Guida alle elezioni comunali di Bari

Il grande favorito è il sindaco uscente di centrosinistra Antonio Decaro, ma il suo principale sfidante ha una storia particolare

(AP Photo/Gregorio Borgia)

Domenica a Bari si voterà non solo per le elezioni europee, ma anche per eleggere il sindaco e rinnovare il consiglio comunale. Il favorito è Antonio Decaro, sindaco uscente di centrosinistra che, secondo gli ultimi sondaggi pubblicati nelle scorse settimane, potrebbe riuscire anche a vincere al primo turno. Il suo principale sfidante sarà Pasquale Di Rella, candidato dei principali partiti di centrodestra: Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, più alcune liste civiche.

Non sembrano avere grandi possibilità invece la candidata sindaca del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Pani, e gli altri tre candidati: Sabino De Razza della lista civica di sinistra Bari Città Aperta; la consigliera comunale indipendente di centrodestra Irma Melini, appoggiata dalla lista Irma Melini per Bari; Francesco Corallo con la lista Pensionati e invalidi giovani insieme. Se nessuno dei candidati dovesse raggiungere il 50 per cento più uno dei voti, è previsto un secondo turno per il 9 giugno.

Decaro, che è anche presidente dell’ANCI, l’associazione nazionale dei comuni, è da tempo uno dei sindaci più popolari d’Italia: nell’ultima classifica del Sole 24 Ore è arrivato al 15esimo posto, con un gradimento del 58 per cento, e ha spesso ricevuto apprezzamenti in maniera trasversale. Il suo progetto “Periferie aperte” (che comprende una serie di 37 interventi di riqualificazione a Bari e nei comuni limitrofi) è arrivato primo al Bando delle Periferie del governo Renzi, che nel 2016 ha assegnato circa 2 miliardi di euro da investire in aree degradate (il bando è stato successivamente bloccato dall’attuale governo).

Decaro, nato nel 1970, è un ingegnere e dirigente pubblico. La sua prima esperienza politica risale al 2004, quando l’allora sindaco di Bari Michele Emiliano (oggi presidente della regione) lo nominò assessore alla Mobilità e al Traffico. Dopo un breve periodo come consigliere regionale e poi deputato (fu eletto alle politiche del 2013), Decaro venne scelto come candidato sindaco del centrosinistra alle elezioni comunali del 2014. Al primo turno raccolse poco meno del 50 per cento dei voti, e al secondo sconfisse il suo avversario con oltre il 65 per cento.

La campagna con cui Decaro si è presentato di nuovo agli elettori è centrata sull’idea che i suoi primi cinque anni da sindaco siano solo la prima parte di un percorso più lungo e di successo, e che per concluderlo felicemente i baresi dovranno eleggerlo una seconda volta. Lo slogan di Decaro è «Non mi piace lasciare le cose a metà», creato dall’agenzia di comunicazione Proforma e utilizzato nel suo principale spot video per la campagna elettorale.

La vicenda del candidato di centrodestra, Pasquala Di Rella, il principale avversario dell’attuale, è curiosamente simile a quella dello stesso Decaro. Di Rella è un ex iscritto del PD e, come Decaro, è stato assessore nella giunta Emiliano al comune di Bari, per poi passare a Forza Italia e all’opposizione in consiglio comunale. Inizialmente la sua candidatura era sostenuta solo da Forza Italia, mentre le altre componenti del centrodestra, in particolare Lega e Fratelli d’Italia, puntavano su altri nomi (l’avvocato Fabio Romito per la Lega e il consigliere comunale uscente Filippo Melchiorre per Fratelli d’Italia).

In maniera piuttosto insolita per il centrodestra, la contesa è stata risolta con le elezioni primarie. Lo scorso 24 febbraio gli elettori di centrodestra hanno scelto il loro candidato e Di Rella ha vinto con un largo margine, raccogliendo da solo oltre il 50 per cento dei voti (su 14 mila elettori, una cifra molto alta che ha sorpreso gli organizzatori). Le primarie si sono rese necessarie anche per via delle divisioni interne al centrodestra barese, profonde e che durano da anni. Il candidato di centrosinistra Decaro, per esempio, ha dovuto respingere pubblicamente le offerte di appoggio da parte di una serie liste civiche di centrodestra, compresa quella di Simeone Di Cagno Abbrescia, l’ultimo sindaco del centrodestra (eletto l’ultima volta 20 anni fa, nel 1999). Di Rella, inoltre, dovrà affrontare la concorrenza alla sua destra della lista della consigliera indipendente di Irma Mellini, che non ha convinto ad appoggiarlo, nonostante i tentativi fatti all’inizio della campagna elettorale.

Di Rella, per carattere e anche per via della sua provenienza dal centrosinistra, è considerato il candidato più “moderato” e quello più capace di tenere insieme l’alleanza e allargarla. La sua campagna elettorale è stata pacata, al punto che alcuni alleati lo hanno accusato di aver “messo il silenziatore” al centrodestra. Questa settimana, durante il comizio del segretario della Lega Matteo Salvini in suo appoggio, Di Rella è stato pressoché invisibile ed è stato a malapena citato dal ministro dell’Interno (Salvini era già andato in città a febbraio, per sostenere il suo candidato alle primarie). Di Rella ha rifiutato confronti con Decaro, il che è abbastanza bizzarro, visto che solitamente è il candidato favorito quello che rifiuta i confronti, vedendoli come occasioni in cui può solo rimetterci.

Il momento più assurdo della campagna elettorale è stata probabilmente la pubblicazione di un video di “propaganda musicale” da parte di Gaetano Quagliariello, candidato al consiglio comunale della lista Idea a sostegno del candidato di centrodestra Di Rella. Quagliariello, che è ex ministro, professore universitario, più volte parlamentare e che nel 2013 fu scelto dall’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano come membro della commissione di saggi incaricata nel 2013 di studiare modifiche della Costituzione, è ripreso mentre cammina per le strade di Bari con in sottofondo una cover della canzone “Luna” di Gianni Togni. Quagliariello si è successivamente scusato per l’uso non autorizzato della melodia.

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