(Claudio Furlan/LaPresse)
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  • giovedì 21 Novembre 2019

Si può andare a Venezia in questi giorni?

L'abbassamento della marea e la festa della Madonna della Salute stanno riportando la normalità, ma l'acqua alta durerà ancora per giorni: prima di andarci si devono sapere alcune cose

(Claudio Furlan/LaPresse)

Dopo l’acqua alta straordinaria che la scorsa settimana ha sommerso l’intera città di Venezia e le altre isole della laguna come non capitava da 53 anni, causando danni per centinaia di milioni di euro, il livello della marea è rientrato nella media stagionale. Proprio in questi primi giorni di ripresa, la città festeggia anche la Madonna della Salute, una ricorrenza molto sentita dai veneziani: si ricorda la fine simbolica dell’epidemia di peste che decimò la popolazione tra il 1630 e il 1631.

Nonostante l’acqua alta abbia provocato la cancellazione di oltre il trenta per cento delle prenotazioni alberghiere per il prossimo mese, l’abbassamento della marea e la festa della Madonna della Salute dovrebbero far ripartire il flusso turistico interrotto nei giorni scorsi. Ma la città è ancora fragile e l’acqua alta durerà ancora per giorni: prima di andarci si devono sapere alcune cose.

Innanzitutto, residenti e commercianti stanno ancora provvedendo a sistemare gli ingenti danni subiti. Alcuni luoghi della città potrebbero essere quindi inaccessibili o sporchi, nonostante i netturbini non abbiano mai smesso di lavorare, anche nei giorni più difficili. Lo stesso vale per le attività commerciali e gli altri luoghi d’interesse, alcuni dei quali stanno però lentamente riaprendo. Il Teatro La Fenice lo farà domenica, il Caffè Florian di piazza San Marco, chiuso per alcuni giorni, è di nuovo accessibile, la Biennale invece chiuderà definitivamente il 24 novembre mentre le Gallerie dell’Accademia sono rimaste sempre aperte, per dare un segnale a città e visitatori.

Campo dei Tolentini allagato (Claudio Furlan/LaPresse)

Il Centro maree del comune di Venezia ha previsto una marea sostenuta per tutta la settimana, con picchi tra i 110 e i 120 centimetri da venerdì a domenica, alla mattina e alla sera. Sono misure sotto controllo e non vuol dire che tutta la città sarà sommersa, ma che le zone più basse, tra le quali l’area di piazza San Marco e il sestiere di Dorsoduro (a sud di piazzale Roma e della Stazione Santa Lucia), andranno sicuramente sott’acqua per qualche ora. Nello specifico, con 120 centimetri di marea si allaga il 35 per cento della città; dopo i 140 si supera il 90 per cento.

È bene quindi essere attrezzati con stivali e indumenti adatti e muoversi in modo corretto. È assolutamente sconsigliato camminare in acqua scalzi o senza stivali, perché le acque dei canali sono estremamente sporche. I luoghi e le calli principali si possono attraversare camminando sopra le passerelle in legno, facendo però attenzione a rispettare i sensi di circolazione ed evitando di fermarsi sopra per non intralciare la circolazione, già di per sé complicata. Per quanto riguarda il trasporto pubblico, potrebbero esserci variazioni ai percorsi dei vaporetti e delle altre linee di navigazione.

(Claudio Furlan/LaPresse)

In tutta l’isola è inoltre attivo un sistema di segnali acustici di allerta per l’arrivo dell’acqua alta. Questo sistema, che copre l’intera città tramite diffusori digitali installati nelle celle campanarie, viene attivato con un anticipo di qualche ora. Inizia sempre con il suono di una sirena che richiama l’attenzione, seguito da un altro suono “in scala” che indica il livello della marea atteso. Vengono segnalati quattro diversi livelli: fino a 110 centimetri c’è un suono prolungato sulla stessa nota, per i 120 ci sono due suoni in scala crescente, per i 130 ce ne sono tre, sempre in scala crescente, mentre per le maree eccezionali che superano i 140 centimetri ne vengono eseguiti quattro.