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  • venerdì 12 luglio 2019

Per il ministro francese dell’Ecologia è un periodaccio

Per un caso che riguarda case popolari e ristrutturazioni, ma c'entrano anche delle grosse aragoste

Francois de Rugy, Parigi, 4 dicembre 2018 (AP Photo/Thibault Camus)

François de Rugy, ministro dell’Ecologia nel governo francese di Emmanuel Macron, da qualche giorno è al centro di un caso politico dalle molte facce, che sono state raccontate nell’arco di più giorni dal giornale francese Mediapart: una ha a che fare con delle aragoste, le altre riguardano il suo attuale incarico e la funzionaria a capo del suo staff.

Mediapart ha raccontato che quando era presidente dell’Assemblea Nazionale, prima di fare il ministro, François de Rugy aveva organizzato – tra l’ottobre del 2017 e il giugno del 2018 – almeno una dozzina di cene senza alcun legame con le funzioni che ricopriva. Sulla tavola dell’hôtel de Lassay, la residenza della presidenza, venivano servite grandi aragoste, champagne e vini pregiati della cantina dell’Assemblea: del Château Cheval-Blanc del 2001 che costa circa 550 euro a bottiglia o del Château d’Yquem del 1999, che ne costa 265. Le persone presenti a queste cene, dice Mediapart, erano sempre tra le dieci e le trenta ed erano familiari o amici di de Rugy o della moglie. Le foto di alcuni momenti di queste cene stanno circolando molto, e da giorni, sui social network.

De Rugy si è difeso dicendo che si trattava di «cene informali legate all’esercizio delle sue funzioni con personalità della società civile» e che dovevano dunque «soddisfare un requisito di rappresentanza». Ha detto di «capire» che la notizia, le informazioni e le foto possano suscitare delle «reazioni, e persino degli equivoci», ma ha denunciato soprattutto «una presentazione molto tendenziosa» dei fatti da parte di Mediapart: «Non erano cene con amici (…) finanziate dall’Assemblea nazionale». Erano invece «cene di lavoro informali»: con un paleontologo, un docente di Sciences Po o un imprenditore.

La questione non è stata presa molto bene né dall’elettorato – per molti mesi il governo francese è stato accusato di essere elitario e lontano dal popolo – né dalla maggioranza di cui de Rugy fa parte: c’è chi ha parlato di «scandalo, soprattutto dopo le proteste dei gilet gialli», e chi ne ha chiesto le dimissioni. Giovedì 11 luglio de Rugy ha avuto un lungo colloquio con il primo ministro Edouard Philippe: resterà al suo posto, è stato deciso, ma ci saranno degli accertamenti a suo carico e lui si è detto disposto a rimborsare, se necessario, «ogni euro contestato».

Giovedì 11 luglio Mediapart ha raccontato anche che de Rugy aveva commissionato dei lavori negli appartamenti privati della sede del ministero in cui vive, per un importo di oltre i 63 mila euro. Tra le altre cose, sarebbe stato allestito un guardaroba da circa 17 mila euro. De Rugy si è difeso dicendo che i dipartimenti incaricati della gestione degli edifici del ministero avevano condiviso la necessità di effettuare dei lavori di ristrutturazione nell’appartamento, e che l’ammontare delle spese sarebbe legato al «carattere molto particolare dei luoghi» poiché «l’hôtel de Roquelaure, come altri ministeri, è un elemento del patrimonio francese, costruito agli inizi del XVIII secolo».

A quel punto però la faccenda era già complessa. Il giorno prima, infatti, sempre Mediapart aveva raccontato un’altra vicenda, stavolta attorno a Nicole Klein, una funzionaria che dall’ottobre del 2018 lavorava nello staff di François de Rugy. Mediapart ha raccontato che Klein aveva affittato una casa popolare a Parigi dal 2001 e che tra il 2006 e il 2018, pur non vivendoci, aveva continuato ad usufruire di quella possibilità «privando così una delle circa 200 mila persone alla ricerca di una casa popolare a Parigi che stavano aspettando da molti anni di ottenere un appartamento». Mercoledì sera, Klein ha annunciato le sue dimissioni «su richiesta del ministro: è François de Rugy che desidera espressamente che io me ne vada».

Il giorno dopo le notizie su Klein, Mediapart ha pubblicato un nuovo articolo raccontando che François de Rugy sta a sua volta beneficiando di una casa popolare. Secondo il giornale, de Rugy ha in affitto dal luglio del 2016 un appartamento nel comune di Orvault, nella Loira Atlantica, per 531 euro al mese, mentre il suo reddito sarebbe ben al di sopra del massimale fissato per questo tipo di alloggio. Inoltre questa casa non sarebbe la principale residenza di Rugy, criterio necessario per l’assegnazione di questo tipo di casa. «Questo è l’appartamento dove accolgo i miei figli quando ho la custodia durante il fine settimana: un bilocale di 48 metri quadrati, in affitto ad un prezzo di 622 euro al mese (appartamento e parcheggio): importo in conformità con i prezzi di mercato. Ho affittato questo appartamento dopo una separazione nel luglio 2016», ha scritto sulla sua pagina Facebook, precisando che non sapeva che quella casa facesse parte della lista degli alloggi popolari.

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