Maro Itoje alla consegna dei cap per i convocati inglesi alla Coppa del Mondo in Giappone (David Rogers/Getty Images)
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  • giovedì 19 settembre 2019

Guida alla Coppa del Mondo di rugby

Inizia oggi in Giappone, per la prima volta in Asia, con oltre un mese di partite e almeno sei nazionali in grado di raggiungere la finale di Yokohama

Maro Itoje alla consegna dei cap per i convocati inglesi alla Coppa del Mondo in Giappone (David Rogers/Getty Images)

La prima edizione asiatica della Coppa del Mondo di rugby inizia oggi a Tokyo, quando in Italia saranno le 12.45, con la partita inaugurale tra Giappone e Russia. È la nona edizione del più importante torneo di rugby professionistico, nonché uno degli eventi sportivi più visti e redditizi al mondo, negli anni in cui viene disputato. Nel 2015 l’Inghilterra organizzò la miglior edizione di sempre, almeno dal punto di vista commerciale. Furono venduti 2,47 milioni di biglietti, più di 406.000 tifosi stranieri raggiunsero il Regno Unito nei giorni della manifestazione e la finale tra Nuova Zelanda e Australia fu vista da almeno 120 milioni di persone in tutto il mondo.

(Getty Images)

L’edizione giapponese difficilmente supererà il successo di quella organizzata quattro anni fa dal paese europeo inventore del rugby, ma ci andrà vicino. La federazione mondiale ha stimato che l’indotto generato dal torneo potrebbe aggirarsi attorno ai 3,6 miliardi di euro, circa 400 milioni in più della passata edizione. Se la stima dovesse essere confermata, stabilirebbe un nuovo record per la Coppa del Mondo e sarebbe un’altra conferma della crescita che il rugby sta avendo a livello internazionale.

In Giappone l’attesa è molto alta: sono già stati venduti 1,8 milioni di biglietti per le partite e per circa 13.000 volontari sarà una sorta di prova generale in vista delle Olimpiadi estive di Tokyo del prossimo anno.

Le venti partecipanti

Le nazionali partecipanti alla Coppa del Mondo 2019 sono venti. La Nuova Zelanda è campione in carica da otto anni e due edizioni, avendo vinto nel 2015 in Inghilterra e nel 2011 in casa. Gli All Blacks sono a capo della rappresentanza proveniente dall’Oceania, composta dall’Australia vice campione del mondo e dalle tre isole pacifiche di Figi, Tonga e Samoa, dove il rugby è sport nazionale. La rappresentanza più folta è quella europea, con Inghilterra, Galles, Scozia, Irlanda, Francia, Italia, Georgia e Russia. Dalle Americhe si sono qualificate Argentina, Uruguay, Stati Uniti e Canada, mentre il continente africano sarà rappresentato da Namibia e Sudafrica. L’unica nazionale asiatica è il paese ospitante.

(AP Photo/Shuji Kajiyama)

Le regole della Coppa del Mondo

Le venti partecipanti sono state sorteggiate in quattro gironi. Si qualificheranno alla fase a eliminazione diretta le prime due classificate di ciascun gruppo. Le terze verranno eliminate ma si qualificheranno automaticamente alla Coppa del Mondo del 2023.

Gruppo A

  1. 🇨🇮 Irlanda
  2. 🏴󠁧󠁢󠁳󠁣󠁴󠁿 Scozia
  3. 🇯🇵 Giappone
  4. 🇷🇺 Russia
  5. 🇼🇸 Samoa

Gruppo B

  1. 🇳🇿 Nuova Zelanda
  2. 🇿🇦 Sudafrica
  3. 🇮🇹 Italia
  4. 🇳🇦 Namibia
  5. 🇨🇦 Canada

Gruppo C

  1. 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 Inghilterra
  2. 🇫🇷 Francia
  3. 🇦🇷 Argentina
  4. 🇺🇸 Stati Uniti
  5. 🇹🇴 Tonga

Gruppo D

  1. 🇦🇺 Australia
  2. 🏴󠁧󠁢󠁷󠁬󠁳󠁿 Galles
  3. 🇬🇪 Georgia
  4. 🇫🇯 Figi
  5. 🇺🇾 Uruguay

Il torneo si disputerà nell’arco di un mese: fra due partite di rugby è consigliata infatti almeno una settimana di recupero. Nella fase a gironi ciascuna nazionale avrà una pausa di quattro giorni e due di una settimana. Una vittoria ai gironi vale quattro punti in classifica, un pareggio ne vale due. Alla squadra che segnerà quattro mete in una partita verrà assegnato un punto addizionale in classifica (bonus per competitività), lo stesso che riceverà chi perderà con uno scarto minore di otto punti (bonus per sconfitta di misura). I casi di pari merito al termine dei gironi saranno risolti guardando i risultati negli scontri diretti o la differenza fra punti segnati e subiti.

