I nuovi Pixel 4 di Google e tutto il resto

Cosa fanno e come sono fatti i nuovi smartphone presentati ieri, e che si comandano a gesti senza toccare lo schermo (circa)

(Johannes EISELE / AFP via LaPresse)
(Johannes EISELE / AFP via LaPresse)

I nuovi Pixel 4 e Pixel 4 XL sono stati presentati martedì da Google, nel corso di un evento speciale organizzato a New York. Le caratteristiche dei due smartphone erano state ampiamente anticipate dai siti di tecnologia negli ultimi mesi, e i modelli non presentano particolari novità rispetto ai loro predecessori, salvo l’aggiunta di un sensore molto promettente per impartire comandi senza toccare lo schermo e l’aggiunta di un obiettivo alla fotocamera, per lo zoom ottico. Nel corso della presentazione, piuttosto insolita e con nessuna dimostrazione sul palco, i dirigenti di Google hanno anche presentato altre novità come un nuovo altoparlante per la casa, un computer portatile Chromebook e un sistema per il WiFi domestico.

Pixel 4 e Pixel 4 XL
Da tre anni Google progetta e realizza smartphone con il suo marchio Pixel, per dimostrare le potenzialità del sistema operativo Android e incentivare altri produttori a realizzare cellulari più ambiziosi e con maggior funzionalità. La vendita degli smartphone non è certamente la prima fonte di ricavi per l’azienda, ma nel tempo è comunque diventata sempre più rilevante, grazie alla risposta e all’interesse degli utenti che hanno acquistato milioni di Pixel nelle loro varie versioni.

Design
I nuovi Pixel 4 e 4 XL hanno un design che ricorda abbastanza i loro predecessori, seppure con alcune modifiche lungo i bordi (un po’ più ingombranti) e l’aggiunta di un quadrato piuttosto evidente sulla loro parte posteriore per ospitare i due obiettivi della fotocamera. Il Pixel 4 ha uno schermo da 5,7 pollici, mentre il modello più grande ne ha uno da 6,3 pollici; il primo pesa 162 grammi, mentre il secondo 193 grammi. Esteticamente, i due nuovi modelli ricordano un poco gli iPhone 11 di Apple, soprattutto per la presenza del quadrato nella parte posteriore. Del resto, l’aggiunta di più obiettivi alle fotocamere ha fatto sì che molti smartphone abbiano assunto un design simile, con più obiettivi racchiusi in forme geometriche più o meno creative.

I Pixel si distinguono dalla concorrenza per un design un po’ più creativo e meno formale. I colori disponibili sono bianco, nero e arancione, quest’ultimo in versione limitata.

Motion Sense
Nella parte frontale lo schermo è racchiuso da bordi un poco spessi, se confrontato con altri modelli, ma la scelta è giustificata dalla necessità di inserire alcuni sensori nella parte alta dello schermo. Uno di questi è un radar, forse la novità più interessante dei Pixel 4, seppure ancora poco sfruttata da Google. Il sistema deriva da Project Soli, un’iniziativa avviata circa 4 anni fa da Google per realizzare sistemi di controllo a distanza dei dispositivi, senza la necessità di dover toccare schermi o tasti. Dopo diversi fallimenti, i progettisti sono riusciti a rimpicciolire il loro radar a sufficienza da poterlo inserire nella parte frontale degli smartphone, creando quello che Google chiama “Motion Sense”.

Semplificando, il radar percepisce i movimenti intorno al telefono entro una certa distanza, e sfrutta quelle informazioni per diverse attività. Consente per esempio a un Pixel 4 appoggiato su un tavolo di rilevare la presenza di qualcuno nelle sue vicinanze, e di conseguenza di attivare lo schermo per mostrare l’ora, disattivandolo quando invece non c’è nessuno vicino, e risparmiando la batteria. Se si riceve una chiamata, Motion Sense percepisce che ci si sta avvicinando al Pixel 4 e riduce il volume della suoneria, dando inoltre la possibilità di accettare o chiudere la chiamata muovendo semplicemente la mano al di sopra dello schermo, senza toccarlo. Lo stesso sistema può essere utilizzato per saltare una canzone mentre viene riprodotta e per impartire altri comandi, anche se per ora piuttosto limitati. Motion Sense serve anche per aiutare lo smartphone con il riconoscimento facciale.

Riconoscimento facciale
I Pixel 4 e 4 XL possono essere infatti sbloccati con la propria faccia, come avviene sugli iPhone più recenti e da diverso tempo su altri smartphone. Il sistema è estremamente veloce, anche grazie alla presenza di Motion Sense, che rileva quando si prende in mano lo smartphone e lo si orienta verso la propria faccia per leggere lo schermo, attivando per tempo la fotocamera e gli altri sensori che eseguono il riconoscimento facciale. Il sistema è molto veloce, al punto che Google ha dovuto aggiungere un’opzione per renderlo meno rapido, per chi è abituato a consultare la schermata di blocco schermo prima di sbloccare il cellulare.

