(Amy Sussman/Getty Images)

Com’è fatto il nuovo parco divertimenti di Star Wars

In realtà sono due, quasi identici, uno in Florida e uno in California: il primo è stato presentato in questi giorni

(Amy Sussman/Getty Images)

In questi giorni è stata presentata “Galaxy’s Edge”, un’enorme sezione del parco divertimenti Disneyland, di Anaheim, in California, dedicata a Star Wars. La sezione sarà aperta al pubblico da domani, venerdì 31 maggio; e il 29 agosto aprirà una sezione praticamente identica nel parco Disney World di Orlando, in Florida. Ognuna delle due sezioni è grande più di 50mila metri quadrati ed è costata circa un miliardo di dollari. La Disney iniziò a lavorarci dal 2012, dopo aver comprato, per quattro miliardi di dollari, la Lucasfilm, la società che possedeva i diritti per i personaggi e le storie di Star Wars.

In entrambi i parchi ognuno degli oltre 1.500 dipendenti interpreta un personaggio con una sua storia nella galassia di Star Wars. Ci saranno due attrazioni (una già attiva, l’altra pronta a fine anno) e si potranno costruire e portare a casa droidi e farsi fare, pagando 199 dollari, la propria spada laser. Ci sono poi negozi (che vendono più di 700 oggetti, la maggior parte dei quali disponibili solo nei parchi), negozi di abbigliamento (che permettono di comprare e indossare abiti a tema), ristoranti (in cui è possibile bere il famoso latte blu di Star Wars) e la possibilità, anche attraverso un’app, di vivere un’esperienza immersiva e profonda, scegliendo per esempio di aderire al Primo Ordine o alla Resistenza, i cattivi e i buoni.

Per far capire quanto Disney punti su Galaxy’s Edge basta dire che il 29 maggio, alla presentazione ufficiale, c’erano il CEO Bob Iger, George Lucas (regista dei primi film) e gli attori Billy Dee Williams e Mark Hamill. L’attrazione centrale del parco è il Millennium Falcon, la più famosa astronave di Star Wars. Come ha scritto Vulture: «C’è stato un problema: il Millennium Falcon non si accendeva. Per fortuna tra il pubblico c’era uno che poteva risolvere il problema: Harrison Ford». Quindi, oltre a tutti gli altri, c’era anche l’attore che ha interpretato Han Solo, comandante del Millenium Falcon, che nell’accendere la replica del Millenium Falcon in mezzo a Galaxy’s Edge ha anche ricordato Peter Mayhew: l’attore morto pochi mesi fa, noto per aver interpretato Chewbecca, grande amico di Han Solo.

Galaxy’s Edge (“il confine della galassia”) ricrea un preciso luogo della realtà immaginaria di Star Wars, a cui Disney ha dato una storia specifica: Black Spire Outpost è una cittadella del pianeta Batuu, che un tempo era abitata da mercanti ma che col tempo è diventata un posto di contrabbandieri e poco-di-buono. Disney ha spiegato di aver pensato a Batuu come a un luogo che si inserisce nella narrazione della saga di Star Wars, in cui l’ambientazione è quella dei film più recenti, ma in cui è possibile trovare anche richiami e riferimenti dei film del passato. I giornalisti che hanno visitato Galaxy’s Edge hanno scritto che tutto è pensato per rendere l’esperienza il più immersiva possibile: un pezzo di una storia più grande, non una serie di attrazioni.

Tra i giornalisti che hanno visitato Galaxy’s Edge in questi giorni c’è anche Brooks Barnes, che scrive di cinema per il New York Times. Ha scritto che il parco di Anaheim, il primo parco Disney di sempre, non aveva mai avuto un’espansione di queste proporzioni nei suoi oltre 60 anni di storia. Per realizzarlo è stato necessario cambiare tragitto alla Disneyland Railroad e accorciare i Rivers of America, due storiche attrazioni del parco. Barnes ha scritto che non ha figli e che quindi ha invitato ad accompagnarlo il suo collega Connor Ennis, grande appassionato di Star Wars, e il figlio di nove anni di Connor: Sam, grandissimo appassionato di Star Wars. I loro tre biglietti sono costati 321 dollari.

