Matteo Renzi dice che «votare subito è folle»

Intervistato dal Corriere della Sera ha fatto «un appello a tutti» per fare insieme «un governo istituzionale»

Roberto Monaldo / LaPresse
Roberto Monaldo / LaPresse

Il Corriere della Sera riporta oggi un’intervista in cui Matteo Renzi, ex presidente del consiglio ed ex segretario del Partito Democratico, ha parlato della crisi di governo e di quello che potrebbe succedere nei prossimi mesi, ora che la Lega di Matteo Salvini vuole sfiduciare il governo di Giuseppe Conte (che è anche il suo) e andare al voto il più presto possibile. Renzi, che per mesi aveva detto di essere contrario a ogni possibile governo o alleanza con il Movimento 5 Stelle, ha detto al Corriere:

«Andremo in Senato e ci confronteremo. E qui è in gioco l’Italia, non le correnti dei partiti. Chiederò di parlare e dirò che votare subito è folle per tre motivi».

L’apertura di Renzi a un governo temporaneo – in questi giorni definito di volta in volta “istituzionale”, “costituzionale”, “elettorale”, “di scopo” o “del presidente”– è in linea con altre aperture simili arrivate da esponenti del Movimento 5 Stelle.

Renzi ha poi spiegato i tre motivi per cui, secondo lui, non bisogna votare questo autunno: il primo è «evitare l’aumento dell’IVA», il secondo è che per preparare l’Italia al voto serve «un governo di garanzia elettorale», il terzo è che serve una discussione e un referendum sul taglio dei parlamentari. A questo proposito, Renzi ha detto di non gradire la riforma proposta dal Movimento 5 Stelle, ma che comunque bisogna provare a portarla a compimento:

Considero la riduzione dei parlamentari una riforma incompleta e demagogica. La nostra riforma modificava il bicameralismo, garantiva efficienza, assicurava stabilità. Tuttavia i cittadini hanno deciso, noi abbiamo perso e io mi inchino davanti alla democrazia. Oggi la cosa è semplice: i 5 Stelle hanno scommesso molto su questa riforma. A me non piace. Ma devo ammettere che hanno ragione loro quando dicono che sarebbe un assurdo fermarsi adesso, a un passo dal traguardo. Si voti in Aula in quarta lettura e si vada al referendum: siano gli italiani a decidere.

Alla giornalista Maria Teresa Meli, che gli ha chiesto maggiori informazioni su questa sua apertura al M5S, Renzi ha detto di fare «un appello a tutti», anche a Forza Italia e alla stessa Lega, per «un governo istituzionale che permetta agli italiani di votare il referendum sulla riduzione dei parlamentari, che eviti l’aumento dell’IVA, che gestisca le elezioni senza strumentalizzazioni».