Cristiano Ronaldo nella partita tra Portogallo e Svizzera del 5 giugno. (Jan Kruger/Getty Images)
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  • giovedì 6 giugno 2019

L’accusa di stupro contro Cristiano Ronaldo non è stata ritirata

Non è andata come aveva scritto Bloomberg: l'indagine è aperta e la causa è stata solo trasferita a un tribunale federale

Cristiano Ronaldo nella partita tra Portogallo e Svizzera del 5 giugno. (Jan Kruger/Getty Images)

L’accusa di stupro contro il calciatore della Juventus Cristiano Ronaldo, presentata lo scorso settembre da una donna per una presunta violenza avvenuta nel 2009 a Las Vegas, non è stata ritirata come riportato ieri dall’agenzia americana Bloomberg: è stata solo spostata da un tribunale statale a uno federale, e cioè con competenza su tutto il territorio statunitense. Per farlo gli avvocati della donna, che si chiama Katheryn Mayorga, hanno dovuto ritirare l’accusa dal tribunale statale, cosa che probabilmente ha portato Bloomberg a dare la notizia errata, riportata da molte testate internazionali (e anche dal Post, attribuendola alla fonte originale, solitamente affidabile e ben informata).

A chiarire cosa fosse successo sono stati gli stessi avvocati di Mayorga, che hanno citato una motivazione particolare: la difficoltà di recapitare l’avviso di querela a Ronaldo al suo indirizzo italiano. Ad aprile un articolo del giornale tedesco Der Spiegel, quello che aveva raccontato per primo la storia di Mayorga, aveva spiegato i vari tentativi falliti di far arrivare l’avviso a Ronaldo seguendo le procedure internazionali. Le agenzie a cui si erano rivolti gli avvocati per recapitare l’avviso a Ronaldo o si erano rifiutate per via della popolarità del calciatore, o non erano riuscite a trovare l’indirizzo esatto della sua villa a Torino.

Questi rallentamenti avevano provocato l’avvicinarsi della scadenza entro la quale l’avviso avrebbe dovuto essere recapitato a Ronaldo perché il processo proseguisse, e per questo a un certo punto gli avvocati di Mayorga hanno deciso di presentare l’accusa in un tribunale federale, con la speranza che avrebbe acconsentito l’accesso a modalità diverse e più agevoli per inviare l’avviso a Ronaldo. Alla fine, aveva scritto Der Spiegel, il servizio che doveva recapitarlo aveva trovato l’indirizzo esatto: ciononostante, la procedura per spedire l’avviso richiede mesi.

L’indagine della polizia di Las Vegas, cominciata dopo la pubblicazione dell’accusa contro Ronaldo lo scorso settembre, è comunque ancora in corso, come è stato confermato al Guardian.

Mayorga aveva accusato Ronaldo di averla violentata dopo una serata trascorsa insieme in discoteca nel 2009, a Las Vegas. Mayorga aveva sporto denuncia – senza identificare l’aggressore – il giorno successivo alla presunta violenza, sottoponendosi ai test medici, e aveva poi raggiunto un accordo economico con Ronaldo: prevedeva che la donna non parlasse pubblicamente dell’accaduto, in cambio di una compensazione economica di 375mila dollari. Ronaldo ha negato le accuse, sostenendo di aspettare «con tranquillità l’esito di qualsiasi indagine».

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