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  • giovedì 22 agosto 2019

In Polonia il viceministro della Giustizia si è dimesso dopo essere stato accusato di aver condotto una campagna di diffamazione contro un giudice

Martedì il viceministro della Giustizia polacco Łukasz Piebiak si è dimesso dopo la pubblicazione di un articolo del sito di notizie Onet che lo aveva accusato di aver «organizzato e controllato» una campagna di diffamazione contro il giudice Krystian Markiewicz, leader dell’organizzazione di giuristi Iustitia, che aveva criticato le riforme del sistema giudiziario portate avanti dal governo.

In Polonia da tempo il governo di Diritto e Giustizia (PIS), partito di estrema destra, sta cambiando il sistema giudiziario con leggi controverse; ad esempio, quella sul pensionamento dei giudici, bloccata dalla Corte di giustizia dell’Unione Europea e poi cancellata, era contraria alle leggi europee e violava il principio di indipendenza del sistema giudiziario. È attualmente in corso una procedura di infrazione della Commissione Europea contro la Polonia proprio per la riforma della giustizia: la Commissione ha accusato il paese di non garantire l’imparzialità e l’indipendenza dei propri giudici, in particolare nelle procedure di nomina dei membri della Corte Suprema.

Secondo Onet, Piebiak ha organizzato e finanziato una campagna online gestita da una donna di nome Emilia che avrebbe inviato più di duemila lettere ed email contenenti pettegolezzi inventati o informazioni poco rilevanti sulla vita personale di Markiewicz ad altri giudici e a organi di informazione di destra. Piebiak avrebbe dato a questa donna anche l’indirizzo personale del giudice perché potesse mandargli una delle lettere.

Piebiak si è dimesso su richiesta del ministro della Giustizia Zbigniew Ziobro, a cui il primo ministro Mateusz Morawiecki (suo rivale all’interno di PIS) aveva chiesto spiegazioni. Piebiak ha obbedito, ma non ha ammesso di aver organizzato la campagna di email e lettere: ha detto di essere vittima di bugie motivate politicamente in vista delle prossime elezioni parlamentari, che saranno il 13 ottobre.

Una piccola protesta per chiedere le dimissioni del ministro della Giustizia polacco Zbigniew Ziobro a Varsavia, il 21 agosto 2019; il cartello dice: «Rispetto e gloria ai giudici saldi» (AP Photo/Czarek Sokolowski)

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