(Oli Scarff/Getty Images)

I Conservatori britannici vogliono l’obbligo di visto e passaporto per entrare nel Regno Unito

Ne ha parlato la ministra dell'Interno del governo di Boris Johnson, citando rischi per la sicurezza del paese

(Oli Scarff/Getty Images)

I Conservatori britannici vogliono introdurre l’obbligo di visto e passaporto per entrare nel Regno Unito, una volta che il paese sarà fuori dall’Unione Europea. La proposta vale anche per i cittadini europei, a cui l’entrata nel paese sarà condizionata a una richiesta fatta online nelle settimane precedenti, più o meno come accade per entrare negli Stati Uniti. La fine della libertà di movimento dei cittadini europei era stata una delle promesse del comitato a favore dell’uscita dall’Unione Europea, ma nei mesi successivi sembrava che le norme dovessero valere solo per i permessi di soggiorno a medio-lungo termine. Secondo la proposta dei Conservatori, che sono in vantaggio nei sondaggi in vista delle elezioni del 12 dicembre, l’obbligo varrà anche per quelli brevi: lo ha specificato la ministra dell’Interno Priti Patel in un articolo pubblicato sul Telegraph in cui scrive:

«Quando si tratta di crimini come il traffico di uomini, di droga e di armi o della nostra incapacità di fermare pericolosi criminali che entrano nel nostro paese, è chiaro che la cittadinanza europea è incompatibile con il livello di sicurezza al confine che io e il popolo britannico vogliamo raggiungere»

Anche il precedente governo di Theresa May, sostenuto dai Conservatori ma meno intransigente su Brexit, aveva annunciato che in futuro i cittadini europei avrebbero avuto bisogno di un visto per entrare nel Regno Unito, ma aveva anche ammesso che avrebbe negoziato questo dettaglio con l’Unione Europea. Mesi dopo, però, aveva fatto sapere che non avrebbe imposto l’obbligo del visto ai cittadini europei che sarebbero entrati nel Regno Unito per un breve periodo, tanto che anche il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione Europea si erano detti disposti ad applicare la stessa misura nei confronti dei cittadini britannici.

Le cose cambieranno se i Conservatori vinceranno le elezioni politiche del 12 dicembre, almeno a quanto dicono. Patel ha fatto sapere che ogni persona che vorrà raggiungere il Regno Unito dovrà chiedere un visto oppure un’autorizzazione online – a seconda del suo paese di provenienza – e che alla frontiera non saranno più accettate le carte di identità rilasciate dai singoli paesi europei. Di fatto significa che per entrare nel Regno Unito ci vorranno il passaporto e un’apposita autorizzazione, cosa che potrebbe scoraggiare diverse persone anche solo a considerarlo per una breve vacanza (e che il Regno Unito potrebbe decidere unilateralmente di respingere alcune categorie di persone, per esempio i condannati per reati gravi).

Non è chiaro se i Conservatori abbiano avanzato la proposta per reali rischi alla sicurezza del Regno Unito. Secondo un rapporto realizzato nel 2014 dal Parlamento britannico, ogni anno circa mille persone cercano di entrare nel Regno Unito usando un documento europeo falso. L’impressione è che il partito stia cercando di spostarsi ancora più a destra sull’immigrazione: negli ultimi quindici anni la quota dei migranti provenienti dagli stati dell’Europa orientale fra quelli provenienti dall’intera UE – cioè quelli che di solito si trasferiscono nel Regno Unito per fare lavori poco qualificati – è aumentata moltissimo, passando da una percentuale risibile a poco più della metà.

I paesi EU-8 sono Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Slovenia; quelli dell’EU-2 sono Bulgaria e Romania: grafico del Migration Observatory dell’università di Oxford

Mesi fa, l’Unione Europea aveva fatto sapere che «se in futuro il Regno Unito dovesse introdurre l’obbligo di visto per i cittadini di anche un solo Stato membro, scatterebbe il meccanismo di reciprocità esistente e sia le tre istituzioni dell’UE che gli Stati membri si attiverebbero quanto prima per applicarlo».

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