ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

La legge di bilancio è stata approvata

È stata votata questa notte anche dalla Camera, dopo che il governo aveva chiesto la fiducia per evitare modifiche del testo

ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

La legge di bilancio per il 2020 è stata approvata anche dalla Camera e potrà entrare in vigore. Il voto finale sulla legge di bilancio – ovvero quella serie di misure con cui il governo stabilisce come, dove e quando si gestiranno le entrate fiscali e spenderanno i soldi pubblici – è arrivato nella tarda notte di lunedì, dopo diverse ore di discussione parlamentare. Il governo aveva chiesto e ottenuto la fiducia, per accorciare i tempi di discussione ed evitare modifiche che costringessero la legge a tornare al Senato: in tutto la Camera ha quindi dibattuto la legge di bilancio per meno di due giorni. L’approvazione è arrivata con 312 voti a favore e 153 contrari.

Il testo di legge approvato nella notte è identico a quello approvato pochi giorni fa dal Senato. La legge prevede la cosiddetta “sterilizzazione delle clausole di salvaguardia”, quelle regole che prevedono un aumento automatico dell’IVA in determinate circostanze, con uno stanziamento di circa 23 miliardi di euro per il  2020. La tassa sulla plastica – di cui si era molto parlato nelle ultime settimane – è stata ridotta dall’iniziale euro per ogni chilo di plastica prodotta a 45 centesimi, ed entrerà in vigore solo a metà 2020 (qui abbiamo spiegato meglio come funziona la tassa e come si fa nel resto d’Europa). Nella legge è rimasta invece la cosiddetta “sugar tax”, l’imposta sulle bevande che contengono molti zuccheri, che partirà a ottobre 2020. Per le politiche ambientali è stato anche stanziato un fondo da 4,24 miliardi di euro per lo sviluppo di un “Green New Deal“ italiano tra il 2020 e il 2023, una serie di investimenti orientati verso la riduzione degli effetti del cambiamento climatico.

Il governo ha previsto anche lo stanziamento di 3 miliardi di euro per il 2020 e di 5 miliardi per il 2021 per la riduzione del “cuneo fiscale” per quei lavoratori che guadagnano meno di 35 mila euro l’anno lordi: il cosiddetto cuneo fiscale è la somma delle imposte (dirette, indirette o sotto forma di contributi previdenziali) che pesano sul costo del lavoro. La norma riguarderà circa 15 milioni di lavoratori che riceveranno in media un centinaio di euro in più al mese (in questi 100 euro sono già inclusi gli 80 euro del bonus Renzi, per chi già lo percepisce). È stato inoltre approvato l’aumento delle accise sui carburanti, che porterà a un aumento delle entrate statali stimato in 1,2 miliardi nel 2021 e di 1,7 miliardi nel 2022. È stata aumentata anche la cosiddetta tassa sulla “fortuna”, cioè sulle vincite ottenute da giochi, lotterie e slot machine, che salirà al 20 per cento oltre i 500 euro.

Tra le misure più importanti c’è l’istituzione di un “Fondo assegno universale e servizi alla famiglia”, con una dotazione di circa 2 miliardi di euro per i prossimi due anni, in cui confluiranno tutte le politiche governative a sostegno delle famiglie. È poi prevista la riduzione delle spese della Presidenza del Consiglio e dei ministeri per un valore complessivo di 977 milioni di euro per il 2020, 967 milioni per il 2021 e 953 milioni per il 2022.

Tra le misure che riguarderanno la sanità c’è l’eliminazione dal prossimo ottobre del superticket, ovvero una tassa aggiuntiva di 10 euro che le regioni possono decidere di applicare oltre il normale costo del ticket. È stato inoltre confermato lo stanziamento di 235 milioni per l’acquisto di strumentazione di diagnostica di primo livello da parte dei medici di base.

Durante la discussione ci sono stati diversi momenti di tensione, tra maggioranza e opposizione ma anche tra partiti della maggioranza. I giornali in particolare raccontano degli attacchi del Movimento 5 Stelle verso la ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova, di Italia Viva, accusata di aver dirottato dei fondi per i territori colpiti da xylella verso delle organizzazioni a lei vicine. Bellanova si è difesa dalle accuse, ma la questione dei fondi dirottati è stata usata anche dalla Lega per chiedere che la ministra si presentasse alla Camera di persona per dare maggiori spiegazioni. Dopo l’approvazione della legge, alcuni deputati di Fratelli d’Italia hanno invece esposto uno striscione contro il Movimento 5 Stelle e uno di loro ha provato a salire sui banchi del governo prima di essere espulso dall’aula.

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