• Scienza
  • mercoledì 30 Ottobre 2019

Fotografate la vostra cacca per la scienza

Le immagini finiranno in un grande archivio digitale per insegnare a un'intelligenza artificiale a farne da sola l'analisi visiva, aiutandoci a comprendere meglio le malattie intestinali e non solo

C’è un sito che da qualche giorno propone ai suoi utenti di scattare e inviare una foto delle loro feci, per la scienza. È una cosa seria: l’iniziativa si propone di costruire il più grande database mai realizzato di immagini di questo tipo, che sarà poi impiegato per addestrare un’intelligenza artificiale in modo che possa eseguire autonomamente l’analisi visiva delle feci. Osservando forma e colore della cacca si possono infatti ottenere informazioni preziose sulla salute di chi l’ha prodotta, aggiungendo dati importanti per le diagnosi di varie malattie, non solo legate all’apparato digerente.

L’iniziativa è promossa da Seed, un’azienda statunitense che si occupa di studiare il microbioma dell’intestino, cioè l’insieme dei microrganismi e delle loro interazioni con l’ambiente in cui vivono, nella nostra pancia. Il progetto è basato su un sistema di intelligenza artificiale (AI) messo a punto dal Massachusetts Institute of Technology, per l’analisi delle immagini e il riconoscimento di particolari anomalie. Negli ultimi anni, le potenzialità delle AI sono state esplorate in diversi ambiti della medicina, per esempio per analizzare autonomamente le immagini delle risonanze magnetiche, con livelli di precisione che spesso hanno superato quelli dei radiologi.

Chi vuole partecipare può visitare il sito seed.com/poop (solo da smartphone) e seguire le istruzioni. C’è un modulo molto essenziale da compilare con due dati: il proprio indirizzo email e il momento del giorno in cui solitamente si va in bagno per gli affari più consistenti. Nel passaggio successivo, viene chiesto di scattare una fotografia della propria cacca e infine di inviarla. C’è anche un’opzione per ricevere un promemoria, nel caso in cui si stia visitando il sito in un momento poco produttivo.

Le immagini sono raccolte da Seed e trattate in modo da essere completamente separate dall’indirizzo email indicato nel modulo, per tutelare la privacy degli utenti. Ciò che del resto interessa per l’iniziativa sono le foto delle feci, più che i dati di chi le ha prodotte.

Seed ha messo insieme un gruppo di sette gastroenterologi, che si occuperà di una prima catalogazione delle fotografie, seguendo la Scala delle feci di Bristol, tra le più usate per classificare le feci umane in base alla loro forma, alla consistenza e al colore.

La scala identifica sette tipi diversi di feci, che possono essere prodotte (se state leggendo in pausa pranzo, beh ecco, avvisati ?‍♂️):

Tipo 1
Grumi duri e separati tra loro, con forma di noci o nocciole (difficili da espellere).

Tipo 2
Grumi uniti tra loro, con l’aspetto di una salsiccia.

Tipo 3
A forma di salame, con eventuali crepe in superficie.

Tipo 4
A forma di salsiccia o serpente, liscia e morbida; espulse con facilità, lasciano la sensazione di completo svuotamento intestinale.

Tipo 5
Frammenti morbidi e separati, con margini ben definiti (facile da evacuare).

Tipo 6
Pezzi flocculari o informi, con bordi irregolari; feci pastose e frastagliate.

Tipo 7
Acquosa e liquida, senza parti solide.

I primi due tipi sono solitamente associati a stati di stitichezza più o meno gravi, di solito dovuti a una permanenza prolungata delle feci nell’intestino e alla difficoltà di espellerle. Il tipo 4 sono le feci ideali e più soddisfacenti, diciamo, mentre i tipi 6 e 7 indicano problemi alla flora intestinale.

Da una fotografia delle feci si può risalire abbastanza facilmente al tipo a cui appartengono, mentre altre valutazioni possono essere fatte sul colore. I gastroenterologi forniranno le loro analisi agli algoritmi, che potendo contare su migliaia di immagini di esempio potranno imparare a compiere autonomamente il lavoro di catalogazione.

Come ha spiegato David Hachuel, che collabora al progetto con la sua startup Auggi, a oggi non esistono archivi digitali sufficientemente estesi con fotografie di feci umane. In una prima fase, gli sviluppatori avevano usato il pongo per creare diversi modelli di cacca finta, che rientrassero nelle descrizioni della scala Bristol. L’approccio richiedeva però troppo tempo e non stava portando a molti progressi. Hachuel e colleghi hanno allora iniziato a consultare forum e sezioni di Reddit dove si parla di feci e dove gli utenti condividono le fotografie dei loro depositi, per scambiarsi informazioni e valutare la loro salute. Il numero di immagini non era comunque sufficiente e dall’esigenza di averne di più e di migliore qualità è nata l’iniziativa online aperta a tutti.

Una volta completato, il nuovo sistema automatico di analisi potrebbe offrire dati importanti per comprendere meglio le malattie che interessano l’intestino, alcune delle quali sono croniche e possono incidere sulla qualità della vita. L’intestino ha un ruolo essenziale nei processi per assimilare le sostanze nutritive e per numerose altre funzioni del nostro organismo, comprese quelle legate al metabolismo e al sistema immunitario. In futuro, l’archivio delle feci sarà messo a disposizione della comunità scientifica per scopi di ricerca.