Peter Lindbergh alla mostra Women on Street a Düsseldor (esposta fino al 30 aprile 2017), 2 febbraio 2017 (Federico Gambarini/dpa/ansa)
  • Moda
  • mercoledì 4 settembre 2019

È morto il fotografo di moda Peter Lindbergh

Tra i più apprezzati del Novecento, soprattutto per i famosi ritratti in bianco e nero di top model come Naomi Campbell, Cindy Crawford e Kate Moss

Peter Lindbergh alla mostra Women on Street a Düsseldor (esposta fino al 30 aprile 2017), 2 febbraio 2017 (Federico Gambarini/dpa/ansa)

È morto a 74 anni Peter Lindbergh, uno dei fotografi di moda più importanti del Novecento.

Lindbergh era noto soprattutto per le fotografie di moda in bianco e nero, raffinate e cinematografiche, di modelle famosissime, tra cui Naomi Campbell, Linda Evangelista, Cindy Crawford, Milla Jovovich e Kate Moss (immagini che probabilmente ha visto anche chi non si interessa di moda). Tra i suoi ultimi lavori ci sono le 15 immagini di copertina del numero di settembre dell’edizione britannica di Vogue (quella ora in edicola). A sceglierlo erano stati il direttore Edward Enninful e la Duchessa del Sussex Meghan Markle, che ha collaborato come ospite al numero dedicato alle donne che stanno cambiando il mondo.

Oltre che per la sua riconosciuta bravura, Lindbergh era stato scelto per alludere a una sua vecchia copertina per Vogue britannico, una delle più celebri della storia della moda: quella del numero di gennaio 1990, in cui erano ritratte in bianco e nero le “supermodel” dell’epoca Cindy Crawford, Naomi Campbell, Tatjana Patitz, Christy Turlington e Linda Evangelista.

Sempre di recente Lindbergh aveva realizzato anche il calendario Pirelli 2017 (ma se ne era occupato anche nel 1966 e nel 2002): ne era venuta fuori una versione un po’ diversa dal solito, con un gruppo di attrici e una professoressa di scienze politiche, tutte vestite e con un’età compresa tra i 27 e i 71 anni.

Lindbergh era nato il 23 gennaio 1944 nella città polacca di Leszno, all’epoca in Germania, e cresciuto a Duisburg, dove aveva iniziato a lavorare come vetrinista di un grande magazzino. A 18 anni si era trasferito in Svizzera, poi a Berlino e poi ad Arles, in Francia, la città dove aveva vissuto quello che definiva «il suo idolo», Vincent van Gogh. Lindbergh ci rimase per sette mesi, poi riprese a viaggiare per due anni tra Spagna e Marocco. Tornato in Germania studiò pittura all’università di arte di Krefeld e nel 1969, quando era ancora uno studente, tenne la sua prima mostra nella rinomata galleria Denise René/Hans Mayer. Iniziò a occuparsi di fotografia due anni dopo, nel 1971, come assistente del fotografo Hans Lux.

Nel 1978 si trasferì a Parigi e iniziò a lavorare per Vogue: prima per l’edizione italiana, poi per quelle inglese, francese, tedesca e americana. Negli anni Ottanta divenne uno dei più conosciuti fotografi di moda grazie allo stile minimale, elegante, che prendeva spunto dal cinema tedesco e dalla danza. Lindbergh si ispirava a documentaristi come Dorothea Lange, Henri Cartier-Bresson e Garry Winogrand, e ritraeva i suoi modelli in pose naturali, senza fronzoli, con poco trucco, riducendoli all’essenziale, creando un’estetica che si impose a lungo nel mondo della moda e della pubblicità. Nella sua carriera ha collaborato con le riviste più importanti come il New Yorker, Vanity Fair, Rolling Stone e Harper’s Bazaar, ha realizzato le campagne pubblicitarie di numerosi e importanti marchi di moda, tra cui Calvin Klein, Giorgio Armani e Prada, e ha ritratto persone famose come Catherine Deneuve, Mick Jagger, Charlotte Rampling, Tina Turner, John Travolta, Madonna e Sharon Stone, tra gli altri. I suoi lavori sono conservati nei musei più importanti al mondo, come il MoMa’s PS1 di New York, il Victoria and Albert Museum di Londra e il Centre Pompidou di Parigi.

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