Barnes ha raccontato di aver visitato la Oga’s Cantina, un locale a tema, dove – stranamente per i parchi divertimento Disney – vengono anche serviti alcolici e un ristorante in cui si possono mangiare Ronto Wrap (i Ronto sono animali da soma del pianeta Tatooine, su cui era cresciuto Luke Skywalker).

Come detto, c’è anche un locale in cui è possibile bere il latte blu, che Luke Skywalker beveva già nel 1977. Barnes ha scritto che in un negozio erano in vendita dei pupazzetti animati di Porg, gli animaletti carini di Star Wars: Gli Ultimi Jedi, ma che costavano 45 dollari l’uno e che Connor ha detto che 25 dollari era il suo tetto di spesa per un Porg e ha quindi ripiegato su un altro animaletto.

Riguardo all’app, Branes ha raccontato che Sam ci ha messo pochissimo a capire che permetteva di attivare droidi in giro per il parco, guardare cosa c’era in certi crateri e tradurre cartelli scritti in lingua aurebesh. L’app può poi essere usata per scegliere da che parte stare e partecipare a un gioco collettivo in cui si sfidano Resistenza e Primo Ordine. Barnes ha scritto:

Sono stato colpito da come Dinsey ha creato un posto terrestre eppure fuori da questo mondo, che sembrava parlare di tutto ciò che fa parte dell’universo di Star Wars: film, libri, videogiochi, programmi tv. […] I parchi Disney offrivano in genere esperienze passive e celebrative, come volare in un galeone con Peter Pan. Galaxy’s Edge è un gioco di ruolo: sei parte dell’azione.

Essere “parte dell’azione” vuol dire, tra le altre cose, poter far parte dell’equipaggio del Millennium Falcon, la cui replica di Galaxy’s Edge è lunga circa 30 metri. Si tratta di una simulazione in cui si entra nell’astronave, si viene accolti da un attore che interpreta il personaggio di Hondo Ohnaka e si arriva alla cabina di pilotaggio. Inizia quindi la missione, in cui squadre di tre persone devono far volare l’astronave, sparare e controllarne la rotta. «Se il tuo gruppo non fa un buon lavoro, l’astronave va alla deriva. È come un complicato videogioco», ha scritto Barnes, che ha aggiunto: «Non ce la siamo cavata bene. Siamo finiti contro altre navicelle – cosa tra l’altro molto divertente – e ci siamo schiantati su un pianeta che non sono riuscito a riconoscere».

Riguardo alla possibilità di farsi fare la propria spada laser, Barnes ha scritto che costa 199 dollari e che l’esperienza è molto bella e per questo ha scelto di non raccontarla nel dettaglio. Ha scritto solo che «ha a che fare con tempi come “pace e giustizia” e “potere e controllo” e la scelta dei cristalli (rosso, blu, verde e viola)». Ha però spiegato che ogni spada laser è il frutto di circa 120mila possibili combinazioni. Per chi se lo sta chiedendo, Barnes, Connor e Sam si sono fatti fare la loro spada laser, nonostante Connor fosse preoccupato che non gliele avrebbero poi fatte passare dal controllo sicurezza dell’aeroporto. Barnes ha scritto, riguardo al prezzo, che «vedere la faccia di Sam quando la sua spada laser blu è nata, valeva ogni centesimo speso».

L’altra attrazione, quella non ancora attiva, si chiama “Rise of the Resistance” e per ora si sa solo che avrà una colonna sonora appositamente realizzata da John Williams, la possibilità di «sistemi di guida multipli» e la presenza dei Camminatori AT-AT, delle armi pesanti d’assalto viste per la prima volta in L’Impero colpisce ancora.

I parchi divertimento sono tra le attività di Disney che vanno meglio e tramite i quali la società punta a consolidare il rapporto dei suoi spettatori/visitatori con Star Wars, per il quale ha già in programma nuove uscite, al cinema e per i servizi di streaming. È ovviamente un investimento rischioso, anche perché, come spiega Barnes, Galaxy’s Edge celebra soprattutto la nuova trilogia, senza lasciare molto spazio ai personaggi e alle vicende del passato.

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