(Google)

Schermo
Lo schermo dei Pixel 4 e 4 XL è di tipo OLED, che offre quindi un migliore contrasto e una resa più accurata dei toni scuri rispetto agli schermi LCD. Entrambi i modelli arrivano a una frequenza di aggiornamento dell’immagine di 90 Hz, cosa che rende molto più fluida la visualizzazione dei contenuti, a partire dallo scorrimento dei menu e delle pagine quando si naviga online o si legge un ebook. Sfruttando alcune opzioni di Android, il sistema passa automaticamente dai 90 Hz ai classici 60 Hz a seconda delle necessità, consentendo di risparmiare la carica della batteria.

Batteria
A proposito di batterie e durata dopo una ricarica, Google non ha fornito molti dettagli. Il Pixel 4 ha una batteria da 2.800 mAh, mentre il Pixel 4 XL ne ha una da 3.700 mAh. Dovrebbero essere entrambe capienti a sufficienza per garantire una giornata di utilizzo, in condizioni normali. Entrambi i modelli sono comunque venduti con un caricatore da 18 Watt, che consente di ricaricare molto rapidamente i dispositivi.

Fotocamera
Tradizionalmente, la fotocamera dei Pixel ha sempre ricevuto grandi lodi da parte degli esperti di fotografia, non solo per la qualità dei sensori utilizzati, ma anche per i numerosi accorgimenti software che Google applica per ottenere una migliore resa delle immagini. La fotocamera dei Pixel 4 e 4 XL non dovrebbe deludere in tal senso, anche se sembra un’evoluzione senza particolari novità rispetto ai modelli dello scorso anno. Al classico obiettivo con grandangolo ne è stato aggiunto un secondo, che permette di fare un minimo di zoom ottico. La resa delle immagini con lo zoom è ulteriormente migliorata dal software della fotocamera, che permette di effettuare numerosi ingrandimenti senza perdita di definizione.

Google ha aggiunto una nuova funzione, che sembra essere molto promettente, per scattare fotografie notturne al cielo stellato. I Pixel 4 e 4 XL regolano i tempi di esposizione e realizzano più scatti del cielo, che vengono poi combinati insieme per ridurre disturbi e imperfezioni e restituire un’immagine ben definita. Sfruttando sistemi di intelligenza artificiale per approssimare il risultato finale di uno scatto, la fotocamera dà inoltre la possibilità di vedere le inquadrature direttamente in HDR+, senza dover attendere di avere scattato la foto (l’HDR consente di scattare immagini con più punti di luce, equilibrando meglio le aree molto esposte con quelle in ombra).

(Google)

Assistente Google
I Pixel 4 e 4 XL hanno un coprocessore che si chiama Neural Core e serve per realizzare alcune funzioni direttamente sul telefono, senza la necessità di dover scambiare i dati con server più potenti per l’elaborazione delle richieste. L’Assistente Google risponde quindi molto più velocemente ai comandi, così come il sistema per il riconoscimento e la trascrizione della voce. Google ha mostrato una nuova applicazione per registrare promemoria vocali, interviste o lezioni, che vengono poi trascritte automaticamente dal sistema.

Prezzi e disponibilità
I nuovi Pixel 4 e Pixel 4 XL possono essere acquistati direttamente dallo store di Google, con le prime consegne previste per la fine di ottobre. Il modello più piccolo ha un prezzo di partenza di 759 euro, mentre il modello XL parte da 899 euro.

Nest Mini
Google ha presentato una nuova versione del suo altoparlante della casa più popolare ed economico, che finora si chiamava Google Mini e che adesso fa parte della famiglia di prodotti domestici sotto il marchio Nest. Esteticamente, Nest Mini è tale e quale al suo predecessore, ma Google ha migliorato la resa del suo altoparlante e ha aggiunto un microchip, che rende più veloci le risposte dell’Assistente Google, soprattutto per le attività più elementari come chiedere di spegnere una luce o regolare un termostato. Nest Mini costa 59 euro.

(Google)

Nest WiFi
È l’evoluzione di Google WiFi, il sistema per inserire più punti di accesso alla propria rete in casa, in modo da migliorare la qualità del segnale. La nuova versione è esteticamente più gradevole della precedente ed è pensata per essere tenuta in bella mostra, e non chiusa dentro un mobiletto come fanno in molti per nascondere i loro router, con la conseguenza di avere un segnale WiFi meno affidabile. Nest WiFi ha una base principale, il vero e proprio router, e una satellite che svolge anche la funzione di altoparlante per la casa: è una sorta di Nest Mini, ma con in più un’antenna per trasmettere il segnale WiFi che riceve dal router principale. La coppia dei due dispositivi è venduta a 269 dollari negli Stati Uniti, mentre per ora non è prevista la sua vendita in Italia.

Pixelbook GO
Google ha infine presentato un portatile basato sul suo sistema operativo Chrome OS più economico dei predecessori, da 649 dollari (per ora il prodotto non è disponibile in Italia, come buona parte dei Chromebook). Ha uno schermo da 13,3 pollici e non ha nulla di stravagante, come schermi che si ripiegano su sé stessi o altre invenzioni creative, ma che poi usano in pochi. Google dice che la batteria del nuovo portatile dura fino a 12 ore e che con una ricarica di 20 minuti si ottengono circa due ore di utilizzo. Il modello base ha un processore Intel Core m3, 8 GB di RAM e 64 GB di memoria. Sono previste versioni molto più potenti, con prezzi che arrivano fino a circa 1.300 dollari.

(Google)