Pasquale Grasso (ANSA / LUIGI MISTRULLI)
  • Italia
  • domenica 16 giugno 2019

Il capo dell’ANM si è dimesso

Pasquale Grasso, leader del sindacato dei magistrati, ha lasciato l'incarico per lo scandalo che sta coinvolgendo la magistratura

Pasquale Grasso (ANSA / LUIGI MISTRULLI)

Pasquale Grasso si è dimesso da presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, l’organo di rappresentanza sindacale dei magistrati. Grasso ha annunciato le sue dimissioni alla riunione del direttivo centrale dell’ANM. «Mi farò da parte», ha detto, «non avendo intenzione di invelenire una situazione già molto complicata. Chiedo a tutti, però, una posizione chiara e un’assunzione di responsabilità». Al termine della riunione, Luca Poniz è stato eletto nuovo presidente. Poniz, pm a Milano, fa parte di Area, corrente di centrosinistra; Giuliano Caputo della corrente “Unicost” è stato confermato segretario.

Lo scandalo nella magistratura italiana, spiegato

Grasso si riferisce allo scandalo che sta coinvolgendo il Consiglio Superiore della Magistratura – l’organo di autogoverno dei magistrati che decide promozioni, sanzioni disciplinari e trasferimenti – e che ha mostrato comportamenti e meccanismi molto consolidati e noti da anni agli addetti ai lavori, soprattutto un’estesa rete di colloqui e trattative tra magistrati e politici per la scelta degli incarichi più importanti nella magistratura (qui trovate una sintesi della vicenda).

Proprio in relazione a questa storia, la settimana scorsa Grasso aveva lasciato la dirigenza della corrente della magistratura a cui appartiene, “Magistratura Indipendente”, che benché coinvolta nel caso aveva chiesto ai tre componenti che esprime nel CSM e che si erano autosospesi per aver incontrato e discusso di incarichi con l’ex ministro dello Sport Luca Lotti (che è sotto processo proprio a Roma per il caso CONSIP e, secondo i magistrati, avrebbe cercato di influenzare la nomina del procuratore della città) di ritirare la loro sospensione, restare al loro posto senza dimettersi e tornare al lavoro.

Tra i magistrati è tutti contro tutti

«Confido nella capacità di tutti di dimostrare con i fatti e non solo con le parole», ha detto Grasso, «la volontà di essere promotori di un reale cambio di passo e di voler essere persone che rappresentano persone. Persone che hanno bisogno di noi per mettere nero su bianco il proprio disagio. Ne hanno bisogno e urgenza».

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