• blog
  • mercoledì 19 giugno 2019

Il Post sugli assistenti vocali

Un esperimento su un nuovo canale, agli ordini dei lettori: cioè, ascoltatori

(Fox Photos/Getty Images)

Da ormai un mese e mezzo il Post ha avviato un esperimento di diffusione dei suoi contenuti su un nuovo mezzo e in nuovi formati, dopo le newsletter, i podcast, gli eventi offline e l’interesse a raccontare cosa succede negli ambiti più diversi e nuovi. Adesso, grazie alla collaborazione con la piattaforma Solo, il Post è anche sugli assistenti vocali di Google e Amazon, i sistemi di comunicazione vocale gestiti dai cosiddetti smart speaker (come Echo e Home, per capirsi).

Vuol dire che ogni mattina si può ascoltare una selezione di brevi notizie e rassegna stampa, chiedendolo (se possedete degli smart speaker quella cosa di chiedere l’avrete già elaborata): “Alexa, lancia Solo Il Post”, “Hey Google, parla con Solo Il Post”. Insieme a quelli del Post su Solo ci sono già anche i contenuti di Wired e di Rolling Stone.
Ci sentiamo lì.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.