“Alexa, sarà mica lupus?”

L'assistente di Amazon nel Regno Unito darà consigli sulla salute basandosi sulle informazioni del sistema sanitario nazionale (e non è mai lupus)

(Britta Pedersen/picture-alliance/dpa/AP Images)

Il sistema sanitario nazionale britannico (NHS) ha avviato una collaborazione con Amazon per rendere accessibili le informazioni disponibili sul sito attraverso l’assistente vocale Alexa. Secondo l’NHS, l’iniziativa consentirà di offrire consigli di salute affidabili, verificati dai suoi medici ed esperti, al posto delle informazioni più inaffidabili e difficili da verificare disponibili su altri siti quando gli utenti cercano online consigli o informazioni sulla salute. Il governo del Regno Unito ritiene inoltre che la collaborazione potrebbe ridurre il carico di lavoro per i medici del sistema sanitario, offrendo consulenze per i problemi più comuni e meno gravi.

Ogni giorno milioni di persone con qualche problema di salute cercano i loro sintomi su Internet, sperando di ottenere qualche risposta chiara. Le diagnosi fai-da-te però sono rischiose: possono causare ansie non necessarie, per malanni che in realtà non si hanno, o possono far sottovalutare problemi di salute più seri di quanto si possa immaginare. Una ricerca online che porta su siti poco raccomandabili può peggiorare ulteriormente le cose, e per questo l’NHS sta cercando di incentivare il ricorso al suo sito, che negli anni si è arricchito di consigli e suggerimenti affidabili.

Prima dell’accordo con l’NHS, Alexa nel Regno Unito forniva consigli di salute basandosi su informazioni ottenute online, da siti di vario genere. Ora cercherà le informazioni direttamente sul sito del sistema sanitario britannico, che a sua volta sarà reso più compatibile con i suoi sistemi di ricerca e analisi dei contenuti.

La collaborazione ha ricevuto diverse critiche, soprattutto per quanto riguarda la tutela dei dati personali. Amazon ha assicurato che Alexa non raccoglie informazioni sui singoli utenti, quando effettuano le loro ricerche, ma il fatto che una grande azienda privata abbia comunque il controllo sull’elaborazione di informazioni sulla salute dei singoli lascia molti perplessi. Altri hanno fatto notare che un problema analogo si presenta comunque quando si cercano informazioni sanitarie sui motori di ricerca, come Google, soprattutto se la ricerca avviene mentre si è collegati con il proprio account.

Negli ultimi anni il governo ha comunque incentivato aziende esterne a collaborare con il sistema sanitario, avviando progetti per semplificare i sistemi di prenotazione delle visite mediche e per poterne fare a distanza. Una divisione apposita, chiamata NHSX, ha il compito di provvedere al passaggio verso il digitale dell’intero servizio sanitario, aggiungendo nuovi servizi e funzionalità per gli utenti tramite Internet.

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