Yuval Harari al Fast Company European Innovation Festival organizzato da Gucci a Milano, il 9 luglio 2019. (Claudio Lavenia/Getty Images for Fast Company)

Alcune parti dell’ultimo saggio di Yuval Noah Harari sono state modificate nella versione russa

Erano passaggi critici verso Putin: il famoso storico israeliano ha ammesso di esserne al corrente, e dice che ne valeva la pena

Yuval Harari al Fast Company European Innovation Festival organizzato da Gucci a Milano, il 9 luglio 2019. (Claudio Lavenia/Getty Images for Fast Company)

Il sito The Insider ha scoperto che nell’edizione russa di 21 lezioni per il XXI secolo, un saggio pubblicato l’anno scorso dal famoso storico israeliano Yuval Noah Harari, alcune parti sono state cambiate per sostituire o rimuovere i passaggi critici verso il governo del presidente Vladimir Putin. Harari, uno degli intellettuali contemporanei più noti e apprezzati, ha ammesso di essere al corrente degli interventi, spiegando che adattamenti di questo tipo servono a portare il libro a un pubblico più vasto possibile.

Harari ha 43 anni ed è diventato famoso qualche anno fa per i saggi SapiensHomo Deus, una storia dell’umanità raccontata attraverso la storia evolutiva delle specie e quella delle sue più grandi conquiste tecnologiche e culturali. I libri, anche perché consigliati pubblicamente da gente come Barack Obama, Bill Gates e Mark Zuckerberg, hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo e lo hanno reso uno degli storici più noti e seguiti.

The Insider, un sito russo, ha scoperto che nella versione locale del suo ultimo libro, una raccolta di saggi su 21 diversi temi della contemporaneità, la casa editrice Sindbad ha modificato alcuni passaggi su Putin. In un caso, il testo originale parlava dell’occupazione della Crimea compiuta dalla Russia nel 2014 come dell’unica «invasione di successo portata avanti da una superpotenza del 21esimo secolo». Harari proseguiva poi spiegando che la Russia «provò a ripetere il successo ottenuto in Crimea in altre parti dell’Ucraina, ma incontrò molta più resistenza, e la guerra entrò in una fase di stallo. E ancora peggio, dal punto di vista russo, la guerra animò i sentimenti anti-russi in Ucraina trasformandola da paese alleato in nemico». Nella versione in russo sono scomparsi i riferimenti ai fallimenti strategici russi in Ucraina, e non si parla di invasione: «la Russia non considera l’annessione della Crimea un’invasione di una potenza straniera, e le truppe russe praticamente non incontrarono resistenza dalla popolazione locale o dall’esercito», dice il testo modificato.

In un altro passaggio della versione inglese e internazionale, Harari parla di post-verità facendo riferimento alla propaganda russa sull’Ucraina, e scrivendo che quando Putin smentiva che ci fossero truppe russe in Ucraina, definendole formazioni filorusse autonome, «sapeva perfettamente di mentire». Nella versione russa, per parlare del tema Harari cita invece il presidente statunitense Donald Trump, citando un conteggio delle sue bugie fatto dal Washington Post.

Il pezzo di The Insider è stato ripreso da alcuni siti americani, e i rappresentanti di Harari hanno risposto con una letteraNewsweek in cui hanno spiegato che la preoccupazione principale dell’autore è «permettere che le idee centrali del libro, sulle minacce rappresentate dalle dittature, dagli estremismi e dall’intolleranza, raggiungono pubblici diversi». Tra questi, spiega il comunicato, ci sono anche le persone che vivono in regimi non democratici: «certi esempi nel libro possono allontanare queste persone o portare alla censura da parte di alcuni regimi. Per questo, occasionalmente, permetto un adattamento locale del testo, e autorizzo che siano cambiati alcuni esempi sensibili nel libro: ma mai le idee centrali».

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