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  • mercoledì 16 Ottobre 2019

In Romania il leader dell’opposizione di centrodestra ha ricevuto l’incarico di provare a formare un nuovo governo

Martedì il presidente della Romania Klaus Iohannis ha affidato l’incarico di provare a formare un nuovo governo a Ludovic Orban, ex ministro e leader del Partito Nazionale Liberale, il principale partito d’opposizione. La scorsa settimana infatti il Parlamento aveva votato una mozione di sfiducia nei confronti del governo della prima ministra Viorica Dăncilă, del Partito Socialdemocratico, facendolo cadere. Iohannis, che a sua volta è un politico del Partito Nazionale Liberale, ha detto che in ogni caso l’incarico a Orban sarà breve perché vorrebbe comunque che fossero organizzate elezioni anticipate rispetto a quelle previste per la fine del 2020 o per l’inizio del 2021. Ora Orban ha dieci giorni per riuscire a ottenere l’approvazione del Parlamento.

La sfiducia a Dăncilă era arrivata dopo una lunga crisi politica, iniziata questa estate quando l’Alleanza dei Democratici e dei Liberali (Alde) aveva abbandonato la coalizione parlamentare che sosteneva il governo. In ballo ci sono i candidati alle prossime elezioni presidenziali, che si terranno a novembre: i partiti della coalizione di governo avevano idee diverse su chi sostenere.

Se Orban dovesse riuscire a formare un governo, il suo partito avrà il compito di scegliere il nuovo candidato per il ruolo di commissario europeo che spetta alla Romania: la prima candidata, la socialdemocratica Rovana Plumb, non era stata approvata dalla commissione Giustizia del Parlamento Europeo, secondo cui Plumb non aveva saputo giustificare un prestito da un milione di euro che in precedenza non aveva dichiarato. Dato che il Partito Nazionale Liberale fa parte del Partito Popolare Europeo, una nomina fatta da Orban farebbe guadagnare un commissario ai popolari a scapito dei socialisti.

Il presidente del Partito Nazionale Liberale rumeno Ludovic Orban, a sinistra, e il presidente della Romania Klaus Iohannis, a destra, il 18 maggio 2019, durante un comizio elettorale a Bucarest (AP Photo/Vadim Ghirda, File)