Scontri tra forze di sicurezza irachene e manifestanti a Baghdad. (AP Photo/Khalid Mohammed)
  • Mondo
  • sabato 26 Ottobre 2019

Ci sono stati molti morti nelle proteste in Iraq

Almeno 30, secondo i media internazionali, mentre in migliaia continuano a manifestare contro il primo ministro Adel Abdul Mahdi

Scontri tra forze di sicurezza irachene e manifestanti a Baghdad. (AP Photo/Khalid Mohammed)

Venerdì in Iraq ci sono stati violenti scontri tra la polizia e i manifestanti che stavano partecipando alle nuove proteste contro il primo ministro Adel Abdul Mahdi: ci sono stati almeno 30 morti, secondo quanto detto ai media internazionali dai funzionari di sicurezza locali e da due organizzazioni umanitarie, l’Osservatorio iracheno per i diritti umani e la Commissione per i diritti umani. Reuters e BBC News danno un bilancio ancora più alto, di 40 morti. Gli scontri si sono concentrati nella capitale Baghdad e nelle province meridionali di Basra, Maysan, Dhi Qar e Muthanna.

La polizia ha usato gas lacrimogeni e proiettili in gomma, ferendo centinaia di persone. Almeno due manifestanti sono morti dopo essere stati colpiti dai contenitori dei gas, mentre altri sono stati uccisi mentre provavano ad entrare o a dare fuoco agli uffici governativi e militari. A Nassiriya, diversi manifestanti sono morti dopo che una milizia sostenuta dall’Iran (paese alleato) e nota come Asaib Ahl al Haq ha sparato su un gruppo di persone che stava cercando di dare fuoco alla sua sede locale.

Le proteste in Iraq stanno coinvolgendo decine di migliaia di persone, che manifestano contro l’alto tasso di disoccupazione e la corruzione della classe politica del paese: l’Iraq è il secondo produttore di petrolio al mondo e il dodicesimo paese più corrotto, secondo Transparency International, una persona su cinque vive al di sotto della soglia di povertà e la disoccupazione giovanile è intorno al 25 per cento. La prima fase delle mobilitazioni, iniziate a ottobre a Baghdad e a Nassiriya, aveva portato a violentissimi scontri con la polizia durante i quali erano morte 157 persone. A seguito della repressione le proteste erano state sospese e sono ricominciate solo giovedì.

TAG: