Bisogna fare un po’ di attenzione ai video di trucchi casalinghi

Sono quelli di "life hack", che danno consigli su metodi artigianali ed economici per le faccende domestiche: spesso sono falsi, se non pericolosi

Si può riparare un piatto in ceramica rotto semplicemente immergendo i pezzi in un po’ di latte caldo; si può ottenere una tintura blu dalle foglie di spinaci; si può ottenere un diamante mettendo in microonde una matita. Nessuna di queste affermazioni è vera, ma probabilmente ci credono centinaia di migliaia di persone, visto che erano tutti “trucchi casalinghi” inclusi in alcuni popolarissimi video prodotti dalla società americana FirstMedia, una delle più attive nel settore dei cosiddetti “Life Hacks” con la pagina Facebook Blossom, che ha oltre 52 milioni di follower. Il Wall Street Journal ha raccontato come questi video siano molto spesso truffaldini o quantomeno disonesti, ma ottengano comunque milioni e milioni di visualizzazioni, con i ricavi economici che ne conseguono.

I “life hack” sono un genere di contenuti molto popolare su internet, da diversi anni sfruttato da media e produttori di video per ottenere ottimi risultati in termini di clic con un impegno di risorse generalmente modesto. Sono i video su come usare gli avanzi del frigo, su come smacchiare il lavandino usando soltanto prodotti che si hanno in casa, su cosa fare delle scatole di scarpe vuote, su come stendere i vestiti in modo da non doverli stirare, per intenderci. Talvolta sono contenuti di qualità – il New York Times ha una rubrica apposita, intitolata “Smarter Living” – ma spesso promettono risultati impossibili. Negli ultimi tempi sono diventati importanti soprattutto su Facebook, un social network che qualche anno fa decise di promuovere decisamente i contenuti video, e che da tempo è frequentato soprattutto da adulti. Proponendo spesso consigli per le faccende domestiche o per le cose da cucinare, questi video sono infatti popolari specialmente tra le persone sopra una certa età, che spesso sono peraltro meno scettiche riguardo alle cose che vedono online.

Uno dei video più popolari di questa categoria si chiamava “8 trasformazioni assurde che potete fare a casa”, ed era prodotto da FirstMedia: arrivò a contare oltre 20 milioni di visualizzazioni, suggerendo tra le altre cose di cuocere al microonde una matita per ottenerne un piccolo diamante. Oltre ad essere impossibile, era un consiglio pericoloso: nei commenti molti utenti segnalarono che il proprio microonde era esploso, o che si erano ustionati maneggiando la matita. Il Wall Street Journal ha scoperto che il trucco della matita e del forno era stato inventato da Damon Crumley, che si occupa di programmi scientifici per le scuole medie e che l’aveva pubblicato sul sito Instructables.com in occasione del primo aprile 2009, vincendo un premio per il migliore pesce d’aprile. «Vinsi una maglietta», ha raccontato.

FirstMedia ha rimosso il video dopo alcune domande del Wall Street Journal, e ha fatto lo stesso con un altro intitolato “Dieci trucchi che non sapevi potessi fare con il cibo”, che con i suoi 488 milioni di visualizzazioni era il secondo più visto nella storia di Facebook. Tra le altre cose, mostrava come ottenere un cristallo partendo da un pezzo di carbone e da una confezione di burro d’arachidi. È comunque ancora visibile su YouTube, pubblicato da un altro utente.

Su YouTube ci sono tantissimi video che smontano uno per uno buona parte dei consigli proposti per esempio da Blossom e 5-Minute Crafts, che ha sede a Cipro e con i suoi 60 milioni di follower su Facebook è tra le pagine principali di “life hack”. Secondo SocialBlade, che tiene traccia dei principali account su YouTube, nel 2018 i video di 5-Minute Crafts hanno fruttato ricavi compresi tra i 2 e i 34 milioni di dollari, grazie a circa 10 miliardi di visualizzazioni. L’account attualmente ha 61 milioni di iscritti, ed è il quarto nella classifica generale dei canali YouTube. TheSoul Publishing, la società che controlla 5 Minutes Crafts, ha 550 dipendenti che producono circa 1.500 video al mese per 40 pagine Facebook in 10 lingue diverse.

FirstMedia ha prodotto tre dei cinque video più visti nella storia di Facebook, e tra le altre cose fa contenuti sponsorizzati per grandissime società americane come Walmart, Dunkin’ Donuts e Facebook stessa. La co-fondatrice Sharon Rechter ha spiegato al Wall Street Journal che i loro video vanno presi principalmente per prodotti di intrattenimento, e che le promesse di risultati incredibili sono una specie di licenza artistica. Ha detto che dietro ogni “hack” mostrato c’è una ricerca, ma è capitato in passato che alcuni marchi coinvolti si dissociassero da quanto mostrato: è il caso dell’azienda italiana SMEG, che fu costretta a specificare che un proprio tostapane non andava usato per cuocere alimenti avvolti nella carta stagnola, una cosa consigliata da FirstMedia e che però può essere molto pericolosa.

Buona parte dei contenuti dei video di FirstMedia poi rientra in un’altra categoria, e cioè quella dei consigli che non hanno molto senso: tipo riutilizzare un paio di boxer per farci un reggiseno sportivo, o crescere una rosa in una patata. Quest’ultimo suggerimento aveva raccolto 234 milioni di visualizzazioni: come ha detto al Wall Street Journal Bob Martin, presidente della American Rose Society, è una cosa che non gli è mai capitato di trattare in 700 articoli che ha scritto a proposito della coltivazione delle rose. «Non sto dicendo che sia un modo migliore di farlo, ma che sia un modo più creativo», si è difesa Rechter.

C’è poi un filone di video dedicati ai bambini che spesso consigliano attività rischiose, come usare delle pile per accendere un fuoco. Un portavoce di 5 Minutes Crafts, che ha pubblicato diversi video di questo tipo, ha specificato che tutti i consigli che dà ai bambini sono da riprodurre con la supervisione di un adulto: un’indicazione però impossibile da far rispettare. Un portavoce di Facebook ha detto al Wall Street Journal che questo genere di video non viola i termini di utilizzo del social network, specificando che la maggior parte dei video che suggeriscono progetti di fai-da-te e “life hack” danno consigli autentici. «Ma consigliamo anche agli utenti di usare il proprio giudizio quando provano a rifare cose che hanno visto su internet».

Questi video spesso sono virali perché ricevono moltissimi commenti, anche se sono quelli delle persone che si lamentano che i consigli non funzionano: gli algoritmi premiano anche questo tipo di engagement. Un ex dipendente di FirstMedia ha raccontato che la società insisteva perché venissero inclusi nei video anche consigli che le prove degli autori dimostravano essere inefficaci: tipo metodi artigianali per togliere le macchie dai materassi, che nelle prove non avevano funzionato. «Tutti mascherano un po’ le cose, ma qui eravamo su tutto un altro livello». FirstMedia ha detto che da quando quel dipendente se ne è andato le cose sono cambiate, ma non ha escluso che il risultato finale mostrato nei video sia diverso da quello ottenuto davvero durante le riprese.

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