(busto del nobile Otone esposto ai Musei Capitolini di Roma)
  • Italia
  • giovedì 20 Giugno 2019

Maturità 2019: la traduzione della versione di latino di Tacito

La versione di quest'anno è lunga soltanto dieci righe, ma è piuttosto complessa

(busto del nobile Otone esposto ai Musei Capitolini di Roma)

Oggi è il giorno della seconda prova scritta della maturità, che per la prima volta è stata un po’ diversa per i maturandi dei licei classici e scientifici in seguito a una decisione del ministero dell’Istruzione di comprendere più materie nell’esame. Gli studenti del liceo Classico hanno dovuto tradurre una breve ma ostica versione dello storico latino Tacito, confrontarla con un brano dello storico greco Plutarco (già tradotto) e rispondere ad alcune domande su entrambi i testi. Entrambi i brani raccontano le fasi iniziali del colpo di stato che il nobile Otone portò avanti contro l’allora imperatore Galba, nel 69 d.C. Di seguito, la traduzione del brano di Tacito, tratta dal capitolo I, 27 della sua opera Historiae (qui trovate il testo in latino).

Alle calende di febbraio, mentre Galba sta compiendo dei sacrifici davanti all’altare di Apollo, l’aruspice Umbricio gli predice interiora sinistre, insidie incombenti, e un nemico in casa; al contrario Otone, ascoltandolo – si era infatti intrattenuto nelle vicinanze – lo interpreta come positivo e favorevole ai suoi disegni.

Poco tempo dopo, il liberto Onomasto gli annuncia che è atteso dagli architetti e dagli operai, cioè il segnale che era stato concordato in precedenza del fatto che i miliziani si erano radunati e che la congiura era pronta.

Una volta allontanatosi, a chi gli chiedeva una spiegazione, Otone, dopo aver finto di volersi comprare una proprietà che sembrava vecchia e che quindi doveva essere per prima cosa visionata, appoggiandosi al liberto si avvia verso la casa di Tiberio nel quartiere del “Velabrium”, da lì al “miliarum aerum” sotto al tempio di Saturno.

Qui ventritrè guardie del corpo lo portano via con le spade strette in pugno dopo averlo salutato come imperatore e una volta fattolo sedere su una lettiga, nonostante lui fosse allarmato dal numero esiguo di quelli che lo avevano accolto. Durante il tragitto si aggrega un gruppo di soldati dai numeri più o meno simili, alcuni per conoscenza (della congiura), altri per la sorpresa, una parte urlando e sguainando le spade, una parte in silenzio, in procinto di assumere un certo atteggiamento a seconda di quello che sarebbe successo.

Lo stile di Tacito è piuttosto contratto e complesso da rendere in lingue più articolate come l’italiano: il brano qui sopra, ad esempio, è ricco di ablativi assoluti, un particolare costrutto che può assumere sfumature molto diverse e che nella lingua italiana va tradotto spesso col doppio o il triplo delle parole necessarie in latino. La difficoltà del brano è causata anche da un lessico e un contesto non immediato per chi non ha familiarità con la storia romana imperiale (che al liceo classico si studia al primo anno).