Salvini si è accorto che i reati sono in calo

In un'intervista al Corriere ha celebrato gli ultimi dati diffusi dal suo ministero, in continuità con quelli dei suoi predecessori (quando lui però parlava di "situazione fuori controllo")

(ANSA/FRANCESCO MILITELLO MIRTO)

In un’intervista al Corriere della Sera pubblicata oggi, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha ripetuto i dati sul calo dei reati nei primi mesi del 2019 diffusi pochi giorni fa dal suo ministero. Il totale dei delitti denunciati è in calo del 15 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quello degli omicidi del 12,2 per cento, mentre i tentati omicidi sono scesi del 16,2 per cento. Un dato particolarmente impressionante è quello delle violenze sessuali denunciate, che calano di un terzo, mentre le rapine denunciate sono scese del 20 per cento, i furti del 15 per cento e quelli in abitazione del 18 per cento.

Sono cali rilevanti, anche se non del tutto inaspettati. Il numero di reati denunciati in Italia è in forte diminuzione da tempo, anche se alcuni tipi di delitti (per esempio i furti in appartamento) sono aumentati molto negli anni della crisi. Ma quelli diffusi da Salvini sono anche dati da prendere con cautela. Non sono sul sito del ministero, né in altri database ufficiali e pubblici, ma sono stati presentati personalmente dallo stesso ministro in una conferenza stampa lo scorso 5 maggio, quando ha parlato degli “ultimi dati aggiornati” sul numero di delitti denunciati, e sono stati poi distribuiti informalmente alla stampa. Sono insomma dati grezzi e non consolidati, destinati probabilmente a cambiare in futuro.

Per fare un confronto parziale, nella conferenza stampa dell’agosto del 2017 l’allora ministro dell’Interno Marco Minniti disse che i reati erano calati del 12 per cento, gli omicidi in particolare del 15, furti e rapine di circa il 10 per cento. Un calo comparabile era stato annunciato da Salvini nella conferenza stampa di Ferragosto del 2018. Anche l’ISTAT fornisce dati sul numero di reati: sono numeri di provenienza leggermente differente e sottoposti a maggior elaborazione, e per questo ritenuti in genere più affidabili (ma arrivano anche molto più tardi rispetto ai dati del ministero dell’Interno).

L’atteggiamento di Salvini nei confronti della criminalità e dei reati è cambiato molto da quando è diventato ministro. Oggi riconosce e celebra il calo nel numero dei reati, ma in passato aveva spesso ignorato queste statistiche, preferendo parlare di una situazione “fuori controllo”, per quanto riguardava soprattutto l’immigrazione e la criminalità in generale. Salvini ha spesso insistito sui timori delle persone per furti e rapine in casa, in particolare nel corso della sua campagna a favore di una riforma della legittima difesa (la legge è stata poi approvata poche settimane fa, anche se di fatto non cambierà quasi niente).

Un altro dato che mostra un calo negli ultimi mesi è la percezione dell’insicurezza da parte degli italiani. Secondo l’ultima indagine dell’Osservatorio europeo sulla sicurezza, tra gennaio 2017 e gennaio 2019 gli italiani hanno iniziato a sentirsi più sicuri e percepire con meno frequenza un incremento della criminalità. La percezione dell’insicurezza, sempre molto alta nel nostro paese, era in calo da diversi anni (dopo aver raggiunto il picco al culmine della crisi economica), ma negli ultimi due anni questo calo sembra aver subito un’improvvisa accelerazione.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.