Il finale di “Una poltrona per due”, spiegato bene

Come funziona la speculazione di Eddie Murphy e Dan Aykroyd sul prezzo delle arance, per chi stasera non vuole farsi confondere

Anche quest’anno, la sera della vigilia di Natale, Italia Uno trasmette Una poltrona per due, il film di John Landis con Eddie Murphy e Dan Aykroyd, tra le più famose commedie degli anni Ottanta. Quella di trasmettere Una poltrona per due proprio oggi è una tradizione che va avanti dal 1997, e che ottiene tradizionalmente buoni ascolti: la direttrice di Italia Uno Laura Casarotto una volta aveva ipotizzato che sia legato al fatto che «a Natale vogliamo sentirci raccontare sempre la stessa storia».

Se recentemente internet ha discusso ampiamente se Trappola di cristallo (cioè Die Hard) possa essere considerato un film di Natale, su Una poltrona per due non ci sono dubbi: è uno dei più celebri film natalizi di sempre. Uscì nel 1983, il suo titolo originale è Trading Places e racconta la storia – ambientata a Philadelphia nel periodo delle feste – di un agente di borsa, Louis Winthorpe (Dan Aykroyd), e di un mendicante, Billie Valentine (Eddie Murphy).

Winthorpe, il personaggio di Aykroyd, è superficiale e antipatico, con una vita ricca e all’apparenza perfetta; Valentine, quello di Murphy, è invece sguaiato e imbroglione, ma molto simpatico. I datori di lavoro del primo, i due anziani fratelli Duke, decidono di architettare una complicata scommessa scambiandoli di posto: Valentine si ritrova ad avere un prestigioso lavoro nella borsa, mentre Winthorpe perde tutto. L’esperimento, nelle intenzioni dei fratelli, dovrebbe decidere se le persone sono geneticamente portate alla criminalità o se è invece l’ambiente in cui vivono a condizionarli.

I Duke incastrano allora Winthorpe, facendolo arrestare e offrendo a Valentine un ruolo prestigioso nella loro azienda. Valentine si dimostra un ottimo investitore in borsa mentre Winthorpe, preso dalla disperazione per avere perso tutto, irrompe con violenza a una festa di Natale organizzata dalla Duke&Duke. I fratelli Duke considerano concluso il loro esperimento: la propensione delle persone a comportarsi bene deriva dal contesto sociale che le circonda. Uno dei due paga quindi all’altro il prezzo della scommessa persa – un dollaro – e pensano a come liberarsi di Valentine, che però assiste al pagamento della scommessa e capisce tutto. Lui e Winthorpe quindi si alleano, e decidono di trovare un modo per far perdere tutto ai Duke con un’operazione di borsa.

Cosa sono i futures

Nel film, i Duke avevano corrotto un commissario per farsi consegnare in anteprima un rapporto sui raccolti delle arance. Sapendo in anticipo come stava andando la produzione, infatti, i Duke pianificavano di comprare dei contratti futures sul succo d’arancia, per speculare in borsa. I futures sono dei contratti firmati da due parti che si accordano per scambiare, in una data futura, una certa quantità di merce a un prezzo prestabilito. Nei futures, quindi, chi vende la merce non la possiede ancora, e sta scommettendo che il prezzo in futuro scenderà: se avrà ragione, potrà comprare la merce sul mercato poco prima della data di scadenza del contratto, e poi incassare la differenza di prezzo tra la somma pagata e quella – superiore – concordata nel contratto con il compratore. Chi compra fa invece la scommessa inversa: se il prezzo si sarà alzato, riscuoterà la merce a un prezzo ribassato, e potrà quindi incassare la differenza vendendola poi al prezzo di mercato.

La scena finale di Una poltrona per due

Winthorpe e Valentine riescono a intercettare il commissario che deve consegnare il rapporto sulle arance ai Duke, scoprendo che il raccolto è andato bene. Fanno quindi arrivare ai Duke un falso documento con l’informazione opposta: pensando che il raccolto sarebbe stato basso, e che quindi il futuro prezzo del succo d’arancia sarebbe aumentato, i fratelli investono tutto il loro capitale stipulando futures impegnandosi a comprare in anticipo, convinti di approfittare di un prezzo basso e che schizzerà dopo la diffusione del rapporto. Gli altri investitori seguono il loro esempio, gonfiando ulteriormente il prezzo delle arance.

Winthorpe e Valentine, a quel punto, iniziano a stipulare futures come venditori: si impegnano cioè a vendere le arance, in futuro, a un prezzo che gli altri investitori – pensando che il raccolto sarebbe stato scarso – giudicano molto basso. Dopo minuti di grande calca, in cui gli investitori si affrettano a comprare da Winthorpe e Valentine e in cui i Duke si chiedono cosa stia succedendo, arriva l’annuncio ufficiale: il raccolto è andato bene. Gli investitori, allarmati, si ritrovano ad essersi impegnati a comprare arance a un prezzo che è molto più alto di quello di mercato. Cominciano quindi a proporre futures come venditori, e Winthorpe e Valentine, dopo aver aspettato che il prezzo si sia abbassato parecchio, accettano di comprare.

A questo punto il prezzo concordato per l’acquisto delle arance è molto più basso di quello dei contratti che hanno firmato poco prima come venditori. Riescono, in sostanza, a prendere accordi per vendere arance che ancora non hanno a un prezzo molto alto, e poi a comprare le arance che dovranno vendere a un prezzo molto, molto più basso. Questa pratica è conosciuta come vendita allo scoperto, short selling. I Duke, contando sull’informazione sbagliata, si ritrovano invece ad aver fatto la scommessa opposta, e perdono così il loro patrimonio.

Quella praticata da Winthorpe e Valentine è una forma di insider trading, cioè fare operazioni di borsa sulla base di informazioni non pubbliche: nello specifico, però, quello che fanno nel film – speculare sulla base di fonti governative riservate non era illegale negli anni Ottanta – ma lo diventò nel 2010, con una legge a cui ci si riferisce talvolta come “Eddie Murphy Rule”.