L'imperatore Akihito e l'imperatrice Michiko, Tokyo, 26 aprile 2019 (AP Photo/Eugene Hoshiko, Pool)
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  • lunedì 29 Aprile 2019

Domani abdicherà l’imperatore del Giappone

Akihito lascerà il trono dopo quasi 30 anni e sarà sostituito dal principe Naruhito: la transizione durerà sei mesi e costerà 22 milioni di euro

L'imperatore Akihito e l'imperatrice Michiko, Tokyo, 26 aprile 2019 (AP Photo/Eugene Hoshiko, Pool)

Domani, martedì 30 aprile, l’imperatore del Giappone Akihito abdicherà dopo trent’anni di reggenza e sarà il primo a farlo in più di duecento anni. Il suo posto verrà preso dal 59enne principe Naruhito, il primo figlio dell’imperatore, ma la transizione richiederà comunque diversi mesi e diversi passaggi formali e si concluderà il prossimo novembre.

Il Giappone è la più antica monarchia al mondo ancora esistente e l’imperatore del Giappone è l’unico sovrano al mondo che mantiene oggi il titolo imperiale, anche se da dopo la Seconda guerra mondiale è un ruolo puramente rappresentativo e privo di poteri politici. Akihito, che è diventato imperatore nel gennaio 1989 alla morte di suo padre Hirohito, è popolare e amato in Giappone, ed è molto ammirato per il modo in cui ha rinnovato la figura dell’imperatore e per il suo lavoro nel superare le divisioni ancora esistenti legate alle guerre. Tra le altre cose è stato il primo imperatore a visitare la Cina, nel 1992, e a chiedere scusa per i danni causati dal suo paese nelle due guerre sino-giapponesi. Oggi ha 83 anni, ed è malato da tempo.

Il rituale dell’abdicazione inizierà martedì alle ore 17.00: durerà 10 minuti, saranno presenti circa 300 persone – tra loro l’imperatrice Michiko, Naruhito e la principessa ereditaria Masako, i leader di entrambe le camere del parlamento e i giudici della Corte Suprema – e l’evento sarà trasmesso in diretta dalla televisione nazionale. La cerimonia si svolgerà nel “Matsu-no-Ma” (la Camera di pino), che è considerata la sala più prestigiosa del Palazzo imperiale.

L’imperatore Akihito e l’imperatrice Michiko per i saluti di inizio anno nella sala “Matsu no ma”, primo gennaio 2013 (The Yomiuri Shimbun via AP Images )

I ciambellani imperiali porteranno nella stanza due dei “Tre sacri tesori” del Giappone: una spada e una gemma che, insieme allo specchio, rappresentano le insegne imperiali e simboleggiano la virtù del valore (la spada), della benevolenza (la gemma) e della saggezza (lo specchio). La spada si trova al tempio di Atsuta a Nagoya e la gemma al Palazzo imperiale di Tokyo. Durante la cerimonia di abdicazione il primo ministro Shinzo Abe pronuncerà un discorso e poi Akihito dirà le sue ultime parole ufficiali da imperatore. Tecnicamente, resterà tale fino a quando non scoccherà la mezzanotte.

Con l’abdicazione finirà anche l’era “Heisei” (“pace ovunque”), cioè il nome del regno con Akihito scelto quando salì al trono, e comincerà l’era “Reiwa” che significa “armonia e fortuna”. In Giappone, infatti, con ogni nuovo imperatore inizia anche un nuovo periodo che compone un calendario parallelo rispetto a quello gregoriano, che compare anche sui documenti ufficiali. Il 2019 era Heisei 31, o H31, cioè il trentunesimo anno dell’era Heisei, iniziata nel 1989. Quando diventerà imperatore Naruhito, l’anno verrà ribattezzato Reiwa 1 o R1.

La prima cerimonia di intronizzazione si svolgerà il primo maggio, sempre nel “Matsu-no-Ma” alle 10.30 del mattino e anch’essa sarà molto breve: la spada e la gemma saranno poste davanti al nuovo imperatore come segno della sua legittima successione. Lo specchio, invece, rimarrà sempre nel santuario. L’imperatore non parlerà durante questo evento, che è formalmente vietato alle donne, ma Satsuki Katayama, l’unica ministra nel gabinetto di Abe, poiché fa parte del governo di cui è prevista la presenza, ci sarà. Poco dopo, dalle 11.10, Naruhito prenderà parte a un’altra cerimonia di dieci minuti durante la quale pronuncerà il suo primo discorso da imperatore. Ancora una volta, Abe parlerà a nome del popolo. Saranno presenti la nuova imperatrice Masako e altri membri della famiglia reale, insieme ai rappresentanti del governo accompagnati dai loro coniugi. Non è invece prevista la presenza del vecchio imperatore.

I ciambellani imperiali porgono la spada e la gemma al nuovo imperatore Akihito, 7 gennaio 1989 (AP Photo)

Il 4 maggio, Naruhito e Masako faranno la loro prima apparizione pubblica, salutando i sostenitori dal Palazzo Imperiale. Appariranno sei volte durante il giorno, a partire dalle 10 del mattino. Si prevede una grande affluenza di persone poiché l’evento si svolgerà durante un periodo di vacanza. In occasione della stessa cerimonia con Akihito e Michiko si radunarono più di 100 mila persone.

Il 22 ottobre la transizione si completerà con la proclamazione ufficiale del nuovo imperatore alla presenza di 2.500 partecipanti provenienti dal Giappone e da più di 200 paesi del mondo. In questa occasione Naruhito dovrebbe indossare una veste e un copricapo tradizionali, entrerà nel “Takamikura”, cioè il trono del crisantemo, e si alzerà in piedi mentre le tende del padiglione verranno aperte: a quel punto dichiarerà la sua successione al mondo.

Il Takamikura, il trono imperiale (Kyodo)

Dopodiché lui e l’imperatrice, in una macchina aperta, parteciperanno a un corteo attraverso il centro di Tokyo. Infine, il 14 e 15 novembre ci sarà l’ultimo rituale: la grande cerimonia del ringraziamento durante la quale Naruhito offrirà riso e sake agli antenati e alle divinità. Il governo del Giappone ha stanziato 2,7 miliardi di yen (circa 22 milioni di euro) per le cerimonie, compresi i costi per la costruzione di alcune sale temporanee presso il Palazzo Imperiale.