I tifosi dell'Hertha Berlino (AP Images)
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  • sabato 2 novembre 2019

Il derby di Berlino, a trent’anni dalla caduta del muro

Questa sera, per la prima volta nella storia della Bundesliga, una squadra di Berlino est e una di Berlino ovest giocheranno contro

I tifosi dell'Hertha Berlino (AP Images)

Il 9 novembre sarà il trentesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino, uno degli eventi più importanti della storia europea del Ventesimo secolo. Quel giorno di trent’anni fa, per la prima volta da quando il Muro era stato costruito dividendo a metà la capitale tedesca, decine di migliaia di abitanti della parte orientale della città si riversarono in quella occidentale. Questa sera, a pochi giorni dalla ricorrenza, proprio a Berlino si giocherà il primo derby del campionato di calcio nazionale tra una squadra dell’ovest, l’Hertha Berlino, e una dell’est, l’Union Berlino.

Nonostante Berlino sia la città tedesca ad aver avuto più squadre in Bundesliga, nella storia del campionato di prima divisione si sono giocati soltanto quattro derby berlinesi, e tutti fra squadre della parte occidentale della città. L’Hertha, con sede nel quartiere di Charlottenburg, è di gran lunga la squadra berlinese più famosa e con più partecipazioni in prima divisione. Nel 1977 disputò l’ultimo derby cittadino contro il Tennis Borussia, squadra che ora gioca nelle serie minori regionali, mentre nell’ultimo decennio aveva già avuto modo di incontrare l’Union, ma soltanto in seconda divisione, dopo essere retrocessa nel 2010 e nel 2012.

Il primo derby in Bundesliga tra Hertha e Union si gioca sabato sera alle 18.30 allo stadio An der Alten Försterei, nel quartiere orientale di Köpenick. Lo stadio rispecchia bene le origini prettamente popolari dell’Union, un club professionistico fondato oltre un secolo fa, rifondato negli anni Sessanta e oggi gestito interamente dai suoi tifosi. L’Union non si limita infatti a rispettare le regole del campionato tedesco che impongono la posizione maggioritaria dell’azionariato popolare nelle proprietà delle squadre, ma le applica alla totalità delle quote: non ha soci con più “peso” degli altri, come invece accade in tanti altri club, e il suo presidente, Dirk Zingler, è soltanto un tifoso con esperienza nel settore imprenditoriale votato dalla maggioranza dei soci.

L’attuale stadio della squadra — 22.000 posti, quasi tutti in piedi — è stato costruito con l’aiuto di centinaia di volontari, gli stessi che nel 2004 salvarono il club sfruttando la legge tedesca che prevede un rimborso ai donatori di sangue. In quegli anni l’Union era vicina al fallimento e per permettersi di pagare la licenza per iscriversi alla quarta divisione radunò i suoi sostenitori per donare sangue agli ospedali di Berlino. Con i rimborsi delle donazioni versati nelle casse del club, i dirigenti furono poi in grado di iscriversi al campionato. Negli ultimi quindici anni l’Union, partendo da quella iniziativa, ha scalato quattro divisioni. La scorsa estate, battendo negli spareggi lo Stoccarda, ha ottenuto la prima promozione in Bundesliga della sua storia. Dopo nove giornate ha sette punti in classifica, quattro in meno dell’Hertha.

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