Operai a lavoro nel cantiere della Torino-Lione a Saint Martin la Porte, 6 maggio 2015 (ANSA/ GUIDO MONTANI)
  • Italia
  • mercoledì 26 giugno 2019

La TAV sta andando avanti

Nonostante le grosse agitazioni di qualche mese fa stanno continuando i lavori per l'assegnazione dei bandi, che da ieri riguardano anche gli scavi sul versante italiano

Operai a lavoro nel cantiere della Torino-Lione a Saint Martin la Porte, 6 maggio 2015 (ANSA/ GUIDO MONTANI)

Martedì il consiglio di amministrazione di Telt, la società controllata da Francia e Italia che si occuperà di gestire i lavori di scavo del tunnel di base della Tav (il nome sta per “Tunnel Euralpin Lyon Turin”), ha approvato la pubblicazione degli “avvisi di interesse” per l’assegnazione dei bandi per la costruzione delle gallerie sul versante italiano. È un nuovo importante passaggio formale per l’inizio dei lavori per la Tav, dopo che la stessa cosa era stata fatta pochi mesi fa per i lavori sul versante francese: un nuovo indizio che la Tav con ogni probabilità si farà, nonostante le perplessità del Movimento 5 Stelle e le grosse agitazioni nel governo italiano.

Gli “avvisi di interesse”– avis de marchés, in francese – sono una raccolta di candidature delle aziende interessate a partecipare ai bandi: una specie di fase preparatoria alla pubblicazione dei bandi veri e propri prevista dalla legge francese. I bandi di cui si parla in questo caso hanno un valore di circa 1 miliardo di euro e riguardano sia i lavori di costruzione delle gallerie ferroviarie che la gestione dei materiali di scavo. Dopo che gli avvisi di interesse saranno pubblicati sulla Gazzetta dell’Unione Europea, le società interessate ai bandi avranno un certo periodo di tempo per farsi avanti: dopo di che Telt selezionerà le candidature più valide e chiederà a quelle società di fare un’offerta economica (dopo aver condiviso con loro il capitolato dei lavori: cioè l’elenco dettagliato di tutto quello che c’è da fare). Per completare tutti i passaggi potrebbe volerci circa un anno di tempo.

Una cosa simile sta avvenendo anche per i lavori sul versante francese. Gli “avvisi di interesse”, in questo caso, sono stati pubblicati da Telt il 15 marzo al termine di alcune settimane molto agitate per tutto quello che girava intorno al progetto della Tav. Il governo italiano, infatti, aveva da poco pubblicato una nuova analisi costi-benefici apparentemente sfavorevole alla prosecuzione del progetto e il Movimento 5 Stelle, il partito di maggioranza in Parlamento, sembrava stare cercando un modo per bloccare tutto. In quell’occasione, il governo italiano ottenne che Telt aggiungesse il passaggio degli “avvisi di interesse”, in modo che formalmente si ritardasse il momento della pubblicazione dei bandi. Ma quel momento, per i lavori sul versante francese, è quasi arrivato: la scadenza per le candidature preliminari era a fine maggio e ora Telt dovrà scegliere le aziende a cui chiedere di presentare un’offerta. Quella che il governo italiano aveva allora cercato di presentare come una vittoria, quindi, fu solo un espediente per allungare i tempi dei passaggi burocratici.

Comunque vada con gli avvisi di interesse per il versante italiano, la loro pubblicazione non è comunque un passaggio vincolante per la continuazione dei lavori. Come ha sottolineato anche il ministero dei Trasporti italiano, infatti, la legge francese prevede che i procedimenti di assegnazione dei bandi possano essere cancellati in qualsiasi momento prima della loro chiusura, senza oneri o penali. Perché il progetto Tav prosegua, quindi, serve che i governi di Italia e Francia continuino a sostenerlo e non cerchino di bloccarlo (per annullare il progetto, l’Italia avrebbe bisogno di una legge del Parlamento che annulli il trattato con la Francia). Telt ha detto martedì che «conferma l’impegno a verificare le volontà dei due Governi al termine della selezione delle candidature, prima di procedere all’invio dei capitolati di gara alle imprese».

Nel consiglio di amministrazione di Telt è successa però un’altra cosa importante: l’Unione Europea ha comunicato di voler alzare al 50 per cento la quota dei suoi finanziamenti per i lavori per le tratte nazionali della Tav e al 55 per cento il suo contributo per la parte internazionale del progetto. Spiega La Stampa che «per
l’Italia questo significa uno sconto complessivo di 1,6 miliardi. La spesa per il governo di Roma scenderebbe da 3,104 miliardi per il tunnel di base a 2,367 miliardi, mentre la spesa per il collegamento che da Bussoleno, nella piana della Valsusa, arriva a Torino verrebbe dimezzata scendendo da 1,7 miliardi a 850 milioni».

In cambio dell’aumento dei finanziamenti, scrivono i giornali, l’Unione Europea ha chiesto ai governi di Francia e Italia di rinnovare il loro sostegno all’opera, e di farlo presto: entro 15 giorni, dice La Stampa; «al più presto», scrive il Corriere della Sera. Quale sia l’orientamento del governo italiano non è chiarissimo, visto che già a marzo si era mostrato molto diviso tra le sue due componenti: quella del Movimento 5 Stelle, contraria all’opera, e quella della Lega, favorevole. Ora però sembra che anche nel M5S stia scemando la volontà di opporsi alla Tav. La Stampa dice che il presidente del Consiglio Conte va «verso il sì» alla costruzione dell’opera, mentre i due capi della commissione che si è occupata dell’ultima analisi costi benefici – Marco Ponti e Francesco Ramella – hanno detto recentemente che anche il ministero dei Trasporti si è fatto convincere a sostenere la Tav.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.