Una strada del centro di Madrid con il logo della zona a traffico limitato. (AP Photo/Paul White)
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  • martedì 18 giugno 2019

Madrid non avrà più la sua stringente zona a traffico limitato

“Madrid Central” era considerata una delle misure più avanzate in Europa contro le emissioni urbane, ma il nuovo sindaco l'ha sospesa

Una strada del centro di Madrid con il logo della zona a traffico limitato. (AP Photo/Paul White)

José Luis Martínez-Almeida, politico del Partito Popolare spagnolo (PP) e da sabato scorso nuovo sindaco di Madrid, ha annunciato di voler sospendere la zona a traffico limitato nel centro della città: è una decisione drastica che blocca una misura che era stata considerata pionieristica quando fu adottata, sei mesi fa. È inoltre la prima volta che una capitale europea fa retromarcia su una zona a basse emissioni.

Madrid Central, com’era stata chiamata la zona vietata al traffico, si sviluppa per quasi cinque chilometri quadrati intorno a Puerta del Sol, la piazza nel centro quasi esatto di Madrid, estendendosi da una parte fino al Palazzo Reale, dall’altra fino al museo del Prado. Era stata voluta dalla sindaca Manuela Carmena, eletta con una lista civica di sinistra, che l’aveva approvata alla fine del suo mandato e che secondo molti la considerava uno dei suoi più importanti lasciti alla città.

Nella zona di Madrid Central attualmente non possono entrare mezzi a motore se non le auto dei residenti e i mezzi pubblici. Le auto elettriche o con alcuni tipi di certificazioni per quanto riguarda le emissioni possono accedervi con rigide restrizioni orarie e per raggiungere determinati posti; sono previste eccezioni per persone con disabilità, ambulanze, taxi e furgoni delle consegne. Madrid Central non era stata soltanto un’iniziativa di Carmena, ma anche una misura per evitare una sanzione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea per i livelli troppo alti di inquinamento urbano registrati a Madrid nell’ultimo decennio.

Gli spazi guadagnati erano stati destinati ad aree pedonali e ciclabili, e la qualità dell’aria era stata monitorata negli ultimi mesi: secondo uno studio pubblicato a marzo, nel primo mese le emissioni dei gas di scarico erano diminuite del 38 per cento, e secondo l’organizzazione Ecologistas en Acción nel mese di maggio 14 delle 24 stazioni di controllo avevano registrato i più bassi livelli di inquinamento degli ultimi dieci anni.

Carmena ha però perso le elezioni dello scorso 26 maggio e Almeida è diventato sindaco con una maggioranza che oltre al PP riunisce il partito di centrodestra Ciudadanos e  quello di estrema destra Vox. Quella di Carmena era stata in un certo senso una parentesi storica, visto che il PP aveva governato Madrid ininterrottamente tra il 1991 e il 2014.

Durante la campagna elettorale, Almeida aveva detto di voler eliminare Madrid Central come prima misura, una volta sindaco, e così ha fatto, annunciando che sarà sospesa – senza indicare una scadenza – a partire dal primo luglio. Almeida vuole ridurre le restrizioni al traffico, sostenendo che si possa combattere l’inquinamento con altre misure, come gli incentivi per gli acquisti di auto a basse emissioni. Isabel Díaz Ayuso, candidata del PP a presidente della comunità autonoma di Madrid e sconfitta alle elezioni di fine maggio, aveva detto che il traffico cittadino «è un segno dell’identità della nostra città», aggiungendo che la vita notturna madrilegna «va a braccetto con il traffico».

A quanto scrive El País, l’Unione Europea sta aspettando di conoscere le misure che sostituiranno Madrid Central per valutare nuove sanzioni contro la città per le troppe emissioni. La nuova amministrazione cittadina conta di trovare una soluzione diversa per rispettare i parametri previsti, anche se le associazioni ambientaliste spagnole sono molto scettiche.

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