L'australiano Monty Ioane nella partita di European Challenge Cup giocata contro gli Harlequins (Henry Browne/Getty Images)
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  • mercoledì 24 aprile 2019

Un momento storico per il rugby italiano

Potrebbe arrivare sabato, se la Benetton Treviso riuscirà a qualificarsi per la prima volta ai playoff del Guinness Pro14, un campionato con una storia molto particolare

L'australiano Monty Ioane nella partita di European Challenge Cup giocata contro gli Harlequins (Henry Browne/Getty Images)

La stagione regolare del campionato di rugby Guinness Pro14 si concluderà sabato con l’ultima giornata prima dei playoff, ai quali si qualificheranno 6 delle 14 squadre partecipanti. Come mai successo prima d’ora, una squadra italiana è a un passo dalla qualificazione. La Benetton Treviso si trova infatti al terzo posto del proprio girone e sabato sera giocherà a Parma la partita decisiva contro le Zebre. Dovrà riuscire a difendere il terzo posto dalle uniche due squadre che possono ancora superarla, Edimburgo e Scarlets. Se dovesse riuscire a qualificarsi, stabilirebbe il punto più alto mai raggiunto da un club italiano in campo internazionale.

La classifica del Gruppo B del Pro14:

1) 🇮🇪 Leinster 75*
2) 🇮🇪 Ulster 59*
3) 🇮🇹 Benetton Treviso 52
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4) 🏴󠁧󠁢󠁳󠁣󠁴󠁿 Edimburgo 51
5) 🏴󠁧󠁢󠁷󠁬󠁳󠁿 Scarlets 50
6) 🇿🇦 Southern Kings 22
7) 🏴󠁧󠁢󠁷󠁬󠁳󠁿 Newport Dragons 21

* Qualificate ai playoff

Il Guinness Pro14 è un torneo particolare. È la vecchia “Celtic League”, il campionato sovranazionale creato nel 2001 dalle federazioni rugbistiche di Irlanda, Galles e Scozia, che decisero di istituire insieme un torneo più competitivo per avvicinarsi al livello del campionato inglese, il migliore d’Europa. La Celtic League ebbe un discreto successo e nel 2010 accolse anche due squadre italiane: la Benetton Treviso, storica squadra veneta che voleva giocare in un campionato più competitivo di quello italiano, e le Zebre di Parma, una franchigia creata appositamente dalla Federazione Italiana.

La Celtic League venne così rinominata Pro12 e nei successivi sette anni fu composta da quattro squadre irlandesi, quattro gallesi, due scozzesi e due italiane. Dal 2017 il torneo si è allargato ulteriormente con l’ingresso di due sudafricane, assumendo la sua forma attuale. Il Pro14 non va confuso con le coppe europee. Per le squadre partecipanti vale come un campionato nazionale: durante l’anno Benetton e Zebre non disputano infatti il campionato italiano, e lo stesso vale per le altre squadre partecipanti.

Il “peso” delle due italiane è stato abbastanza diverso. Le Zebre sono tenute in piedi esclusivamente dai fondi provenienti dalla federazione. Sono arrivate ultime in sei delle sette edizioni disputate. Nei loro insuccessi hanno pagato la mancanza di un progetto chiaro, tanto da essersi ritrovate spesso a inizio stagione senza alcuna garanzia economica.

L’unica italiana realmente competitiva in campo internazionale è la Benetton Treviso, che rappresenta un caso unico e forse inimitabile. Ha una delle più grandi tradizioni rugbistiche del paese e ha sede nell’unica regione italiana, il Veneto, che avrebbe la forza di creare un campionato a sé stante. Dal 1978 la squadra di Treviso è di proprietà della famiglia Benetton, che nell’ultimo decennio ha ritirato i suoi investimenti dal basket e dalla pallavolo rimanendo però nel rugby, considerato lo “sport di famiglia”. Il grande patrimonio dei Benetton ha permesso investimenti significativi e impensabili per qualsiasi altro club italiano.

La nuova tribuna coperta dello stadio Monigo di Treviso riempita per l’ultima partita casalinga della stagione (Benetton Rugby)

Tre anni fa, dopo alcune stagioni estremamente deludenti, la dirigenza aveva avviato una rifondazione con l’ingaggio dell’esperto allenatore neozelandese Kieran Crowley. All’ingaggio di Crowley è seguito l’ampliamento dello staff tecnico — impreziosito dalla presenza di due grandi ex giocatori italiani, Fabio Ongaro e Marco Bortolami — e successivamente il rinforzo della squadra, un processo durato tre anni che ha portato in Veneto giocatori di qualità, sia italiani che provenienti da Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica e Isole Figi.

La rifondazione ha dato i primi risultati l’anno scorso, quando la squadra ha battuto il suo primato di dieci vittorie stagionali in Pro14 diventando inoltre la prima italiana a vincere una partita a Dublino. In estate gli investimenti della proprietà sono continuati e hanno permesso l’ingaggio di Ratuva Tavuyara, ala figiana spesso incontenibile che insieme all’australiano Monty Ioane è ora il simbolo delle rinnovate ambizioni del club. La rosa è ampia (19 dei 31 convocati per l’ultimo Sei Nazioni provenivano da Treviso) e con qualità sufficienti a mantenere alto il livello delle prestazioni anche con l’impiego delle riserve.

Sabato la Benetton si giocherà per la prima volta la qualificazione ai playoff del Pro14 nel derby italiano contro le Zebre — sicure dell’ultimo posto e già battute due volte in campionato — in una partita che non ha precedenti nella storia del rugby italiano. Una delle tante cose che limita ancora lo sviluppo del movimento nazionale è infatti la mancanza di esperienza dei giocatori in partite decisive in cui ci si gioca una stagione intera.

Con una vittoria e almeno quattro mete segnate (cosa che garantirebbe 4 punti e il bonus offensivo di un punto addizionale) la Benetton sarebbe certa del terzo posto, ma potrebbe bastarle anche meno, a seconda dei risultati delle due rivali per il terzo posto, Edimburgo e Scarlets, staccate rispettivamente di uno e due punti. Le prime classificate dei due gironi del campionato otterranno la qualificazione diretta alle semifinali. Le altre quattro qualificate dovranno prima affrontarsi ai quarti. La finale del Pro14 si giocherà il 25 maggio al Celtic Park di Glasgow, in Scozia.

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