(Foto di Dafydd Tomos, licenza Creative Commons)
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  • domenica 13 Ottobre 2019

«Cofiwch Dryweryn»

Storia di un murale e del suo legame con l'indipendentismo gallese, che forse per la prima volta sta diventando rilevante

(Foto di Dafydd Tomos, licenza Creative Commons)

Su un muro di mattoni rossi a Llanrhystud, un paesino della costa del Galles, c’è una scritta di vernice bianca che dice “Cofiwch Dryweryn”, “ricordate Dryweryn”. La scritta fu dipinta per la prima volta nei primi anni Sessanta e fa riferimento all’allagamento della valle del fiume Dryweryn (o Tryweryn, in inglese), che nel 1965 portò alla creazione di una grossa riserva d’acqua per la città inglese di Liverpool ma comportò la distruzione di un piccolo villaggio rurale gallese e lo spostamento forzato dei suoi abitanti. È raccontato come un momento traumatico della storia recente del Galles, che portò ai primi successi politici del partito indipendentista gallese, Plaid Cymru, e secondo qualcuno avviò il processo che si concluse nel 1999 con l’istituzione del parlamento locale gallese.

Negli ultimi mesi il murale di Llanrhystud è stato parzialmente distrutto, coperto e vandalizzato, ricevendo poi nuove cure e attenzioni per riportarlo alla sua versione originale. Ricordando la storia dei paesi distrutti nell’allagamento della valle del Tryweryn è diventato un simbolo del nuovo indipendentismo gallese, storicamente molto meno rilevante di quello scozzese o irlandese, ma che ora sta attirando qualche nuova attenzione, specialmente per via di Brexit.

L’Inghilterra conquistò il Galles nel 1282, quando Edoardo I sconfisse definitivamente il principe Llywelyn ap Gruffudd e trasformò il titolo di “principe di Galles” in quello che viene assegnato agli eredi al trono della monarchia britannica. Il Galles fu poi inserito formalmente nello stato inglese solo nel 1536, quando fu vietato l’uso della lingua gallese nei contesti ufficiali e fu permessa l’elezione di gallesi al parlamento di Londra. La lingua non scomparì, ma il nazionalismo gallese non riuscì mai a radicarsi profondamente come quello scozzese o irlandese, almeno politicamente. A questo contribuì anche il fatto che dopo la sua industrializzazione, nei primi del Novecento, il Galles diventò uno dei più solidi bacini elettorali del Partito Laburista, che non lasciò mai spazio elettorale agli indipendentisti del Plaid Cymru, fondato nel 1925 ma di fatto inesistente per i successivi 40 anni.

Le cose cambiarono negli anni Sessanta, con l’allagamento della valle del fiume Tryweryn. La città di Liverpool presentò al Parlamento britannico una proposta di legge per la creazione di una riserva d’acqua lungo il fiume Tryweryn, nel nord del Galles, a circa 70 chilometri dalla città. La creazione del bacino nella valle del Tryweryn avrebbe comportato l’abbandono di Capel Celyn, un piccolo villaggio intorno a cui, in poche case e fattorie, viveva una delle ultime comunità che parlavano solo gallese. Siccome la proposta di legge fu presentata al Parlamento, però, la questione fu subito tolta dal controllo delle autorità locali del Galles; nonostante l’opposizione dei deputati gallesi in Parlamento e degli abitanti di Capel Celyn, la legge fu approvata nel 1962 e la valle fu allagata nel 1965, facendo perdere la casa a circa 50 persone, che non ottennero compensazioni.

La decisione del Parlamento di Londra in favore di un grande città inglese invece che nei confronti di una piccola comunità gallese rese subito la storia di Capel Celyn il simbolo della marginalizzazione dei gallesi nel Regno Unito. Nel 1966 il Plaid Cymru riuscì per la prima volta a fare eleggere un suo candidato in Parlamento, avviando un periodo di crescenti successi, seppur sempre modesti. Nel 2005, quarant’anni dopo l’allagamento di Capel Celyn, la città di Liverpool chiese formalmente scusa per i danni e il dolore causati da quella decisione, che è tutt’ora considerata uno dei temi più delicati dei rapporti tra Galles e governo britannico. La scritta sul muro di Llanrhystud, realizzata dal giornalista, poeta e attivista gallese Meic Stephens, è intanto diventata piuttosto famosa e negli ultimi anni la sua fama è cresciuta.

Nonostante i successi locali del Plaid Cymru e nonostante la creazione nel 1999 dell’assemblea del Galles, che ottenne maggiori autonomie, l’indipendentismo gallese non è mai diventato maggioritario o particolarmente rilevante a livello nazionale. Il Plaid Cymru, per esempio, non è mai nemmeno diventato il partito più votato in Galles e non ha mai nemmeno detto espressamente di volere completa autonomia dal Regno Unito. Il Free Wales Army – una sorta di movimento armato indipendentista – non fu mai preso sul serio da nessuno e nei sondaggi, storicamente, l’indipendenza del Galles è sempre stata sostenuta da una netta minoranza dei gallesi: anche nel 2014, quando si parlava molto dell’indipendenza della Scozia, l’indipendenza del Galles era sostenuta da circa il 5 per cento della popolazione.

Le cose hanno cominciato a cambiare negli ultimi tre anni, dal momento del voto su Brexit. Nonostante il Galles abbia votato per lasciare l’Unione Europea con il 52 per cento delle preferenze, alcuni sondaggi recenti hanno mostrato che se l’indipendenza dal Regno Unito coincidesse con la permanenza nell’Unione Europea, l’idea sarebbe sostenuta da più di un terzo della popolazione, con un aumento ulteriore tra gli elettori più giovani. E negli ultimi tempi si sono viste anche le prime manifestazioni indipendentiste da molto tempo. A maggio, per esempio, migliaia di persone manifestarono a Cardiff per chiedere l’indipendenza, la più grande manifestazione indipendentista gallese di sempre.

Per sfruttare e incoraggiare questo rinnovato sentimento indipendentista, che Plaid Cymru riesce a incarnare solo in parte, è stato fondato Yes Cymru, un movimento transpartitico per chiedere l’indipendenza dal Regno Unito, il cui consenso sembra essere in crescita. Intanto il murale di Llanrhystud è diventato uno dei simboli più famosi di questo particolare momento della storia del Galles, con conseguenze anche negative. Ad aprile il muro su cui si trova la scritta è stato parzialmente distrutto, poi – dopo il primo restauro – la scritta è stata coperta ed è stata nuovamente ripristinata. Oggi, però, in tutto il Galles sono state dipinte scritte come quella di Llanrhystud e si trovano in vendita magliette e gadget con la famosa scritta “Cofiwch Dryweryn”.