• Italia
  • lunedì 12 agosto 2019

C’è un’altra bufala su Carola Rackete

Alcuni giornali italiani sostengono che abbia detto di aver avuto ordine dalla Germania di portare i migranti in Italia, ma non è così

Da ieri in Italia circola una notizia falsa su Carola Rackete, la comandante tedesca della nave della ong Sea Watch che a fine giugno fu al centro di un notevole caso mediatico, quando decise di ignorare un divieto del governo italiano e di sbarcare un gruppo di migranti a Lampedusa. Secondo alcuni giornali italiani, durante un’intervista con la tv pubblica tedesca Rackete avrebbe ammesso che fu il governo tedesco a “ordinarle” di sbarcare in Italia i migranti. La presunta notizia confermerebbe una delle accuse che l’estrema destra italiana rivolge da anni alla Germania e altri paesi del Nord Europa: cioè di controllare segretamente le ong che soccorrono le persone nel Mediterraneo, che per gli obblighi del diritto marittimo sono quasi sempre tenute a sbarcare in Italia.

Nell’intervista però – qui il video, qui la trascrizione – Rackete una cosa diversa: al minuto 3.45 sostiene che il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer «insistette affinché i migranti fossero registrati in Italia». Seehofer stava semplicemente sottolineando che il primo passaggio per una redistribuzione dei migranti nei paesi europei – per cui la Germania in quei giorni si stava spendendo, insieme alla Commissione Europea – fosse la loro registrazione in Italia, obbligo previsto dal regolamento di Dublino che impone l’identificazione di chiunque metta piede in territorio europeo. Seehofer stava probabilmente giocando una partita politica, perché in sostanza chiedeva all’Italia di fare sbarcare i migranti e occuparsi solo in un secondo momento di occuparsi della redistribuzione: ma non stava “ordinando” di portare i migranti in Italia per «destabilizzare il nostro governo», tanto che la Germania è stato uno dei paesi che hanno dato disponibilità ad accogliere i migranti della nave, una volta sbarcati.

L’intervista a Rackete è andata in onda il 7 agosto. Il giorno successivo il giornale online The Post Internazionale ne ha parlato in un articolo intitolato: «Sea Watch, Carola Rackete alla tv tedesca: “Berlino ci disse che dovevamo portare i migranti in Italia”», poi corretto in “registrare”.

L’11 agosto la notizia è stata ripresa e distorta dal Giornale e dalla Verità, due quotidiani di destra che sull’immigrazione diffondono spesso notizie false o imprecise, evidentemente senza verificare cosa avesse detto davvero Rackete. Entrambi infatti hanno attribuito a Rackete cose che non ha mai detto: “Il governo tedesco mi ordinò di portare i migranti in Italia”, e “Il governo tedesco mi ha fatto portare i migranti in Sicilia”.

L’articolo di The Post Internazionale è stato ripreso dall’account Twitter di Noi con Salvini, il braccio politico della Lega nel Sud Italia, mentre quello del Giornale da Giorgia Meloni, capo del partito di destra radicale Fratelli d’Italia. Altri giornali online come Voxnews e Imola Oggi hanno ripreso gli articoli del Giornale e della Verità, senza fare verifiche. Commentando la notizia falsa, Meloni l’ha definita «la prova che alcuni paesi utilizzano ONG a scopo politico».

Gli articoli del Giornale e della Verità sono ancora online e non sono stati corretti, mentre Meloni non ha ritrattato le proprie dichiarazioni.

***

Aggiornamento delle 20.45: una versione precedente dell’articolo attribuiva maggiori responsabilità nella distorsione della notizia originale a The Post Internazionale, che nel frattempo ha pubblicato una ricostruzione più chiara e dettagliata rispetto al suo articolo originale.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.