrebbe portato all’ennesima “emergenza rifiuti” a Roma: Colleferro è infatti il principale sito di stoccaggio dei rifiuti indifferenziati della città, e ogni giorno ne smaltisce 1.100 tonnellate, circa un terzo del totale (la maggior parte dei rifiuti prodotti a Roma finisce in discarica, solo una minoranza viene differenziata e nessuna parte viene trasformata in energia). Secondo la sindaca di Roma Virginia Raggi, del M5S, Colleferro avrebbe potuto quindi restare in funzione ancora per altri mesi, dando al comune maggiore tempo per cercare una soluzione alternativa.

Raggi aveva anche ipotizzato di fare ricorso al TAR contro l’ordinanza di chiusura di Colleferro da parte della regione, ma alla fine le due parti lo scorso 20 dicembre avevano trovato un accordo: il comune avrebbe individuato un sito per la nuova discarica e la regione avrebbe disposto una serie di attività necessarie a consentire la manutenzione straordinaria all’impianto di trattamento meccanico-biologico (TMB) di Rocca Cencia, l’unico gestito dall’AMA a Roma attualmente funzionante, in modo da sostenere la gestione dei rifiuti di Roma nel periodo di transizione necessario a realizzare la nuova discarica. In cambio dell’individuazione del sito della nuova discarica, la regione si è anche impegnata a eliminare il cosiddetto “sub-Ato” (ambito territoriale ottimale), che avrebbe obbligato il comune a concludere il ciclo dei rifiuti all’interno del proprio territorio.

Il comune aveva individuato sette cave idonee a essere trasformate in discariche, ma le più probabili erano due: quella di Monte Carnevale e quella di Tragliatella, a circa 6 chilometri dal Lago di Bracciano. Alla fine quest’ultima era stata ritenuta non adatta, perché non avrebbe rispettato le distanze previste dalla legge dai luoghi sensibili. La scelta della giunta comunale è caduta quindi su Monte Carnevale, un’ex cava di inerti che lo scorso anno il comune di Roma aveva già individuato come discarica per lo stoccaggio dei rifiuti speciali contenenti amianto. La scelta però è stata molto contestata sia dalle opposizioni che da esponenti dello stesso M5S romano.

La zona di Monte Carnevale è infatti a circa cinque chilometri da Malagrotta, dove si trova un’enorme discarica chiusa nel 2013 che ha ospitato per anni la quasi totalità dei rifiuti prodotti a Roma, legalmente e non. La scelta è stata criticata sia dalle opposizioni del comune di Roma, che da membri del M5S romano. Simona Ficcardi, consigliera del M5S di Roma, ha commentato duramente la scelta di Monte Carnevale, scrivendo su Facebook che «ancora non credo alle mie orecchie e ai miei occhi. Aspetto di leggere la delibera di Giunta, che ancora non ho potuto vedere, prima di ammettere la sconfitta del M5S. Se è vero che è stato spostato lo sguardo su questo territorio quando mano nella mano andammo con Beppe Grillo a vedere il percolato che inquinava la valle, a gridare contro le ingiustizie, le morti e le malattie subite, mi fa vergognare».

Anche il deputato del M5S Stefano Vignaroli, presidente della Commissione bicamerale d’inchiesta per il ciclo illecito dei rifiuti, ha criticato la scelta di Monte Carnevale, definendola «una scelta vergognosa nei confronti di un’area già devastata e mai adeguatamente bonificata, visto che alla chiusura di Malagrotta non è seguito alcun intervento di risanamento ambientale, e una presa in giro nei confronti di chi per anni ha lottato tenacemente in difesa di un territorio devastato».

Anche il sindaco di Fiumicino, comune dell’area metropolitana di Roma che si trova non distante da Monte Carnevale, ha contestato la scelta della giunta comunale. «Mi pare pazzesco pensare di aprire un impianto per i rifiuti in una zona già così martoriata», ha scritto Esterino Montino, del PD. «Non solo è a ridosso della vecchia discarica di Malagrotta, ma a poche centinaia di metri c’è la raffineria di Roma e, sempre a qualche centinaia di metri, l’impianto Ama per i rifiuti speciali. Poco più in là, parliamo sempre di un pò più di un chilometro, c’è l’aeroporto Leonardo Da Vinci. Ampliando un pò lo sguardo, c’è l’impianto Ama di Maccarese dove centinaia di camion portano tonnellate di rifiuti di Roma ogni giorno. Tutto questo attaccato all’oasi di Macchiagrande, in piena Riserva naturale. L’impianto, poi, sarebbe sopra le falde acquifere che forniscono Fiumicino».