Città e stadi

La Coppa del Mondo verrà ospitata da dodici stadi in dodici diverse città del Giappone. La partita inaugurale si disputerà allo stadio Ajinomoto di Tokyo, mentre la finale del 2 novembre si giocherà all’International Stadium di Yokohama. Le partite dell’Italia sono in programma tra Higashiosaka (Osaka), Fukuoka, Fukuroi e Toyota. Verrano utilizzati diversi stadi costruiti in occasione dei Mondiali di calcio del 2002, come ad esempio il Sapporo Dome, impianto coperto che durante l’anno ospita partite di calcio e di baseball grazie ai suoi due campi mobili che ruotano tra l’interno e l’esterno della struttura.

L’interno del Sapporo Dome (Shaun Botterill/Getty Images)

Lo stadio più piccolo è il Recovery Memorial di Kamaishi, una città con poco più di 30.000 abitanti nel nord-est del Giappone. Nel 2011 fu parzialmente distrutta dal maremoto in cui morirono oltre 1.000 persone. La ricostruzione del paese fu complessa e richiese anni: una delle opere comprese nel piano di ricostruzione fu proprio lo stadio da rugby, sede di una delle squadre più vincenti del paese, i Seawaves.

Il Kamaishi Recovery Memorial (Koki Nagahama/Getty Images)

Pronostici e favorite

A circa un mese dall’inizio della Coppa del Mondo, gli All Blacks campioni in carica hanno perso la prima posizione nel ranking mondiale dopo 509 settimane consecutive in testa. Il ranking però indica soltanto i risultati ottenuti nell’arco della stagione, e questo spiega come il Galles, la nazionale che ha superato gli All Blacks e che ha vinto con il Grande Slam l’ultimo Sei Nazioni, sia tra le favorite anche se non più di Irlanda, Inghilterra, Australia e Sudafrica. La finale verrà disputata con ogni probabilità da due di queste nazionali, le due che riusciranno ad affrontare al meglio fatiche, imprevisti e difficoltà di sette impegnative partite in poco più di un mese.

La Nuova Zelanda è la nazionale più vincente nella storia dello sport professionistico. A tutti i tornei che partecipa si presenta da favorita, Coppa del Mondo compresa. A differenza di un paio di stagioni fa, però, non sembra più imbattibile. Nell’ultimo anno è stata sconfitta da Irlanda e Australia e ha pareggiato con il Sudafrica. I problemi fisici di giocatori importanti come Brodie Retallick, Ryan Crotty, Richie Mo’unga e Jack Goodhue dovranno inoltre essere gestiti con cautela. La rivale per antonomasia degli All Blacks, il Sudafrica, dopo un periodo di profonda crisi si è ripresa giusto in tempo: ora si presenta con una squadra completamente rigenerata, in ottima salute e con il primo capitano nero della sua storia, Siya Kolisi. Sudafrica e Nuova Zelanda si affronteranno già sabato nel primo turno dei gironi.

(Anthony Au-Yeung/Getty Images)

Anche l’Australia è sempre tra le favorite, ma dopo la finale del 2015 non ha fatto altro che perdere di continuo. Ha perso per giunta uno dei suoi migliori giocatori, Israel Folau, licenziato lo scorso aprile per omofobia dopo essere già stato protagonista in passato di vicende simili. In estate però la squadra si è riunita e una larga vittoria contro gli All Blacks nel Quattro Nazioni gli ha ridato fiducia.

Per quanto riguarda le nazionali europee, Inghilterra, Irlanda e Galles sono le più quotate. Negli ultimi quattro anni l’Inghilterra è stato costruita per rimediare all’umiliante eliminazione subita ai gironi nella Coppa del Mondo ospitata in casa. Ha vinto il Sei Nazioni nel 2016 e nel 2017 e nelle ultime dodici partite ha perso soltanto contro Nuova Zelanda e Galles. Proprio il Galles rientra nel gruppetto delle favorite dopo il Grande Slam al Sei Nazioni. È inoltre all’ultimo torneo con il suo attuale allenatore, uno dei più vincenti di sempre, il neozelandese Warren Gatland.

L’Italia invece debutterà domenica mattina a Higashiosaka, periferia di Osaka, contro la Namibia. Rispetto all’edizione di quattro anni fa ci arriva meglio: la rosa è migliore, i più giovani sono cresciuti e le prospettive sono moderatamente positive. È capitata però in un girone difficilissimo da superare, se non impossibile. Oltre a Namibia e Canada, due nazionali semi professionistiche e quindi ampiamente alla portata, dovrà infatti giocare contro Sudafrica e Nuova Zelanda.

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